Elezioni midterm Usa, il parere dei gestori: iniziata campagna elettorale 2020

Per gli esperti dell’asset management l’esito delle elezioni di midterm può favorire i mercati e crea un ambiente più sfidante in attesa delle elezioni presidenziali che verranno fra due anni. Money.it ha raccolto i pareri di alcuni fra i gestori più blasonati nel panorama della gestione globale

Elezioni midterm Usa, il parere dei gestori: iniziata campagna elettorale 2020

Le elezioni di midterm negli Stati Uniti d’America non hanno sorpreso significativamente i mercati. Il risultato più concreto è infatti politico: ora il Congresso americano risulta essere diviso a metà, i democratici hanno riconquistato la Camera, ma i repubblicani restano in maggioranza nel Senato.

Certamente la divisione interna al Congresso avrà diverse conseguenze sugli ultimi due anni di presidenza di Donald Trump poiché potrà crearsi una sorta di stallo dovuto alle nuove difficoltà che il Presidente avrà nell’attuare le sue misure legislative.

Fino ad ora l’economia a stelle e strisce ha mantenuto un passo spedito senza risentire più di tanto della guerra commerciale in atto contro la Cina; anzi la crescita degli Stati Uniti trova solide basi proprio nei fondamentali economici. Al netto di questi ragionamenti, però, il pensiero degli investitori è rivolto già al biennio 2019-2020 al termine del quale sono programmate le nuove elezioni presidenziali.

Money.it ha raccolto i pareri espressi da alcuni fra i gestori più blasonati nel panorama dell’asset management globale per permettere al lettore di farsi un’idea più chiara su quale potrebbe essere il destino della prima economia mondiale alla luce di quanto emerso dalle recenti elezioni di midterm.

Allianz GI: Trump avanti per la sua strada, situazione attuale favorisce i mercati

Per Allianz Global Investors il programma economico di Trump – incentrato su riforma fiscale, deregulation e nuovi accordi commerciali – non dovrebbe subire sostanziali variazioni. “Il presidente continuerà probabilmente a governare con ordini esecutivi. Ciò significa che i Democratici potrebbero fare maggiore opposizione a politiche commerciali estreme, ma difficilmente il Congresso otterrà l’appoggio bipartisan necessario a modificare ufficialmente il programma presidenziale”, ha spiegato la casa di gestione di matrice tedesca in un report fatto circolare oggi.

In vista del 2020 il Congresso si concentrerà sempre più sul voto per la presidenza, la Camera e il Senato, relegando in secondo piano importanti iniziative legislative. Di conseguenza, entrambi i partiti potrebbero evitare di spingere troppo sui rispettivi programmi per non regalare la vittoria all’avversario. Di seguito Allianz GI spiega le conseguenze del voto di mid-term su politica e investimenti.

Impatto sulla politica

Uno degli aspetti salienti di queste elezioni è che ora i Democratici alla Camera esercitano una funzione di controllo ed equilibro su un presidente e su un Congresso repubblicano, o quantomeno potranno fare maggiore opposizione. Con i Democratici alla camera l’attenzione potrebbe focalizzarsi sulle azioni legali contro Trump, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 2020; tuttavia, non crediamo che i Democratici chiederanno l’impeachment, poiché la procedura prevede il sostegno di due terzi del Senato: uno scenario poco probabile.

Implicazioni per gli investimenti

Storicamente le azioni hanno performato bene una volta dissipata l’incertezza legata alle elezioni midterm, e i mercati potrebbero essere ben posizionati per registrare solide performance a fine anno, malgrado la costante volatilità. I mercati tendono ad apprezzare le situazioni di “gridlock”, poiché di norma garantiscono il mantenimento dello status quo. Per Allianz GI i settori favoriti sono: industriali, materiali, tecnologia, sanità. Quelli che potrebbero subire una qualche pressione: finanziari e difesa. I mercati emergenti potrebbero trarre un modesto vantaggio dall’indebolimento del dollaro.

Capital Group: dal 1950 Wall Street ha sempre performato bene l’anno successivo alle elezioni di midterm


Matt Miller, Economista politico di Capital Group

“Non serve specificare che la campagna per le presidenziali del 2020 è iniziata a mezzanotte di martedì. Tutto deve essere osservato tramite questa lente. Nei prossimi due anni ogni avvenimento, ogni mossa sarà calcolata e misurata sulla base dell’impatto che potrà avere sulla corsa alla Casa Bianca. Ci saranno probabilmente nuove investigazioni richieste dalla Camera democratica. Il presidente e il Senato repubblicano potrebbero rispondere con le proprie”, ha esordito Matt Miller (nella foto), Economista politico di Capital Group.

Per il gestore sono tre gli sviluppi chiave che caratterizzeranno la scena politica statunitense per i prossimi due anni: uno stallo di Governo, una limitata collaborazione fra le due forze politiche in campo e un forte focus di entrambe le parti sula campagna elettorale che da qui a due anni porterà alle nuove elezioni presidenziali.

Le implicazioni per il mercato e gli investimenti

Miller spiega: “Non si può prevedere come reagiranno i mercati in futuro. Il sell-off di ottobre ci ha ricordato che la volatilità può tornare a crescere in qualunque momento, nonostante la stabilità dell’economia statunitense. Vale tuttavia la pena guardare ai dati storici come fonte. Dal 1950, l’azionario statunitense ha sempre registrato risultati positivi nell’anno successivo alle elezioni di midterm. Questo potrebbe verificarsi anche nel 2019 o meno, ma per gli investitori con un’ottica di lungo periodo è importante ricordare che i mercati tipicamente sono in grado di andare oltre il rumore di fondo della politica e di concentrarsi sui fondamentali delle società”.

Unigestion: ambiente più sfidante per i Repubblicani in ottica 2020


Oliver Marciot, Investment Manager del fondo Multi Asset Navigator di Unigestion

Per Oliver Marciot (nella foto), Investment Manager del fondo Multi Asset Navigator di Unigestion, “questo risultato riflette una rifocalizzazione del mercato su fondamentali che rimangono positivi per l’azionario, soprattutto negli Stati Uniti, e che non cambieranno in modo significativo con una Camera a maggioranza democratica. Ci aspettiamo piuttosto uno stallo politico nei prossimi due anni, che probabilmente terrà a freno qualsiasi spesa fiscale supplementare significativa. Questa pressione al ribasso sui rendimenti è già stata avvertita nei Treasury a 10 anni, il cui rendimento è sceso di circa 5 pb, riflettendo anche l’atteggiamento leggermente meno interventista della Fed alla luce del minore stimolo interno. Con il calo dei rendimenti, anche il dollaro USA è sotto pressione e l’indice DXY è in calo dello 0,8% da quando i risultati elettorali sono diventati definitivi”.

Questi risultati hanno alcune importanti implicazioni che è importante non trascurare per i prossimi anni ed in vista delle elezioni presidenziali del 2020. In primo luogo, la probabilità di un impeachment di Trump è significativamente più bassa: Nancy Pelosi - frontrunner per il ruolo di prossima House Speaker - ha dichiarato martedì sera che la Camera voterebbe sull’impeachment solo se ci fosse un chiaro sostegno bipartisan. Senza Mueller, che ne rappresenterebbe una conferma, sembra improbabile che tale supporto si manifesti, soprattutto a seguito del rafforzamento della maggioranza repubblicana al Senato.

In secondo luogo, con la maggioranza alla Camera, i Democratici ora controllano i comitati che supervisionano le agenzie esecutive e hanno il potere di tenere udienze e convocare testimoni. Mentre molti di questi comitati hanno sottoposto l’amministrazione Trump ad un livello di supervisione modesto sotto il controllo repubblicano, i Democratici hanno dichiarato che utilizzeranno maggiormente questi poteri.

In terzo luogo, i Democratici hanno anche ottenuto sette Governatori, alcuni dei quali in stati chiave come Pennsylvania, Michigan e Kansas. Con il censimento statunitense del 2020 e il ridisegno delle mappe distrettuali a livello statale, i Democratici useranno certamente il loro nuovo vantaggio per disfare il “gerrymandering” (cioè la modifica dei distretti elettorali per favorire un partito) repubblicano o impegnarsi nei loro. In Florida, i Democrats hanno annunciato una misura elettorale per ripristinare il diritto di voto per la maggior parte dei pregiudicati che hanno scontato la loro pena, riportando al voto quasi 1.,6 milioni di persone (Fonte: The Washington Post) e riportando l’equilibrio in questo Stato spesso in bilico.

“Nonostante abbia perso la corsa per il seggio del Senato del Texas, la buona performance di Beto O’Rourke (che ha perso con uno scarto di circa il 2,5%) fornisce ai Democratici un forte candidato per le elezioni presidenziali del 2020. Tutto questo suggerisce che, nonostante risultati vicini alle aspettative, i Repubblicani potrebbero trovarsi ad affrontare un ambiente molto più sfidante nel 2020, aggiungendo elementi di incertezza sui mercati che gli investitori si troveranno ad affrontare ", ha concluso Marciot.

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