Croazia entra nell’Euro, procedura al via. Tutto ciò che c’è da sapere

Presto l’ingresso nell’ERM II, l’anticamera della moneta unica. Tutto ciò che c’è da sapere sulla ventura adozione dell’Euro a parte della Croazia.

Croazia entra nell'Euro, procedura al via. Tutto ciò che c'è da sapere

La Croazia adotterà l’Euro come valuta ufficiale nei prossimi anni, abbandonando completamente la kuna croata. Al Paese viene dato un anno per soddisfare tutti i requisiti, piuttosto severi, necessari all’ingresso nell’Eurozona. La decisione finale spetta però agli attuali Paesi membri del blocco e alla Banca Centrale Europea.

Il 4 luglio la Croazia ha dato il via al processo di adesione al Meccanismo di scambi europei (ERM II). Ad annunciarlo è la banca nazionale della Croazia, la HNB (Hrvatska narodna banka in croato).

L’ERM II costituisce quel che viene chiamata “l’anticamera dell’Euro”, uno step necessario per i Paesi che voglio entrare a far parte dell’Eurozona ed ha durata biennale. Durante tale fase il valore minimo della kuna sarà ancorato a quello dell’euro. Zagabria riferisce di volersi inserire in tale meccanismo entro la metà del 2020, così da adottare la moneta unica in via ufficiale entro i tre anni successivi.

Una volta che sarà entrata nell’ERM 2 e dopo essere stata all’interno del meccanismo di cambio per almeno due anni, la Croazia dovrebbe formalmente soddisfare il criterio del tasso di cambio della cosiddetta convergenza nominale.

Croazia entra nell’Euro, al via la procedura

Secondo le dichiarazioni della banca croata è stata inviata una lettera di intenti a firma del ministro delle finanze croato, Zdravko Maric, e il governatore della HNB, Boris Vujcic, verso le istituzioni europee e i Paesi membri della zona euro. La lettera è accompagnata da un piano di riforme che la Croazia si incarica di implementare prima di iniziare ad utilizzare l’Euro.

La domanda di ingresso all’ERM II è stata resa possibile da «un miglioramento significativo nella riduzione degli squilibri macroeconomici del Paese», si legge nella lettera.

«La ripresa economica, la crescita delle esportazioni, la discesa della disoccupazione, l’adeguamento fiscale importante e la forte caduta del debito verso l’estero hanno ridotto la vulnerabilità dell’economia croata».

Nel 2017 la Croazia ha abbandonato la procedura debito eccessivo dell’UE (EDP).

Le riforme necessarie all’ingresso croato nell’Euro

Nel corso del prossimo anno, secondo l’accordo con le istituzioni dell’UE, la Croazia si è impegnata a realizzare riforme in sei macroaree:

  • rafforzamento della supervisione del sistema bancario instaurando una stretta cooperazione tra la Banca nazionale croata e la Banca Centrale Europea,
  • rafforzamento del quadro di attuazione delle politiche macroprudenziali introducendo un mandato esplicito per le misure destinate ai debitori privati,
  • rafforzamento del quadro antiriciclaggio,
  • miglioramento del sistema di raccolta, elaborazione e pubblicazione di dati statistici,
  • miglioramento della gestione del settore pubblico,
  • riduzione degli oneri amministrativi e finanziari a vantaggio dell’economia croata.

Croazia, perché entrare nell’Eurozona?

La Croazia ha aderito all’Unione Europea nel 2013 e la sua economia è a tutt’oggi una delle più deboli del blocco. Il tasso di disoccupazione croato risulta essere dell’8,5% ad aprile 2019, mentre il salario medio si è fermato a 6.434 kune, corrispondenti a 870 Euro circa.

L’introduzione dell’Euro si potrebbe tradurre in un vantaggio concreto per la Croazia: circa l’80% dei depositi bancari sono in Euro e i principali partner commerciali della Croazia fanno parte dell’Eurozona. Tuttavia, sondaggi recenti mostrano che i cittadini croati rimangono divisi. La parte di popolazione che sostiene l’euro oscilla tra il 39 e il 52%.

Nonostante tale scelta si scontri con un’opposizione significativa da parte della popolazione, il governo croato continua a fare pressioni. Alcuni spingono per indire un referendum sulla questione, ma l’esecutivo ha ribadito che accettare l’introduzione dell’Euro è uno dei requisiti che la Croazia ha dovuto accettare per aderire all’Unione Europea, di cui è diventata membro a pieno titolo nel luglio 2013.

Paesi come il Regno Unito hanno avuto la possibilità di evitare l’adesione alla moneta unica al momento della costituzione della Comunità europea, molto prima che diventasse UE, diversi decenni fa. Le regole sono però cambiate.

La prossima ad adottare la moneta unica, salvo modifiche dell’ultimo minuti, sarà la Bulgaria, che ha fatto il suo ingresso nell’UE nel 2007 e conta di fare il suo ingresso nell’anticamera della moneta unica nella seconda parte del 2019. La Lituania è invece l’ultimo Paese in ordine di tempo ad aver adottato l’Euro come propria valuta nel 2015.

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