Ecco quanto è costato davvero il Superbonus, secondo Banca d’Italia

Alberto De Pasquale

09/01/2025

In due anni i costi delle costruzioni sono cresciuti del 13% e secondo la Banca d’Italia, in buona parte, anche a causa della discussa agevolazione edilizia. Ecco tutti i numeri del Superbonus.

 Ecco quanto è costato davvero il Superbonus, secondo Banca d’Italia

Poco incisivo, pesante per il debito e ora anche responsabile della crescita dei costi di costruzione.

Non c’è pace per il Superbonus, che introdotto nel post pandemia come rilancio dell’economia italiana attraverso l’edilizia oggi lascia un’eredità quantomeno controversa. È passato alla storia come il più imponente stimolo fiscale edilizio europeo degli ultimi vent’anni e in Italia ha effettivamente fatto ripartire il settore, ma è pur vero che ha avuto risultati limitati.

A fronte di oneri superiori a 123 miliardi di euro, ha consentito di migliorare l’efficienza energetica di appena il 4% delle abitazioni nel Paese. E continuerà a pesare sulle casse dello Stato ancora per anni se si pensa che, stando all’Osservatorio sulla finanza pubblica della Camera, il suo impatto complessivo raggiungerà i 165 miliardi nel 2036. Ora si aggiunge una nuova consapevolezza: l’incremento dei costi di costruzione rilevato in Italia tra il 2021 e il 2023 è da attribuire al 50% proprio al Superbonus.

Lo spiega la Banca d’Italia, in uno studio che ha preso in considerazione i report Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sui dati di utilizzo del Superbonus e l’indice di costo di costruzione per gli edifici a uso residenziale fornito dall’Istat. Considerando il periodo da settembre 2021, ossia dal primo mese di monitoraggio Enea a dicembre 2023, dall’analisi risulta che in Italia i costi di costruzione sono cresciuti del 13%.

Lo studio di Bankitalia sottolinea che l’indice Istat è composto da quattro elementi: costo della manodopera, costo dei materiali, noleggio e spese di trasporto. Bisogna considerare che in Italia sono principalmente i primi due ad avere il peso maggiore. Negli ultimi dieci anni, infatti, i costi diretti sostenuti dalle imprese per la realizzazione di edifici a uso residenziale sono stati in media rappresentati al 95% da manodopera e materiali e appena per il 5% a copertura di noleggio e trasporto. Tuttavia, l’Istat non fornisce variazioni sulle singole componenti dell’indice. Come fare, quindi, a valutare l’incremento del costo dei materiali provocato dal Superbonus?

L’analisi di Via Nazionale ha superato l’ostacolo innanzitutto considerando che il costo del lavoro nel settore edilizio italiano è cresciuto molto poco negli ultimi anni: è infatti aumentato meno del 5% tra 2019 e 2023 in Italia, mentre è salito di oltre il 22% in Germania e del 17% nell’Eurozona nello stesso periodo.

Dal 2021 gli investimenti nell’edilizia abitativa sono stati stabili nei paesi dell’Eurozona, con l’eccezione dell’Italia, dove hanno subito una crescita notevole. Allo stesso tempo, i costi di costruzione sono aumentati un po’ ovunque in Europa, mentre in Italia hanno fatto registrare sì un incremento, di circa il 20% tra 2019 e 2023, ma in ogni caso inferiore alla media dell’Eurozona, superiore al 25%.

A differenza di quanto accaduto in Italia, il settore edilizio europeo ha risentito particolarmente della mancanza di materiali e sofferto di tempistiche più lunghe per i lavori. Inoltre, l’edilizia abitativa italiana era reduce da un periodo sottotono durato un decennio: il valore aggiunto del settore nel 2019 era stato inferiore di oltre il 20% rispetto a quello di inizio 2010, mentre in Francia era calato solo del 4% e in Germania era cresciuto del 10%.

Lo studio deduce quindi che, diversamente da quanto stava accadendo in Francia e Germania e mediamente nell’Eurozona, prima dell’introduzione del Superbonus il settore italiano dell’edilizia abitativa era ben al di sotto delle proprie capacità. Con l’introduzione dell’agevolazione si è quindi prodotta un’improvvisa domanda straordinaria di lavori edilizi che lo ha fatto ripartire, in un contesto però già fragile e soggetto alle dinamiche globali legate alla difficoltà di reperimento dei materiali (e alla speculazione). Ecco quindi perché si è determinato un incremento dei costi di costruzione che al 50% è da attribuire proprio al Superbonus, dato che in Italia il costo del lavoro nel settore è rimasto quasi invariato e i problemi nella catena di approvvigionamento hanno avuto un impatto più lieve rispetto a quanto rilevato in altri paesi europei.