Draghi: misure BCE efficaci ma inflazione a rischio. L’Italia si concentri su spending review

La BCE elogia gli effetti delle azioni di politica monetaria nell’Eurozona. «Senza il QE l’inflazione sarebbe stata negativa nel 2015».

Mario Draghi ne è convinto: le misure di politica monetaria della BCE “si sono rivelate efficaci”.
In occasione del report 2015 della Banca Centrale Europea, il presidente Mario Draghi elogia un miglioramento nelle condizioni del credito, mentre inflazione e crescita registrano effetti positivi dalle scelte di politica monetaria dell’istituto centrale.

Il QE e i tassi ultra-bassi, per bocca di Draghi, starebbero avendo effetti positivi sull’economia della zona euro.

Draghi, BCE: il QE ci ha salvati dalla deflazione

All’interno del report annuale, dove la BCE è chiamata ad esaminare gli effetti e i rischi posti lo scorso anno attraverso le scelte di politica monetaria, sono presenti dei calcoli che dipingono effetti e scenari delle azioni di politica monetaria nell’Eurozona.

La BCE riferisce che senza il QE

“l’inflazione sarebbe stata negativa nel 2015, più bassa di oltre lo 0,5% nel 2016 e inferiore dello 0,5% circa nel 2017.”

Lo stesso quantitative easing, come riportato dallo stesso Draghi, «aumenterà il Pil dell’Eurozona dell’1,5% nel periodo tra il 2015 e il 2018».

Draghi: economia in ripresa nel 2015

Lo scorso anno è stato caratterizzato da una buona ripresa dell’economia dell’Eurozona, prosegue Mario Draghi.
Ammette, tuttavia, che gli indicatori sull’inflazione rimangono incastrati in un trend in discesa.

Per Draghi sono due i modi in cui la Banca Centrale Europea è riuscita a contribuire ad un miglioramento delle condizioni dell’economia della zona euro:

«Il primo e più importante è stato attraverso le nostre decisioni di politica monetaria».

Il secondo è stato «affrontare le minacce per l’integrità dell’area euro», con particolare riferimento alla vicenda Brexit.

Draghi: torna la fiducia nel 2015

In un contesto del generare la BCE ha ritenuto opportuno puntare sul rafforzamento della fiducia dei consumatori ai fini di aumentare la spesa.
Stesso approccio nei confronti delle impresse affinché tornassero ad offrire posti di lavoro e ad investire, nei confronti delle banche affinché aumentassero i prestiti nei confronti dell’economia reale.

Draghi ammette che questi tre obiettivi svolgono un ruolo chiave nel percorso di raggiungimento del target sull’inflazione al 2%.

"Abbiamo infatti visto un rafforzamento fiducia.
La domanda interna ha sostituito quella estera come motore della crescita. La dinamica del credito ha iniziato a recuperare. L’occupazione ha continuato a salire. Infine i timori di deflazione sono stati del tutto eliminati".

BCE su Italia: meglio si altri ma bilancio 2016 a rischio

Bastone e carota per l’Italia nel report 2015 della BCE.

Il bilancio 2016 dell’Italia è tra i quattro a rischio di non attuazione rispetto a quanto stabilito all’interno del Patto di Stabilità e di crescita.

D’altra parte. tra i paesi in cui la BCE ha riconosciuto degli «squilibri eccessivi», l’Italia ha dimostrato un adempimento «in qualche misura superiore» delle indicazioni provenienti dalla Commissione europea rispetto ad altri Paesi come Portogallo e Francia.

Arriva anche la raccomandazione sulla spending review, che sia impostata su obiettivi che favoriscano la crescita.
Limitare le spese che non generano benessere e aumentare le entrate grazie alla lotta all’evasione fiscale.

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