Crisi debito: Europa ci sei? Chiamata all’azione dei leader europei

Nadia Fusar Poli

14/09/2011

Crisi debito: Europa ci sei? Chiamata all’azione dei leader europei

CRISI DEBITO, EUROPA - E ’difficile credere che sono trascorsi quasi due anni da quando i problemi di deficit della Grecia sono iniziati. Ma il dramma del debito greco potrebbe trovarsi ora in una stagione del tutto nuova. Proprio la scorsa settimana, preoccupazioni sul debito della Grecia sono tornate a riaffacciarsi quando gli addetti ai lavori (i pezzi grossi dell’economia e della finanza) in Europa hanno cominciato a intravedere (e considerare verosimile) la possibilità di un default della Grecia. Addirittura che il Paese potesse lasciare la zona euro.

Anche se il cancelliere tedesco Angela Merkel rimane determinata ad evitare entrambi gli scenari, molti credono che la Germania non possa prendere da sola le redini della situazione. Nemmeno gli stessi tedeschi si dimostrano entusiasti all’idea di aiutare la Grecia a gestire il suo debito, in quanto disapprovavano il concetto di base: pagare per gli errori dei vicini con le tasse dei contribuenti.

Non aiuta il fatto che la Grecia deve pagare un pezzo enorme del suo debito il prossimo mese e ancora non ha abbastanza denaro in tasca per farlo. A meno che non trovi un modo per pagare nelle prossime settimane, le voci e i timori per un contagio del debito della regione potrebbero intensificarsi. Dopo tutto, le altre nazioni della zona euro, oppresse dai propri debiti o altro, hanno iniziato a mostrare segni di vulnerabilità per il pasticcio del debito.

Ad esempio, l’esposizione delle banche francesi al debito greco e italiano ha già pesantemente gravato su prezzo delle azioni la scorsa settimana, mentre l’ agenzia di rating Moody’s, anche per questo motivo, ha tagliato il rating delle banche francesi.

Nel frattempo, la recente asta di titoli di stato italiani ha rivelato che gli investitori sono molto preoccupati per le finanze dell’Italia. La domanda per i bonds è stata notevolmente inferiore mentre i rendimenti obbligazionari sono schizzati dal 4,3% di luglio al 5,6% nel mese di agosto, indicando che gli investitori sono meno fiduciosi che il governo italiano possa rimborsare il debito. Naturalmente, per la maggior parte degli operatori di mercato si è trattata di una notizia allarmante, anche pensando alle prossime aste di titoli spagnoli, che potrebbero subire la stessa sorte. In mezzo a questo, la Merkel ha annunciato che parlerà di tutto ciò con il presidente francese Sarkozy e il primo ministro greco Papandreou.

Se i colloqui non saranno sufficienti a calmare gli investitori, allora forse la partecipazione degli Stati Uniti potrà fare la differenza . Voci di corridoio sostengono che il presidente Obama sta inviando il Segretario al Tesoro Tim Geithner alla riunione informale EcoFin dei leader dell’Unione europea in Polonia, in programma questo Venerdì.

Anche se la Casa Bianca ha rivelato che non c’è alcun programma previsto, molti si aspettano che il Geithner, al suo primo incontro EcoFin, inviterà i leader ad adottare ulteriori e concrete azioni. Un altro tema caldo riguarda il governo italiano, che sarebbe in trattative con il China Investment Corp. Per l’acquistoe obbligazioni italiane. Anche questo rumor dovesse rivelarsi ionfondato e perdesse di credibilità, Guido Mantega, il ministro delle finanze del Brasile ha rivelato che i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) si incontreranno a Washington il 22 settembre per discutere di possibili azioni per aiutare la zona euro.
A giudicare dalle price action di ieri, sembra che la successione di interventi positivi da parte dei leader politici e finanziari abbia contribuito ad alleviare i timori del mercato. EUR / USD ha registrato 30-pip di guadagno, mentre EUR / JPY ha recuperato la maggior parte delle sue perdite intraday, per chiudere in calo di solo 32 pips.Ma potrebbe essersi trattato di una copertura dei trades a breve della scorsa settimana.

Gli investitori potrebbero essere cauti sulla direzione da prendere e stanno semplicemente scegliendo di rimanere fuori. In effetti, molti analisti dicono che i leader della zona euro potrebbero anche gettare la spugna e lasciare che la Grecia cada in default in quanto non è più una questione di «se» ma piuttosto una questione di «quando» il paese sarà inadempiente.
Se i discorsi rialzisti da parte dei leader di mercato continuano a sostenere l’euro, allora potremmo vedere la moneta comune guadagnare più slancio in classifica. Ma se i mercati tornare a valutare un piano di salvataggio greco, preparatevi con i vostri short trades!

Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it

Fonte: babypips.com