Crisi, EFSF: piano EU made in USA. Troppo poco, troppo tardi?

Nadia Fusar Poli

27/09/2011

Crisi, EFSF: piano EU made in USA. Troppo poco, troppo tardi?

CRISI, LEVA EFSF - Con ricchi governi dell’Unione europea come la Germania incapaci di vendere ai loro elettori l’idea di ulteriori fondi di salvataggio da destinare alla Grecia o alle banche, l’ultima proposta volta a potenziare il Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) , il veicolo accettato l’anno scorso quale mezzo per puntellare gli stati della zona euro in difficoltà finanziarie, mediante la leva finanziaria, è stato ovunque etichettato come «Made in USA», anzi, in Washington.
«Se si accetta che l’espansione massiccia dell’EFSF attraverso contributi di stati membri sia un’idea senza speranza, in virtù dell’impossibilità di ottenerne l’approvazione parlamentare, allora l’EFSF avrà bisogno di ricorrere alla leva», ha detto Stephen Lewis, chief economist al Monument Securities.
I funzionari europei starebbero considerando l’ipotesi di sovvenzionare l’avvio di una società veicolo che sarebbe in grado di emettere obbligazioni e comprare debito sovrano della zona euro.
I piani per la leva EFSF sono già a buon punto, riferiscono alcune fonti.

Come avverrà il rafforzamento del fondo Ue usando la leva? Al momento non sono ancora stati forniti dettagli tecnici. In questi giorni sono circolate diverse possibilità, ed è probabile che la questione sarà oggetto di accese discussioni, nelle prossime giornate. Lewis solleva preoccupazioni circa le implicazioni legali del prestito della Banca centrale europea all’EFSF, al fine di by-passare i governi nazionali e gli elettori, dato il ruolo quasi-fiscale che la banca centrale dovrebbe giocare.
«Supporre che questi problemi saranno risolti in tempo per la riunione del G20 a Cannes è, a dir poco, molto ottimistico», ha detto Lewis.
«Anche se la ratifica di questo pacchetto sarà completata, cosa che sembra altamente probabile ma non scontata, potrebbe apparire ora come ’troppo poco e troppo tardi’», ha sottolineato.

I funzionari degli Stati Uniti si stanno dimostrando sempre più insofferenti nei confronti dell’UE, mentre la crisi del debito continua a «rumoreggiare», ma Lewis ritiene che ciò sia dovuto ad una mancanza di comprensione degli aspetti pratici che i legislatori europei stanno fronteggiando.
«E’ perché (gli americani) non riconoscono i limiti di ciò che può essere politicamente possibile (e praticabile) in Europa, e perchè costantemente sottovalutano la gravità della minaccia dlla crisi euro per la stabilità mondiale», ha aggiunto.
«Anche ora, sembrano convinti che l’introduzione di una maggiore leva nel sistema finanziario europeo risolverà i gravi problemi della zona a livello di squilibrio economico, sotto il regime tossico dell’ euro». Piuttosto che credere che un fondo limitato, per quanto grande, servirà a evitare una catastrofe per un po’, Lewis crede che l’unica vera soluzione alla crisi sia una soluzione europea, piuttosto che americana.

«Se l’euro dovesse essere disinnescata, come fonte di perturbazione economica a livello globale, sarà solo perchè gli stati membri della regione saranno disposti a prestarsi reciprocamente sostegno fiscale», ha detto Lewis. In sostanza una Unione fiscale. Questa soluzione però è molto controversa in Europa.