La crisi di governo è tutta nelle mani dei 5 Stelle (ma forse non lo hanno capito)

Alessandro Cipolla

29/01/2021

06/07/2021 - 17:05

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Il Movimento 5 Stelle ha un terzo dei parlamentari e senza di loro sarebbe possibile solo una maggioranza Salvini-Meloni-PD: ecco perché dovrebbero essere loro a dettare le regole di questa crisi di governo, ma finora si sono fatti mettere all’angolo da Matteo Renzi probabilmente per paura delle elezioni anticipate.

L’ora X per questa crisi di governo scatterà alle 17, quando il Movimento 5 Stelle salirà al Quirinale per concludere questa terza e ultima giornata di consultazioni. Prima dei pentastellati il Presidente Sergio Mattarella vedrà il centrodestra, mentre ieri al Colle sono sfilati PD, Italia Viva, Autonomie, LeU, i nuovi Europeisti e le varie componenti del Misto.

Se quest’oggi le cronache riportano poco o nulla della salita al Colle del PD, spia di quello che ultimamente è lo spessore politico dei dem con la delegazione che ha solo letto un comunicato dopo il colloquio senza rispondere alle domande dei giornalisti, i titoli invece sono tutti per Matteo Renzi che ha dato vita alla solita conferenza show.

Italia Viva così ha fatto sapere al Presidente della Repubblica di essere a favore di un mandato esplorativo ma, al momento, non a Giuseppe Conte, tanto che sarebbe stato fatto il nome di Roberto Fico.

Paradossalmente le regole del gioco sembrerebbe dettarle ancora Renzi, che può contare su 16 senatori, mentre il Movimento 5 Stelle che al netto dei tanti addii ne annovera ben 92 è come messo all’angolo, nonostante il fatto che senza i grillini non potrebbe nascere alcuna maggioranza parlamentare a meno di un improbabile, a causa del veto di Fratelli d’Italia, inciucio tra il centrodestra e il PD.

Il Movimento 5 Stelle e la crisi di governo

Dopo aver “subito” lo strappo di Italia Viva quasi senza verbo proferire, adesso il Movimento 5 Stelle avrebbe la possibilità di rimettere tutti al loro posto facendo pesare quel 32,6% di elettori che alle ultime elezioni politiche gli hanno dato fiducia.

Basterebbe che la delegazione pentastellata dica a Mattarella che o si va avanti con un Conte-ter con Renzi fuori oppure si vota, senza lasciare neanche un piccolo spiraglio di possibile trattativa per un governo istituzionale.

Se venissero pronunciate queste parole, un attimo dopo ci sarebbe la fila di aspiranti responsabili pronti a salire sul carro della maggioranza pur di evitare le tanto temute urne.

Esempio lampante è quello di Luigi Vitali, il senatore di Forza Italia e storico berlusconiano che aveva aderito agli Europeisti, salvo poi ripensarci dopo una nottata passata al telefono con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi che lo hanno rassicurato di come le elezioni non sono una strada possibile.

Con una posizione granitica il Movimento 5 Stelle provocherebbe subito la disgregazione di Italia Viva, con molti dei parlamentari che annusata l’aria potrebbero salutare il suo leader e rientrare nei ranghi della maggioranza.

Probabilmente basterebbe anche solo il parziale riassorbimento dei renziani per avere i numeri al Senato per andare avanti, senza dover imbarcare per forza di cose altri parlamentari scomodi o poco credibili provenienti dall’opposizione.

La paura delle elezioni

Ma perchè finora i grillini non hanno mai sbattuto i pugni sul tavolo? La prima cosa che viene in mente è che la paura delle urne stia facendo tremare anche le gambe pentastellate, visto che ben pochi di loro resterebbero nella bambagia romana in caso di elezioni.

Il tutto nonostante che, costruendo una coalizione di centrosinistra alla presenza pure di una lista Conte, i giallorossi potrebbero anche vincere le elezioni o perlomeno sarebbe comunque una sfida serrata con il centrodestra.

Quelli che però da sempre amano farsi chiamare “portavoci dei cittadini” e non onorevoli e che dovevano aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”, dovrebbero così anteporre i principi del Movimento a quelli del “tengo famiglia”.

I 5 Stelle così oggi hanno l’occasione di dare una svolta a questa assurda crisi di governo piombata in piena pandemia, mettendo gli altri partiti di fronte al bivio o nasce un Conte-ter senza Renzi oppure fatevi la vostra maggioranza, il che vorrebbe dire signori si va alle elezioni.

Se invece arriverà l’ennesimo tentennamento che spalancherà la strada a un governo con tutti dentro, in tanti non aspettano altro che sedersi al goloso tavolo del Recovery Plan e dei suoi 220 miliardi da spendere senza l’ingombrante figura di Conte, allora i 5 Stelle magari avranno salvato la poltrona ma gli elettori poi ci penseranno bene prima di mettere di nuovo la croce sopra il simbolo del Movimento.

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