Denuncia per minacce: come si fa, a chi rivolgersi e conseguenze

Minacciare qualcuno è un reato, per questo si può sporgere denuncia alle Autorità; tuttavia sono penalmente rilevanti solo le minacce serie e rivolte a persone. Vediamo come fare una querela.

Denuncia per minacce: come si fa, a chi rivolgersi e conseguenze

La denuncia per minacce è un atto dovuto quando si teme seriamente per la propria incolumità, in altre parole quando una persona lede la libertà altrui dietro la promessa di gesti violenti o che possono compromettere in maniera seria la dignità altrui.

La minaccia si concretizza in esternazioni verbali di frasi intimidatorie oppure in “avvertimenti” e talvolta può provocare gravi ripercussioni psicologiche.

Se vuoi reagire puoi rivolgerti alle Forze dell’ordine sul territorio (in questura, ai Carabinieri o alla Polizia postale) e sporgere una querela contro chi ti ha minacciato o contro ignoti in caso di minacce anonime.

Se le indagini confermano quanto denunciato, il colpevole subirà un processo e le relative conseguenze in caso di sentenza di condanna.

Come riconoscere una minaccia

Prima di denunciare le minacce ricevute, occorre essere certi di aver subito una condotta ascrivibile al delitto di minaccia.

Il reato in questione è disciplinato dall’articolo 612 del Codice penale che recita:

“Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.”

La ratio legis della norma è tutelare la libertà psichica e morale della vittima e, soprattutto, evitare che le minacce si concretizzino in un danno ingiusto.

Secondo una ormai consolidata giurisprudenza, la minaccia è penalmente rilevante solo quando rispetta profili di notevole entità e quando sia diretta a ledere un bene giuridicamente rilevante, ad esempio il diritto alla vita, alla salute, alla privacy.

Quindi, ricapitolando, le Forze dell’ordine entreranno in azione solo se la minaccia ricevuta:

  • è seria e di grave entità;
  • è rivolta a persone;
  • aggredisce un diritto riconosciuto dalla legge.

Se le indagini confermano la veridicità di quanto denunciato, il colpevole subirà un processo e le relative conseguenze in caso di sentenza di condanna.

A chi rivolgersi?

Il delitto di minaccia (ex articolo 612 del Codice Penale) è un reato perseguibile a querela della persona offesa. Significa che la sua perseguibilità dipende esclusivamente dalla volontà della vittima che, se lo ritiene opportuno, può anche scegliere di non comunicare il fatto alle autorità.

Fare una querela è molto semplice: bisogna presentarsi presso uno degli uffici delle Forze dell’ordine entro 3 mesi dal compimento del fatto, dichiarare di voler perseguire penalmente il colpevole e descrivere il fatto il più dettagliatamente possibile. La querela può essere presentata alla polizia giudiziaria (quindi pressa la stazione dei Carabinieri o al commissariato di Polizia) oppure all’ufficio consolare, ma solo per chi risiede all’estero.

L’atto di querela deve contenere:

  • la descrizione del fatto;
  • eventuali notizie circa l’autore;
  • eventuali prove;
  • la chiara manifestazione di volontà del querelante perché il colpevole sia punito;
  • la sottoscrizione del querelante o del suo avvocato.

Che succede dopo la querela per minacce

Dopo aver sporto la querela indicando tutte le informazioni a disposizione, necessarie a circostanziare il fatto, le Forze dell’ordine si mettono in moto per indagare sulla veridicità dell’accusa e sulla concretezza delle minacce ricevute.

Quindi, le Forze dell’ordine, guidate dal Pubblico ministero, devono verificare se il reato che è stato denunciato dalla vittima esiste, cercare eventuali prove e perseguire i colpevoli. Le indagini hanno una durata massima di 6 mesi, prolungabili quando ci sono particolari difficoltà.

Al colpevole verrà notificato un atto che comunica la conclusione delle indagini e l’intenzione di aprire un processo. In caso di sentenza di condanna, la pena per il delitto di minaccia è:

  • la multa fino a 1.032 euro;
  • la reclusione fino a un anno quando il fatto è commesso con violenza, con messaggi anonimi o da un persona che nasconde la propria identità;
  • la reclusione da 3 a 15 anni se le minacce provengono da un gruppo con più di cinque persone e con l’utilizzo delle armi;
  • la reclusione da 2 a 8 anni se le minacce sono rivolte al pubblico ufficiale.

Argomenti:

Reato Denuncia Querela

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2 commenti

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Cristina Ciccarelli • 2 mesi fa

Fanno anche intimidazioni che non sempre riescono nei loro intenti, scrivo anche per esperienze dirette come bersaglio di minacce ecc. Usano queste modalità quando hanno paura di un opinione, di una denuncia, di un fatto nascosto e simili, a me ignoti hanno arrecato anche danni alla mia utilitaria, pneumatici, carrozzeria, cerchi e gironzolano intorno all’auto sbirciando. La videosorveglianza dovrebbe servire a qualcosa di utile perché è in grado anche di riconoscere i gesti molesti, il labiale. La teoria è sempre stata attraente ma la realtà è tutt’altro, quello che non dicono pur di apparire cd brave persone-gente per bene. Per me è un libro stravecchio.

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Manry • 5 mesi fa

Buonasera sul vostro canale youtube sono stato minacciato da un neofascista. Tra l’altro ha inserito insulti e altre assurdità. Posso denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine? Vi ringrazio.
Ps: 6 volte al mese io stesso collaboro con le forze dell’ordine per un progetto di BDI.

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