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Croazia: nel 2013 entra in Ue. Sarà il 28esimo paese europeo

Nadia Fusar Poli 11 dicembre 2011

CROAZIA, UE - La Croazia ha firmato Venerdì il trattato di adesione per entrare a far parte dell’Unione europea nel luglio del 2013. Diventerà il ventottesimo paese del blocco. La Serbia dovrà invece aspettare.

La cerimonia si è svolta a Bruxelles in occasione del vertice dei capi di Stato europei, dominato dalla questione della crisi della zona euro. «Il successo della Croazia dimostra a tutti i paesi della regione che con il lavoro, la perseveranza, il coraggio politico e la determinazione, l’ingresso nell’Unione europea è a portata di mano», ha detto Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo. «La Croazia è un pioniere e dimostra concretamente che il futuro dei Balcani è nell’Unione europea. L’UE conferma il proprio impegno in questa prospettiva», ha aggiunto Van Rompuy.

Il caso croato è strettamente monitorato dai suoi vicini. Serbia e Montenegro sperano di ottenere lo status di Paese candidato, per avviare i negoziati il prossimo anno. Le speranze di Belgrado sono flebili, in virtù dei dissapori e dei rapporti tumultuosi con il Kosovo, ex provincia serba. Albania e Bosnia stanno lottando per iniziare un cammino di riforme politiche, mentre la Macedonia è in conflitto diplomatico con la Grecia.

Bruxelles continuerà a tenere d’occhio la Croazia. L’esecutivo Ue seguiterà a monitorare nei prossimi 18 mesi gli sviluppi in materia di riforme strutturali delle finanze pubbliche, ristrutturazione economica, e lotta alla corruzione. La Croazia dovrà soddisfare i criteri di adesione politici ed economici richiesti dall’UE. I negoziati tra Bruxelles e Zagabria sono durati sei anni.

In teoria, qualsiasi rallentamento negli sforzi del governo croato potrebbe ostacolare il processo di ratifica da parte dei parlamenti dei Ventisette paesi membri dell’UE, dicono i diplomatici. Per le finanze del blocco comunitario, la Croazia e i suoi 4,3 milioni di abitanti non peseranno eccessivamente, rappresentando solo l’uno per cento della popolazione europea. L’economia del Paese, tuttavia, è stata pesantemente colpita dalla crisi economica e potrebbe cadere in recessione l’anno prossimo, dopo una crescita dell’ 1,0% quest’anno.

A condurre la Croazia nell’Unione Europea sarà il nuovo governo di centro sinistra, guidato dal leader quarantacinquenne del Partito social democratico (Sdp), Zoran Milanovic. Insediatosi dopo le recenti elezioni parlamentari, l’esecutivo croato dovrà rapidamente ripristinare lo stato delle sue finanze al fine di evitare un’ulteriore taglio del rating, che declasserebbe il debito pubblico - il 60% del prodotto interno lordo - alla categoria degli investimenti speculativi.