Ecco perché investire nelle small cap (secondo Charles Anniss)

Francesca Caiazzo

2 Febbraio 2018 - 13:17

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L’analista spiega i vantaggi di un investimento nelle piccole imprese e indica quali sono a suo parere quelle più interessanti in Europa

Il 2018 sarà l’anno delle small cap. Ne è convinto Charles Anniss, Small and Mid Caps Portfolio Manager dell’European Equities team di Union Bancaire Privée – UBP.

L’analista, non solo spiega perché è vantaggioso puntare sui titoli azionari a bassa capitalizzazione, ma prevede che il trend positivo registrato dalle small cap nel 2017 sia destinato a proseguire anche nell’anno in corso.

Un’analisi, la sua, che volge lo sguardo al mercato azionario europeo alla luce delle nuove normative e delle interessanti performance registrate dalle piccole impresi francesi ed irlandesi.

Investitori trascurano small cap

L’opinione dell’esperto parte da un dato di fatto: le small cap europee nel 2017 hanno registrato ottimi risultati mettendo a segno un rendimento del

“19,03% da parte dell’indice MSCI Europe Small Cap, rispetto al rendimento dell’indice MSCI Europe del 10,24% (fonte Bloomberg)”.

Un dato più che positivo dopo i dolorosi anni della crisi finanziaria. Ma, sottolinea Anniss, nonostante i vantaggi, spesso gli investitori non prendono in considerazione investimenti in piccole imprese nell’ambito di un portafoglio diversificato.

Eppure, secondo l’analista, il mondo delle small cap esprime una forte vocazione verso i settori che ruotano intorno all’innovazione, che per definizione crescono molto più in fretta di alti.

Spiega, dunque, Anniss:

“È chiaro che le imprese più piccole possono essere esposte a livelli leggermente più elevati di volatilità nel breve termine, ma gli investitori a lungo termine in un portafoglio diversificato sono compensati da rendimenti positivi aggiustati per il rischio. ”

I vantaggi delle small cap

Insomma, per l’esperto, il vantaggio primario delle small cap sta proprio nelle loro dimensioni ridotte, delle quali beneficiano vendite, utili e flusso di cassa, che riescono a registrare “tassi più elevati di crescita”, sui quali incide, il più delle volte, anche una tipologia di “business più mirato e flessibile”.

“E man mano che le piccole imprese crescono e diventano più conosciute dal mercato, esse attirano maggiore attenzione da parte degli investitori e la liquidità migliora, contribuendo in tal modo a ridurre il premio per il rischio di liquidità. Questi fattori possono creare una combinazione forte”.

Una caratteristica del mercato delle small cap, per Anniss, è quella di essere “relativamente inefficiente”. Ciò significa che anche gli analisti se ne occupano in maniera minore con la conseguenza che si vengono a creare

“un flusso di informazioni meno dinamico e maggiori livelli di inefficienza, il che significa che gli investitori possono beneficiare delle anomalie di prezzo”.

Le small cap in Europa

Lo scenario appena descritto, a parere dell’esperto, non dovrebbe subire modifiche anche in seguito all’introduzione della Mifid II e, dunque, gli analisti continueranno a coprire poco le small cap.

“Di conseguenza, è probabile che il mercato rimanga un terreno di caccia favorevole per gli investitori attivi alla ricerca di interessanti opportunità di crescita nel 2018 e oltre. Quest’anno infatti, molti degli stessi driver sottostanti che abbiamo visto nel 2017 rimangono in vigore. Le recenti letture dei sondaggi PMI del settore manifatturiero e dei servizi in Europa sono rimaste solide e sia le economie dell’Europa continentale che quelle dell’Europa periferica stanno compiendo buoni progressi”.

Attualmente sul mercato europeo, secondo Anniss, particolarmente interessanti sono le imprese francesi e irlandesi alle quali gli investitori dovrebbero svolgere uno sguardo.

Le prime

“cominciano a vedere i primi benefici delle riforme del mercato del lavoro, con ulteriori potenziali benefici derivanti dalla riforma fiscale”

mentre le seconde

“continuano a beneficiare fortemente di un quadro macroeconomico in miglioramento, favorito dalle prime riforme messe in atto dal governo irlandese dopo la crisi finanziaria”.

Infine, le previsioni di crescita: secondo i dati nella disponibilità di Anniss, le small cap europee potrebbe vedere aumentare gli utili di circa il 15%.

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