Criptovalute, si esprime un’authority USA: non si ostacoli l’innovazione

La Commodity Futures Trading Commission raccomanda un approccio legislativo che non si mostri nocivo nei confronti delle criptovalute, ne ricadrebbe sull’innovazione dell’intero comparto

Criptovalute, si esprime un'authority USA: non si ostacoli l'innovazione

Non si ostacoli l’innovazione.
È questo il commento dell’authority statunitense Commodity Futures Trading Commission (CFTC) relativo alla regolamentazione del comparto criptovalute.

A parlare è Christopher Giancarlo, presidente della CFTC - istituzione che si occupa di regolare il commercio delle materie prime - secondo cui nel disciplinare il settore delle valute virtuali i regolatori devono evitare di ostacolare l’insita modernizzazione che offre, concentrandosi maggiormente sulle frodi:

“L’evoluzione garantita da internet è stata resa possibile proprio grazie al fatto che i governi hanno scelto una legislazione mai troppo aggressiva nei confronti del settore, applicando il criterio «non nuocere»”.

Un simile approccio è fortemente sostenuto da Giancarlo, che evidenzia la grossa portata innovativa di quella che chiama “una rivoluzione digitale dei mercati”.

Criptovalute: le autorità non siano ostacolo

L’universo crypto non può essere soggetto a una disciplina troppo aggressiva, che non tenga conto di un sistema in grado di innovare.

Ma, allo stesso tempo, è necessaria cautela, perché diverse truffe che spesso si verificano sui mercati dell’oro e della valuta estera stanno ora riguardando anche i mercati delle criptovalute:

“Quando si tratta di frodi dobbiamo essere forti. Quando si tratta di elaborare politiche, penso che dovremmo agire lentamente, con consapevolezza e informandoci molto bene prima”.

CFTC e Securities and Exchange Commission (SEC) hanno entrambe segnalato la necessità di combattere le truffe nei mercati valutari virtuali.

La CFTC aveva già affermato nel 2015 che le valute virtuali sono da considerarsi materie prime. Il Bitcoin, ad esempio, può essere regolamentato alla stregua di una materia prima proprio dalla Commodity Futures Trading Commission, secondo quanto stabilito quest’anno da un giudice federale.

Per quanto riguarda invece le critiche che parlano di autorità di regolamentazione troppo lente sul fronte crypto, Giancarlo non si è detto affatto d’accordo con opinioni simili, ricordando come i futures sul Bitcoin siano ora consentiti negli Stati Uniti:

“Alcuni dicono che siamo troppo lenti, ma altri notano che siamo stati troppo veloci; per quel che riguarda i futures sul Bitcoin siamo stati certamente i più veloci a regolamentarli”.

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