Cuba: Trump impone ancora l’embargo, e l’Italia ne approfitta

Mentre Trump annuncia il ritorno dell’embargo verso Cuba l’Italia lavora per rafforzare le relazioni economiche con L’Avana.

Cuba: Trump impone ancora l'embargo, e l'Italia ne approfitta

A Miami il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la nuova politica del suo governo verso Cuba che rovescia i progressi raggiunti negli ultimi due anni, mentre in Italia il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha avuto un incontro alla Farnesina con il Ministro Cubano delle Relaciones Exteriores, Bruno Rodriguez Parrilla.

La decisione dei presidenti Raul Castro e Barack Obama di ristabilire le relazioni diplomatiche e iniziare un processo verso la normalizzazione dei legami bilaterali, annunciata il 17 dicembre 2014, ha fatto la storia.
Oggi purtroppo assistiamo impotenti ad un’enorme inversione di tendenza: il 16 giugno a livello planetario i media hanno dato notizia che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha abrogato la Direttiva presidenziale in politica per la «Normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba».

Tale Direttiva, che comunque doveva ancora essere approvata dal Congresso, anche se non occultava di certo il carattere ingerente della politica statunitense né l’obiettivo di far avanzare i suoi interessi in relazione ai cambiamenti di ordine economico, politico e sociale di Cuba, aveva riconosciuto l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione di Cuba nonché il governo cubano proprio come interlocutore legittimo. Riconosciuti anche per quei mutui benefici per entrambi i paesi verso delle relazioni di convivenza all’interno delle grandi differenze che esistono tra i due governi. In pratica, si ammetteva che il blocco era ormai una politica obsoleta e che doveva esser eliminato.

Trump a Miami ha parlato in un teatro di Little Havana simbolo degli esiliati in fuga dai Castro. I suoi toni sono stati durissimi contro quello che definisce ”un regime brutale”, annunciando nei dettagli restrizioni su viaggi e investimenti. Chiaramente ha allontanando l’ipotesi di una fine imminente dell’embargo, parlando così:

Oggi cancello l’accordo unilaterale siglato da Barack Obama con Cuba. Il nostro obiettivo è una Cuba libera e per questo chiediamo al più presto elezioni libere. Obama ha ignorato gli abusi sul fronte dei diritti umani che il regime dei Castro ha compiuto nei confronti del proprio popolo.

Noi non staremo in silenzio e vogliamo un accordo più giusto e più equo per rafforzare il rispetto delle leggi americane soprattutto quelle che regolano l’embargo e il divieto sul turismo. Riteniamo che il regime cubano è responsabile per l’oppressione e gli abusi dei diritti umani ignorati da Obama.

Vogliamo gettare le basi per dare più potere ai cubani sviluppando una maggiore libertà economica e politica.

Importante: Trump di fatto non chiude l’Ambasciata a Cuba e conferma che le relazioni diplomatiche rimesse in moto dopo oltre 50 anni restano. Ha firmato un decreto in cui sono indicati gli obiettivi della nuova strategia verso Cuba che per l’amministrazione USA chiaramente sono imprescindibili e ha fatto anche retromarcia su una delle sue principali promesse elettorali, in quanto ha deciso che continuerà a proteggere gli immigrati senza documenti che arrivano negli Stati Uniti quando sono bambini. Il Dipartimento di giustizia americano ha infatti annunciato che resterà in vigore il programma varato da Obama nel 2012 che evita il rimpatrio forzato di queste persone e a fornire loro un permesso di lavoro.

La Dichiarazione del Governo Rivoluzionario cubano non si è fatta attendere e in tempo reale in un comunicato si legge:

...In quello che costituisce un passo indietro nelle relazioni tra i due paesi, Trump ha pronunciato un discorso e firmato nello stesso atto una direttiva di politica denominata «Memorandum presidenziale di sicurezza nazionale sul rafforzamento della politica degli Stati Uniti verso Cuba» disponendo l’eliminazione degli scambi educativi «popolo a popolo» a titolo individuale e una maggiore vigilanza dei viaggiatori statunitensi verso Cuba, così come la proibizione delle transazioni economiche, commerciali e finanziarie di compagnie statunitensi con imprese cubane legate alle Forze Armate Rivoluzionarie e ai servizi d’intelligence e sicurezza, tutto questo con il presunto obiettivo di privarci di ricavi.

Il presidente statunitense ha giustificato tale politica con presunte preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani a Cuba e la necessità di applicare rigorosamente le leggi sul blocco condizionando la sua rimozione, così come qualsiasi miglioramento nelle relazioni bilaterali al fatto che il nostro paese realizzi cambiamenti inerenti al suo ordinamento costituzionale.

Novità nelle relazioni Italia-Cuba

In Italia il ministro Alfano ha incontrato alla Farnesina il ministro Cubano delle Relaciones Exteriores, Bruno Rodriguez Parrilla, ed ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Desidero esprimere soddisfazione per l’ottimo livello del dialogo politico bilaterale. L’Italia guarda con molto interesse al processo di attualizzazione del sistema economico nazionale avviato sei anni fa e ratificato lo scorso anno in occasione del VII Congresso del PCC.

Questo processo sta infatti aprendo maggiori spazi alla micro-impresa a conduzione familiare, alle aziende cooperative non soltanto agricole e agli investimenti stranieri oltre a facilitare una ulteriore diversificazione dei partner internazionali.

Siamo quindi molto interessati a rafforzare le relazioni economiche con Cuba, soprattutto in settori quali agroindustria, infrastrutture, trasporti, turismo ed energia.

Cuba ha bisogno anche di noi ma noi abbiamo la necessità - per essere davvero internazionalisti - di comprendere maggiormente le problematiche che questo «Stato-Isola» ha. Per certi aspetti la rivoluzione di Cuba è ancora in corso, anche se resiste molto bene alla reazione alle recenti posizioni di Trump. Al riguardo Marco Rizzo, Segretario nazione del Partito Comunista (Italia) sulla sua pagina in Facebook ha dichiarato:

Il Governo di Cuba – in una nota – denuncia le nuove misure di indurimento del blocco, che sono destinate a fallire come ripetutamente dimostrato in passato, e che non riusciranno nel proposito di indebolire la Rivoluzione né di piegare il popolo cubano, la cui resistenza alle aggressioni di qualsiasi tipo e origine è stata provata nel corso di quasi sei decenni».

Il governo cubano, inoltre risponde alla «manipolazione con fini politici e i due pesi e due misure nel trattamento del tema dei diritti umani» rilevando come il «popolo cubano gode di diritti e libertà fondamentali, e ha conseguito conquiste delle quali si sente orgoglioso e che sono una chimera per molti paesi del mondo, compresi gli stessi USA, come il diritto alla salute, l’istruzione, la sicurezza sociale, il salario uguale per lavoro uguale, i diritti dei bambini, e il diritto all’alimentazione, alla pace e allo sviluppo [...]

Con le sue modeste risorse – si evidenzia – Cuba ha contribuito inoltre al miglioramento dei diritti umani in molti luoghi del mondo, nonostante le limitazioni imposte dal blocco.

Mentre concludo quest’articolo ho notizia che in Italia anche il Partito Comunista ha incontrato il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez Parrilla in visita a Roma. Vivant sequens.

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