Il numero uno della BCE favorisce il rimbalzo tecnico dei listini europei, ma probabilmente non si tratta di una reale inversione del trend
La giornata di ieri ha premiato la voglia di rivalsa dei principali asset finanziari, sottoposti dall’inizio dell’anno a vendite incessanti da parte dei grandi investitori internazionali. Il rimbalzo è stato favorito dalle parole di Mario Draghi, numero uno della BCE, che ha anticipato nuove imminenti mosse di politica monetaria ultra-espansive già a marzo. Il governatore dell’Eurotower potrebbe così rafforzare il piano di quantitative easing dagli attuali 60 miliardi di euro al mese e forse tagliare ulteriormente il tasso sui depositi presso la BCE su livelli ancor più negativi rispetto a quelli correnti. Difficile, invece, un taglio del tasso di interesse, che dovrebbe restare invariato al minimo storico dello 0,05%.
L’effetto-Draghi ha favorito la ripresa degli asset rischiosi, in quanto il banchiere italiano ha fatto intendere che la BCE è pronta a intervenire sui mercati per ristabilire la fiducia, nonostante abbia sottolineato che permangono rischi al ribasso per la crescita economica e il tasso di inflazione. Draghi ha ripetuto ancora una volta che non vi sono “limiti tecnici” all’ammontare delle misure potenzialmente applicabili per far risalire l’inflazione e sostenere la crescita. Il numero uno della BCE ha poi sottolineato che non emergono segnali di instabilità finanziaria e che il settore bancario continentale è molto più solido rispetto a quando imperversava la crisi dell’euro e dei debiti sovrani europei.
Draghi ha favorito il rimbalzo delle borse europee, in particolare quella di Milano che ha messo a segno una variazione positiva superiore al 4%. Boom per i titoli del settore bancario, dove spicca la ripresa delle quotazioni di Banca Mps: le azioni dell’istituto di credito di Rocca Salimbeni hanno recuperato quasi il 50% del proprio valore in una sola seduta! La crisi, però, potrebbe non essere finita e il rimbalzo di ieri potrebbe essere semplicemente un movimento di natura tecnica. Il sentiment resta molto negativo, per cui è al dir poco prematuro parlare di una vera e propria inversione della tendenza considerando che gli indicatori principali del trend segnalano ancora elevate possibilità di ribasso nelle prossime settimane.
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