Ecco quanto costa eliminare la fame nel mondo

Secondo lo studio di un’aggregazione internazionale di diverse organizzazioni di ricerca sono necessari 330 miliardi di dollari per l’obiettivo “fame zero” entro il 2030.

Ecco quanto costa eliminare la fame nel mondo

Eliminare la fame nel mondo è una sfida difficile ma possibile. Secondo lo studio pubblicato da un’aggregazione internazionale di diverse organizzazioni di ricerca, per riuscire a centrare l’obiettivo entro il 2030 sarebbero necessari 330 miliardi di dollari.

In media i Paesi donatori dovrebbero elargire ulteriori 14 miliardi di dollari all’anno, ovvero più del doppio rispetto a quanto viene speso ora, mentre gli Stati a medio e basso reddito dovrebbero riuscire ad erogare 19 miliardi di dollari, sempre annualmente, attraverso nuovi modelli di tassazione.

Tuttavia per porre fine alla fame nel mondo è necessario ma non sufficiente mettere in campo esclusivamente nuove risorse economiche.

Bisognerebbe cambiare le destinazioni di spesa attualmente in atto, le quali, come sostengono alcuni addetti ai lavori, non stanno dando i risultati sperati.

Quanto costa eliminare la fame nel mondo?

Attualmente, a livello globale, 690 milioni di persone sono denutrite, 2 miliardi non hanno un accesso regolare a quantità sufficienti di cibo e 3 miliardi non possono permettersi una sana alimentazione. In termini percentuali si tratta dell’8,9% della popolazione mondiale.

Le aree dove si concentra la maggioranza relativa sono l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale, in cui il tasso di malnutrizione sale in maniera esponenziale al 26 e al 27,8% degli abitanti locali, con cifre assolute pari, rispettivamente, a 255 e 230 milioni di persone.

Questa almeno era la situazione prima che la pandemia da Covid-19 scoppiasse in tutto il pianeta e che potrebbe, quindi, presentare un conto ancora più alto nei prossimi mesi.

Obiettivo “fame zero” entro il 2030

Numeri inaccettabili, come sostiene Maximo Torero, Chief Economist della FAO, secondo cui il mondo produce abbastanza cibo per soddisfare in maniera soddisfacente tutti i propri abitanti.

Sempre secondo il dirigente dell’agenzia delle Nazioni Unite, i Paesi più sviluppati dovrebbero quindi aumentare i propri aiuti sia a livello economico-finanziario che di sviluppo tecnologico e innovativo per poter raggiungere l’obiettivo “fame zero” entro il 2030.

Ceres2030, ONG specializzata nell’agricoltura, ha sviluppato un software di Intelligenza Artificiale per analizzare mezzo milione di articoli scientifici, ricavando circa 10.000 best practices su scala internazionale.

Grazie a questo modello, i governi dovrebbero riuscire ad allocare al meglio le proprie risorse per debellare la malnutrizione e, allo stesso tempo, aumentare i redditi dei piccolo agricoltori, riducendo anche l’impatto ambientale delle coltivazioni.

Mettendo in atto misure efficaci e innovative, insieme ad un pacchetto più corposo degli investimenti, sarebbe quindi possibile a conquistare questo traguardo così ambizioso, nonostante la strada sia in salita e necessita di un coinvolgimento delle maggiori e più sviluppate economie mondiali.

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