Dazi usa, ecco le auto europee più colpite dalla guerra commerciale

Volvo e Jaguar Land Rover rischiano di risentire più di tutte le altre case automobilistiche. Guai anche per le tedesche BMW, Daimler e Volkswagen.

Dazi usa, ecco le auto europee più colpite dalla guerra commerciale

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea potrebbe avere importanti ripercussioni sul settore automobilistico: molte case europee saranno costrette a fronteggiare una nuova crisi, specialmente quelle che non hanno adeguati stabilimenti produttivi in USA e una clientela di lusso di fascia media.

Secondo l’analisi di Standard & Poor’s, in caso di dazi del 25% sull’importazione delle auto europee negli Stati Uniti, risponderebbero all’identikit delle compagnie più colpite Volvo e Jaguar Land Rover.

Sarà comunque un duro momento anche per le tedesche, con produzioni ramificate anche sul suolo americano ma con diversi problemi a cui far fronte. Non dovrebbero invece essere toccati i brand sportivi di lusso come Porsche, Lamborghini o Ferrari.

Inoltre, la guerra commerciale potrebbe costare alle case automobilistiche l’impiego di risorse destinate inizialmente per la transizione elettrica e lo sviluppo per contenere le emissioni di CO2.

Dazi USA: Volvo e Jaguar Land Rover

La casa svedese e il gruppo inglese potrebbero essere i più colpiti dai dazi.
Jaguar Land Rover, non avendo una sede produttiva negli Stati Uniti, soffrirebbe dell’aumento dei prezzi sui listini sul mercato USA che si farà ancora più competitivo grazie a incentivi e promozioni proprio sul segmento dei suv su cui Jaguar Punta molto. Già in apprensione per gli accordi sulla Brexit, il gruppo britannico potrebbe essere quello che più risentirà dei dazi.

Volvo, d’altro canto, possiede uno stabilimento in South Carolina dove nei prossimi mesi inizierà a produrre le sue berline. Il problema è che il segmento sedan non è molto richiesto negli Stati Uniti, in favore dei suv e dei pick-up, modelli che Volvo produce solo in Europa e Cina. Per la casa svedese di Geely l’unica opzione è quella di convertire la produzione sul suolo USA, un processo che richiederebbe molto mesi.

Tremano le tedesche

Tra le case tedesche la più a rischio è BMW: anche la casa dell’Elica ha uno stabilimento in South Carolina, a Spartanburg, dove produce suv destinate a tutto il mondo. Tra queste c’è la famiglia X destinata alla Cina, in un mercato dove è soggetta ad una maggiorazione del 40% imposta da Pechino come contromisura per i dazi americani. Per Standard & Poor’s BMW rischia quindi un calo di profitti a causa dell’aumento non negli Stati Uniti ma in Cina.

Anche Daimler si trova a dover bilanciare le spinte dei dazi in USA e Cina, ma riesce comunque a produrre in Alabama assicurandosi un mercato da sempre fondamentale per le proprie auto come quello americano.

La tedesca meno impensierita è Volkswagen: il gruppo ha stabilimenti produttivi in tutto il mondo e risentirà meno di tutti dei dazi negli Stati Uniti e in Cina. Tuttavia dovrà misurarsi con l’accordo tra USA e Messico - dove ha delle sedi - che prevede anche un aumento dei salari minimi per i lavoratori.

Come parte di Volkswagen, anche Porsche, come Lamborghini - ma anche Ferrari - non risentiranno dei dazi. Questi brand hanno un pubblico di fascia alta che non si lascerebbe frenare dall’aumento dei prezzi del 25%.

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