Attenzione a come investire sul mercato azionario contro i driver delle turbolenze finanziarie: Cina, Fed e crollo del prezzo del petrolio. L’analisi di Credit Suisse.
Con il mercato azionario influenzato da Cina, Fed e petrolio, come investire?
Credit Suisse invita gli azionisti ad essere prudenti e suggerisce la massima diversificazione.
Si tratta di mercati azionari molto volatili, quindi la banca svizzera consiglia ai clienti di vendere sui rialzi, almeno fino a quando non vi sarà più chiarezza circa le prospettive della Cina, della Fed e del prezzo del petrolio.
Mercato azionario: perché è in ribasso?
L’inizio del 2016 è stato caratterizzato da considerevoli turbolenze sui mercati finanziari. Ad analizzare questa tendenza è il consueto Monthly Report di Credit Suisse, che individua innanzitutto i driver negativi per il mercato azionario. I più importanti sono l’inasprimento dell’economia monetaria avviato dalla Fed a dicembre, il calo dei prezzi del petrolio e la debolezza dei dati sulla crescita cinese.
Basta guardare ai timori che hanno accompagnato l’Europa in generale, vista dagli esperti come la migliore delle piazze per questo 2016 e che invece ha scontato le incertezze più grandi derivanti dalla Cina e dal petrolio.
Allargando lo sguardo al panorama mondiale, non si può certo escludere la Federal Reserve e il suo inasprimento delle politiche monetarie. Il che porta a una sola consapevolezza: ulteriore incertezza in arrivo.
I dubbi sulla crescita prevista aumentano, mentre diminuiscono le previsioni sui numeri che la caratterizzeranno.
Rimane l’attesa sugli eventi, in primis quelli riguardanti la volontà o meno da parte della Fed di proseguire le sue strette sui tassi o di rallentarne il cammino.
In seconda istanza sarà necessario guardare anche all’andamento del petrolio il cui prezzo impatta direttamente sulle attese dell’inflazione ancora lontana dal target fissato un po’ ovunque del 2%.
Cina, Fed e petrolio: le previsioni di Credit Suisse
Credit Suisse prevede una crescita del 6,5% del PIL della Cinanel 2016 e del 6% nel 2017.
Per quanto riguarda Federal Reserve, il report di Credit Suisse afferma che il mercato sta ancora cercando di determinare la tempistica dell’aumento dei tassi d’interesse quest’anno, al fine di avere una visione chiara e completa sul destino dei titoli a reddito fisso.
Nel frattempo, Credit Suisse prevede un ulteriore calo del prezzo del petrolio (già scesi del 70% a partire dall’estate 2014) e ancora contrazione nel settore dello shale oil, in particolare negli Stati Uniti.
Finché non si avrà un quadro più chiaro riguardo le traiettorie di questi tre driver, gli analisti di Credit Suisse consigliano ai clienti di essere prudenti. La probabilità di una ulteriore volatilità è molto alta, per cui sarebbe preferibile, almeno per il momento, non esporsi in queste tre aree.
Credit Suisse, mercati volatili: i consigli per l’investimento
Per gli investimenti Credit Suisse suggerisce la massima diversificazione. Meglio spostare le risorse verso obbligazioni convertibili o indicizzate all’inflazione. Da evitare, invece, l’esposizione al settore immobiliare e alle commodity.
In questo contesto, l’istituto di credito svizzero ha già pubblicato a dicembre 11 promotion list settoriali per le azioni. Ogni lista contiene i titoli più consigliati e quelli meno affidabili, per offrire agli investitori le migliori scelte globali.
Gli investimenti immobiliari risentono di una sensibilità relativamente elevata ai tassi d’interesse, una caratteristica che desta preoccupazione in questa fase in cui i tassi d’interesse sono globalmente bassi e la Federal Reserve ha avviato un ciclo restrittivo che potrebbe portare a un rialzo dei tassi a livello globale.
Anche le azioni sono sensibili ai tassi d’interesse, ma finché il rialzo dei tassi sarà determinato dalla crescita economica, le azioni tenderanno a sovraperformare.
Le obbligazioni convertibili, invece, offrono una fonte alternativa di diversificazione, pur restando uno strumento a reddito fisso in termini di cedola e di capitale.