Crac Alitalia: condannati gli ex vertici a risarcire gli azionisti. Quali sono le accuse?

Simone Micocci

29 Settembre 2015 - 12:02

Crac Alitalia: il Tribunale di Roma ha condannato gli ex vertici. Le pene variano dagli 8 ai 5 anni di carcere. La vecchia Alitalia otterrà un risarcimento di 355 milioni di euro, e gli investitori riceveranno un indennizzo. Quali sono le accuse?

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Oggi, 29 settembre 2015, il Tribunale di Roma ha condannato gli ex vertici di Alitalia con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Il crac di Alitalia è stato uno dei casi più clamorosi di mala gestione di fondi pubblici, e secondo i pm della procura di Roma lo spreco di denaro resta incalcolabile.

La gestione di Alitalia da parte degli ex vertici è stata fallimentare, provocando un dissesto per quasi 4 miliardi di euro. Tuttavia, la condanna non è ancora definitiva, poiché ci saranno l’appello e infine la Cassazione; per arrivare ad una sentenza definitiva c’è tempo fino al 2021, dopodiché il reato cadrà in prescrizione.

Oltre a condannare gli ex vertici per il crac Alitalia, i giudici del Tribunale di Roma hanno riconosciuto un risarcimento per gli azionisti e per i risparmiatori, che varia dai 1.500€ ai 73mila euro.

Crac Alitalia: la condanna e le accuse per gli ex vertici

Per il crac dell’Alitalia, il Tribunale di Roma ha condannato Pierluigi Ceschia, Gabriele Spazzadeschi, Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, mentre tre ex dirigenti sono stati assolti: Giancarlo Zeni, Leopoldo Conforti e Gennaro Tocci.

La pena è stata più severa di quella richiesta dal pubblico ministero; nel dettaglio gli ex-vertici di Alitalia dovranno risarcire complessivamente 355 milioni di euro (destinati alla vecchia Alitalia) e dovranno scontare dai 5 agli 8 anni di prigione. Inoltre, i condannati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e per tutta la durata della pena saranno in stato d’interdizione legale.

Crac Alitalia: Giancarlo Cimoli il più colpito
La pena più severa è quella inflitta a Giancarlo Cimoli, presidente e amministratore delegato di Alitalia dal 2004 al 2007; Cimoli dovrà risarcire circa 160 milioni di euro, ed è stato condannato a 8 anni e 8 mesi di reclusione.
Quali sono le accuse? Cimoli entrò in Alitalia il 6 maggio 2004, quando fu nominato numero uno dell’azienda dal Governo Berlusconi.

Le accuse a Cimoli riguardano le perdite nel settore merci, l’acquisto di Volare Group al prezzo di 38 milioni e lo scorporo di cinque rami dell’azienda poi ceduti ad Alitalia Servizi e di conseguenza alla società statale Fintecna; l’accusa dei Pm è che scorporando i cinque rami aziendali si è cercato di dissimulare, “attraverso un’operazione essenzialmente finanziaria, il mancato risanamento di Alitalia e a favorire la ricapitalizzazione di Alitalia Fly”. Inoltre, i Pm hanno contestato a Cimoli la diffusione di false notizie nel 2005 riguardo all’aumento di capitale pari ad 1 miliardo, così da provocare una “sensibile alterazione dei valori del titolo di Alitalia”.

Francesco Mengozzi
Francesco Mengozzi, amministratore delegato di Alitalia dal 2001 fino alle sue dimissioni nel 2004, è stato condannato a 5 anni di reclusione.
Quali sono le accuse? Mengozzi è stato condannato per la vendita di Eurofly alla Banca Profilo Effe Luxemburg Sa; secondo le accuse il prezzo di vendita di Eurofly (13,39 milioni di euro) è da considerare “incongruo e irragionevole”.

Pierluigi Ceschia
Pierluigi Ceschia, responsabile per la finanza straordinaria di Alitalia, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione.
Quali sono le accuse? A Ceschia, in concorso con Spazzadeschi e Cimoli, si contesta la creazione di Alitalia Fly e di Alitalia Servizi; a Ceschia si attribuisce anche l’acquisizione di Volare Group, Volare Airlines e Air Europe. Inoltre, in concorso con Mengozzi, avrebbe deciso si cedere Eurofly.

Gabriele Spazzadeschi
Gabriele Spazzadeschi, ex direttore amministrazione e finanza, è stato condannato a 6 anni di reclusione.
Quali sono le accuse? Come visto in precedenza, a Spazzadeschi si contesta la creazione, in concorso con Ceschia e Cimoli, di Alitalia Fly e di Alitalia Servizi.

Il commento dei sindacati

Fabrizio Tomaselli, membro dell’Esecutivo nazionale di USB (Unione Sindacale di Base), ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo alle condanne inflitte agli ex vertici di Alitalia:

“Sono pochi anni di prigione che questi signori non si faranno mai. Chi ha già pagato sono invece migliaia di lavoratrici e lavoratori che sono stati licenziati e che tra pochissimi giorni non avranno più un reddito, non hanno pensione e neanche la speranza di riavere un lavoro. Gente condannata alla povertà perché qualcuno ha deliberatamente distrutto una delle aziende più grandi del Paese”.

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