Quali sono le valute da evitare nel 2016? Almeno tre monete importanti rischiano significativi deprezzamenti
Mancano ormai meno di due mesi alla fine del 2015 e tra non molto gli investitori di tutto il mondo saranno chiamati non solo a fare il bilancio di quest’anno ma anche l’allocazione delle risorse finanziarie per il 2016. Sul forex le banche centrali continuano a pilotare a proprio piacimento l’andamento dei cambi, intervendo spesso con manovre monetarie tanto aggressive quanto efficaci. Le strategie ultra-espansive di numerose banche centrali dovrebbero proseguire anche il prossimo anno, decretando così nuovi probabili deprezzamenti delle valute interessate.
Ci sono, però, alcune monete che potrebbero soffrire più delle altre, mentre il dollaro americano resta il principale indiziato per guidare i rialzi anche nel corso del prossimo anno. In un ampio ventaglio di valute potenzialmente in grado di registrare cospicui sell-off, almeno tre potrebbero soffrire particolarmente per la convergenza di una serie di fondamentali variabili di natura macroeconomica, politica e tecnica. Vediamo in dettaglio di quali valute si tratta e perché.
1) STERLINA
La valuta di Sua Maestà potrebbe accusare non poco le aspettative di rinvio dei tassi di interesse al 2017, dopo che la Banca d’Inghilterra ha fatto intendere che la crescita dell’economia e del tasso di inflazione saranno più lente del previsto. C’è poi il rischio politico in deciso aumento, in vista del referendum per l’uscita dall’Europa e per le costanti spinte secessioniste provenienti dalla Scozia. Il cambio Sterlina/Dollaro potrebbe collocarsi stabilmente sotto 1,50 per tutto il 2016, con puntate al ribasso fino a quota 1,40 – 1,35.
2) EURO
La moneta unica dovrebbe continuare a deprezzarsi molto sul forex, in quanto la BCE è pronta a rafforzare il piano di quantitative easing dagli attuali 60 miliardi di euro al mese ampliando la gamma di asset da acquistare ed estendendo il QE probabilmente fino alla metà del 2018. Il cambio Euro/Dollaro potrebbe toccare la parità nel corso del prossimo anno, anche se non va escluso addirittura un crollo ulteriore. Secondo gli esperti di Exane Derivatives può scendere a 0,95 entro la fine del 2016, ma anche Goldman Sachs si aspetta una caduta dei prezzi sotto la parità.
3) FRANCO SVIZZERO
E’ da sempre considerato un asset rifugio sui mercati internazionali: uno status che finora ha sempre consentito a questa moneta di resistere a ogni crisi economica e finanziaria. Gli acquisti di franchi sono stati così incessanti negli ultimi anni che la SNB non è riuscita a difendere il cambio fisso di 1,20 con l’euro. Tuttavia l’economia elvetica è in difficoltà e rischia seriamente la deflazione. Un cambio del franco troppo forte può nuocere gravemente al paese, per cui è probabile che la SNB torni alla carica per svalutare la valuta locale. I tassi sempre più negativi sui depositi potrebbero essere una soluzione, ma non va escluso nemmeno un intervento diretto sul forex. Il cambio EUR/CHF potrebbe tornare in area 1,20, mentre USD/CHF dovrebbe sfondare la parità e dirigersi verso quota 1,15 – 1,20 entro la fine del 2016.
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