Perché dovrebbe interessarti il dollaro digitale e il positivo dietrofront della Fed

Flavia Provenzani

21 Maggio 2021 - 17:04

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Il presidente della Federal Reserve, Powell, annuncia l’avvia ai lavori sullo studio del dollaro digitale. Un possibile punto di svolta per il settore delle criptovalute.

Perché dovrebbe interessarti il dollaro digitale e il positivo dietrofront della Fed

Dalla Federal Reserve, la banca centrale più potente al mondo, arriva la notizia che molti appassionati di criptovalute: l’istituto si sta concentrando sullo studio in vista dello sviluppo del dollaro digitale, come rivelato dal presidente Jerome Powell nelle scorse ore. Solo due mesi fa, invece, aveva fatto un passo indietro parlando della versione digitale del biglietto verde,

L’arrivo del dollaro digitale potrebbe rappresentare un vero punto di svolta per il mondo delle valute digitali: la sua emissione, proprio ad opera della banca centrale statunitense, porterebbe una forte ondata di fiducia nel settore, attenuando i timori dei più scettici.

Il dollaro digitale andrebbe così a competere con le stablecoin, emesse da organizzazione private, e che giorno dopo giorno acquisiscono popolarità nell’ambito dei pagamenti elettronici.

Dollaro digitale, la Fed dà il via ai lavori

Nel pomeriggio di giovedì Powell ha riferito che, nei programmi della Fed, vi è la pubblicazione di un paper di confronto «che delinea il nostro pensiero attuale» sui pagamenti digitali, con focus sui vantaggi e sui rischi di una valuta digitale emessa dalla banca centrale - comunemente chiamata CBDC, central bank digital currency. Secondo il presidente è nelle intenzioni della Fed ricoprire « un ruolo di primo piano nello sviluppo di standard internazionali per le CBDC», collaborando con le altre banche centrali e le autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e all’estero.

È boom per le valute digitali delle banche centrali (e gli USA sono indietro)

Le CBDC sono come i token digitali ma, a differenza loro, sono collegate a una valuta esistente. La Fed è rimasta indietro rispetto alle altre banche centrali nello sviluppo di una CBDC. La Cina ha iniziato a testare una versione di yuan digitale lo scorso anno. La Svezia sta testando una corona elettronica digitale, con l’obiettivo di metterla in circolazione entro pochi anni. Tra le altre banche centrali che stanno studiando il settore delle valute digitali spiccano la Banca centrale europea, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone - quest’ultima che sta già testando uno yen digitale.

Ma negli Stati Uniti la questione si è fatta anche politica. E le dichiarazioni di Powell parlano chiaro: è volontà della Fed spostare la conversazione dal piano accademico a quello politico. Intanto i Democratici del Congresso spingono da tempo il governo a sviluppare una CBDC, sostenendo che faciliterebbe l’inclusione finanziaria tra i soggetti che non hanno un conto in banca e aiuterebbe a ridurre le onerose commissioni applicate dalle banche tradizionali.

La Boston Federal Reserve l’estate scorsa ha lanciato un progetto in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology per studiare il funzionamento di una CBDC. I risultati sono attesi nei prossimi mesi.

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Più regole per le valute digitali in arrivo

Non solo «buone» notizie: Powell ha preannunciato l’arrivo di nuove normative per il mercato dei token digitali. Le criptovalute come Bitcoin non rappresentano un modo conveniente per effettuare pagamenti a causa delle grandi oscillazioni di prezzo che subiscono, ha chiarito il presidente della Fed.

I rischi delle stablecoin secondo Powell

Le stablecoin che sono legate al valore al dollaro o a quello di un’altra valuta stanno emergendo giorno dopo giorno come delle vere e proprie concorrenti del dollaro.

Queste sono generalmente garantite da una valuta di riserva, ma non hanno il sostegno di una banca centrale e potrebbero non godere di riserve sufficienti detenute dall’emittente della moneta. «Con l’aumentare dell’utilizzo delle stablecoin», ha affermato Powell, «deve aumentare la nostra attenzione ad un appropriato quadro normativo e di supervisione». I regolatori, ha aggiunto, inizieranno a «prestare attenzione» alle app e alle piattaforme di pagamento che potrebbero non essere regolamentate come invece lo sono le banche o altre società finanziarie.

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