Crisi: il FMI può salvare l’Europa? E come?

Federica Agostini

16 Luglio 2012 - 11:06

Crisi: il FMI può salvare l’Europa? E come?

Il Fondo Monetario Internazionale potrebbe salvare l’Europa dalla crisi? Se sì, come potrebbe farlo? Ce lo dice il Financial Times:

FMI per l’Europa: cosa può fare?

C’è una grande ombra che sovrasta l’economia mondiale: è la paura che l’Italia o la Spagna possano aver bisogno di aiuti economici internazionali.

Questa prospettiva è inquietante anche dal punto di vista del Fondo Monetario Internazionale, l’istituzione che dovrebbe rispondere prontamente e fermamente, qual’ora si verificasse tale eventualità.

Il salvataggio di un’economia Europea così grande come quella Italiana o Spagnola, sarebbe un’operazione tanto grande che, una volta cominciata, sarebbe impossibile tornare indietro.

Quali sarebbero gli ostacoli?

In un caso simile il fondo avrebbe diverse ostacoli da superare, riguardo a:

- come mettere al sicuro i termini di prestito,

- come soddisfare le richieste delle economie emergenti dando ingenti fondi anche all’Europa,

- come evitare di creare precedenti per i paesi che in futuro potrebbero avere ancora bisogno di fondi.

Il FMI può dire «no»?

L’assioma del prestito bancario internazionale è questo: se un paese deve al FMI un miliardo di dollari, allora ha un problema. Se un paese deve centinaia di miliardi di dollari, allora il problema è del fondo.

Se un paese d’Europa chiede aiuti al FMI, questo è tenuto a rispondere perché, stando alle parole dei vertici del Fondo, «Il FMI non può voltare le spalle né ad un solo membro, né alla collettività».

La complicata struttura dei «dolori» europei -crisi del debito sovrano di paesi con moneta unica- rende la questione ancor più dolente. In Europa, infatti, il FMI è uno dei membri dellla Troika, insieme alla Banca Centrale Europea e alla EU.

L’impossibilità di operare una svalutazione competitiva, complica le cose per la crisi europea che, per questo, avrà bisogno di molto tempo ancora per giungere ad una conclusione. Inoltre, la credibilità del FMI viene messa a dura prova in questo periodo, soprattuto dalla situazione in Grecia.

Gli aiuti potrebbero arrivare dai mercati emergenti

Una sfida per il fondo sarà quella di continuare a sostenere i paesi in via di sviluppo, come Cina e Brasile, anche quando impegnato nel programma con l’Eurozona.

Le alte cariche delle economie emergenti pensano che l’Eurozona debba fare molto di più per se stessa, ma allo stesso tempo riconoscono la vastità dei danni che la stessa crisi europea sta arrecando alle loro economie e credono che il fondo sia l’unico strumento utile per rispondere alla crisi.

Tuttavia, se questi paesi dovessero impegnarsi per fornire fondi all’Europa tramite il FMI, vorrebbero che questo impegno si traducesse in più forti poteri all’interno dell’istituzione.

Eswar Prasad, ex capo del FMI sostiene che: «c’è grande preoccupazione tra i mercati emergenti che il Fondo e la sua leadership, nonostante siano impegnati nelle riforme di governance, possano non essere in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati». Ad esempio, infatti, l’ultimo cambiamento di quota operato dal FMI non è ancora stato attivato ed ogni incrementomento di risorse sarebbe soggetto al Congresso USA, in questo momento impegnato sul fronte elezioni.

Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: Financial Times