Divorzio con negoziazione assistita: quando è possibile e quali sono i vantaggi

Con la negoziazione assistita i coniugi possono ottenere velocemente il divorzio, purché consensuale, e regolare le trasmissioni patrimoniali, anche in presenza di figli minori e non autosufficienti.

Divorzio con negoziazione assistita: quando è possibile e quali sono i vantaggi

Dopo il Decreto legge 132/2014, convertito nella legge n.162 del 10 novembre 2014, le coppie che vogliono divorziare consensualmente possono farlo anche senza rivolgersi al giudice.

Con questo decreto ai coniugi è consentito procedere alla separazione e al divorzio in 3 modi:

  • presentando un ricorso congiunto al Tribunale per ottenere l’omologazione della separazione o la sentenza che pronuncia lo scioglimento del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili;
  • scegliendo la negoziazione assistita;
  • rivolgendosi al Comune davanti al Sindaco.

Con questo articolo proveremo ad approfondire cos’è la negoziazione assistita, quando i coniugi possono ricorrevi per divorziare e quali sono i suoi vantaggi.

Cos’è la negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un istituto per la risoluzione in tempi brevi delle controversie - tra cui la separazione e il divorzio consensuale - con la stipula di un contratto con cui le parti si impegnano a risolvere la questione bonariamente mediante l’assistenza degli avvocati.

Con l’introduzione della negoziazione assistita, il legislatore persegue il fine di creare un’alternativa stragiudiziale per la risoluzione dei contenziosi e alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali.

Negoziazione assistita e divorzio consensuale

In caso di separazione e divorzio consensuale, i coniugi possono scegliere di procedere alla negoziazione assistita avvalendosi di un avvocato ciascuno.

La procedura di negoziazione assistita, a differenza del divorzio in Comune, può essere effettuata anche in presenza di figli minori o di figli maggiorenni incapaci, o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti.

Dunque, anche quando ci sono minori o maggiorenni bisognosi di tutela, i coniugi, tramite i propri avvocati, possono realizzare, attraverso il procedimento di negoziazione assistita:

  • la separazione personale consensuale;
  • il divorzio congiunto, sempre che prima sia avvenuta la separazione consensuale oppure pronunciata la separazione giudiziale con sentenza passata in giudicato.

Quando ci sono figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela gli avvocati devono rispettare una particolare procedura. Infatti è necessario l’intervento del P.M al quale gli avvocati trasmettono l’accordo, entro 10 giorni; egli lo autorizza solo l’accordo rispetta gli interessi dei figli.

In caso contrario il procuratore deve trasmettere l’accordo al Presidente del tribunale entro 5 giorni e chiedere la comparizione dei coniugi nei successivi 30 giorni per raggiungere un’accordo che sia in linea con le esigenze dei figli.

Come funziona la negoziazione assistita

I coniugi determinati a procedere al divorzio consensuale con negoziazione assistita devono rivolgersi ciascuno al proprio avvocato di fiducia e fare in modo che i professionisti procedano alla redazione dell’accordo tenendo presente le richieste e le esigenze delle parti e, dove ci sono, dei figli.

Può anche accadere che l’iniziativa sia presa da uno solo dei coniugi: in questo caso l’avvocato invita l’altro coniuge a partecipare alla negoziazione assistita e a stipulare una convenzione.

L’invito deve contenere le seguenti indicazioni:

  • l’oggetto della controversia;
  • l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro 30 giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice per decidere sulle spese di giustizia e sulla responsabilità aggravata;
  • la firma autografa del coniuge.

Come per il giudice in Tribunale, anche gli avvocati devono provare la riconciliazione dei coniugi prima di aprire la fase di negoziazione.

Quando ciò non è possibile la negoziazione che può avere due esiti:

  • se l’accordo non viene raggiunto gli avvocati devono redigere una dichiarazione di mancato accordo e proporre la domanda giudiziale entro 30 giorni;
  • se l’accordo viene raggiunto gli avvocati lo trasmettono al pubblico ministero del tribunale.

Ricordiamo che l’accordo tra i coniugi per essere valido deve contenere precise indicazioni in merito all’affidamento e al mantenimento dei figli e ai trasferimenti patrimoniali.

I vantaggi della negoziazione assistita

La negoziazione assistita comporta numerosi vantaggi per i coniugi sia rispetto alla procedura giudiziale sia a quella in Comune davanti al Sindaco.

In primo luogo, la negoziazione assistita permette di saltare i passaggi -spesso lunghi e macchinosi- innanzi agli organi giudiziari evitando inoltre di esporre in sede pubblica vicende personali; in secondo luogo ha un costo più decisamente inferiore.

La negoziazione assistita è vantaggiosa anche rispetto alla procedura in Comune in quanto vi si può ricorrere anche in presenza di figli minori, affetti da handicap grave o economicamente non autosufficienti e consente di regolare anche le trasmissioni patrimoniali, cose che nella procedura in Comune sono vietate.

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