Dollaro USA, previsioni 2021: crollo in arrivo?

Pierandrea Ferrari

9 Dicembre 2020 - 07:02

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Dopo il picco di marzo il dollaro ha perso progressivamente di valore. Ma quali sono le previsioni relative alle performance della valuta statunitense per il 2021?

Dollaro USA, previsioni 2021: crollo in arrivo?

Ci sarà un crollo del dollaro nel corso del 2021?

Un interrogativo, questo, che irrompe a poche settimane dal termine di un anno particolarmente destabilizzante per l’economia globale. La speranza degli investitori, ora che il sipario è pronto a calare, è di assistere ad un progressivo smantellamento dell’impianto pandemico nell’arco dei prossimi dodici mesi.

Questo processo potrebbe avere un notevole impatto anche sulla valuta statunitense. Fin qui, l’andamento del biglietto verde è stato altalenante: dopo aver raggiunto il picco a metà marzo - +7% rispetto ad un paniere di valute internazionali come l’euro, la sterlina e il franco svizzero – il dollaro ha gradualmente perso valore, cedendo circa il 12% rispetto ad alcune “top currency”.

Quali sono, dunque, le previsioni sulle performance della valuta USA nel prossimo anno? Ecco un’analisi dei fattori che potrebbero incidere già da gennaio.

Dollaro USA: le previsioni per il 2021

Nel corso della prima settimana di dicembre il dollaro ha toccato il picco più basso da aprile 2018, seguendo – come accennato in precedenza – quella parabola discendente già avviata durante la prima ondata della scorsa primavera.

Ma secondo gli analisti questo processo di indebolimento della valuta americana è destinato ad avere un seguito nel 2021. Solitamente, infatti, il dollaro beneficia dei periodi di instabilità economica e politica grazie al suo status di bene rifugio: questo, a ben vedere, spiega il rendimento positivo del biglietto verde durante le prime settimane di marzo, quando tensioni e paure – di quei giorni il crollo del mercato azionario – presero il sopravvento a causa della rapida diffusione del virus.

Ora, nonostante i bollettini quotidiani relativi allo stato di avanzamento della pandemia nel mondo siano davvero poco incoraggianti, gli investitori sono pervasi da un sentimento di rinnovata fiducia sulla possibilità di una ripresa globale il prossimo anno, grazie soprattutto alla ormai imminente distribuzione dei vaccini sperimentati dalle Big Pharma.

Una sorta di panacea che, se non deludesse le ormai elevatissime aspettative, avrebbe inevitabilmente un impatto negativo sulla valuta statunitense. Ma c’è di più: mentre la Federal Reserve continuerà a tenere ai minimi i tassi d’interesse e a rafforzare l’economia a stelle e strisce con robuste iniezioni di liquidità, la nuova amministrazione Biden mira ad allentare le tensioni internazionali prodotte dall’impianto protezionistico di Donald Trump.

Una rivoluzione copernicana in ambito geopolitico, quella promessa dal presidente in pectore, che contribuirebbe a migliorare le prospettive di crescita globali per il 2021, spedendo ancora più a fondo la valuta nazionale. D’altronde, il dollaro ha sin qui ampiamente beneficiato di dazi e guerre commerciali, con gli investitori che si sono spesso rifugiati nel biglietto verde in attesa che passasse la bufera: tutto questo, con la stabilità garantita da Biden in ambito internazionale, è destinato a finire.

Perché un dollaro debole è anche una buona notizia

D’altra parte, questa debolezza della valuta USA – secondo gli analisti – potrebbe costituire un notevole vantaggio per l’economia globale, semplificando e accelerando quel processo di ripresa largamente atteso nel corso dei prossimi dodici mesi.

Con queste condizioni, infatti, l’outlook sull’export degli Stati Uniti per il 2021 è particolarmente positivo, ma anche i mercati emergenti – con un debito, spesso ciclopico, denominato in dollari – sono destinati a trarne beneficio. Inoltre la domanda di alcune commodity potrebbe essere stimolata, dato che risulterebbero più convenienti per i compratori stranieri (come, ad esempio, il petrolio).

Rimangono perplessità, invece, sulla situazione valutaria: grazie all’indebolimento del dollaro alcune valute, tra cui l’euro (+10% sul biglietto verde da aprile), sono andate incontro ad un crescente apprezzamento. Una questione ora attenzionata dalle banche centrali, poiché il rischio instabilità è dietro l’angolo: questa settimana il board della BCE terrà un meeting per discutere di eventuali interventi correttivi.

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