Covid, svelate le origini: non si esclude l’errore di laboratorio

Elisa Corpolongo

05/05/2021

05/05/2021 - 18:51

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Il progenitore del Sars-Cov-2 è stato individuato. L’antenato del Covid-19 è nato in Cina e circolava in tutto il mondo già da ottobre del 2019.

Covid, svelate le origini: non si esclude l'errore di laboratorio

Covid, trovato il progenitore del virus Sars-Cov-2.

Gli scienziati lo hanno chiamato proCoV2 e le sue varianti circolavano in tutto il mondo già nell’ottobre 2019. La pandemia in corso ha quindi un antenato. Si tratta, infatti, di un vero e proprio antecedente del Covid-19 e di tutta la famiglia del Sars-CoV-2.

L’ipotesi del saggista Nicholson Baker pubblicata sul New York Magazine è che non si possa escludere l’intervento umano: un incidente di laboratorio sfuggito, volontariamente o meno, alle mani dei virologi di Wuhan. Baker, nel vagliare l’ipotesi, ha analizzato la dinamica comune delle perdite di laboratorio e intervistando 25 esperti è arrivato alla conclusione che possa essersi trattato di un incidente di percorso in laboratorio.

Quella di Baker non è teoria del complotto: egli non dichiara di ritenere l’esistenza di un intenzione umana, ma parla solo di incidente.

Intanto, a Philadelphia, un team di ricercatori ha tracciato una mappatura del virus per delinearne l’origine geografica e temporale.

Covid-19: la scoperta sulle origini della pandemia

A riportare la scoperta dell’antenato del Covid-19 è lo studio pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution svolta dalla Temple University di Philadelphia. Questo progenitore della pandemia risalirebbe alla fine di ottobre 2019 e spiegherebbe la diffusione precoce e rapida del virus in molti Paesi.

La ricerca ha permesso di stabilire con certezza l’origine geografica della pandemia: la Cina. Tuttavia, il vero punto di partenza del Covid non sarebbe Wuhan, luogo in cui il virus è approdato soltanto a dicembre 2019.

Lo studio, infatti, ricercando le tracce genetiche del virus pandemico ha rilevato e reso pubblico che molte varianti di quello che sarebbe poi diventato il virus Sars-CoV-2 erano già presenti in tutto il mondo mesi prima. Quello di Wuhan sarebbe, secondo gli scienziati, soltanto un ceppo successivo: il primo a essere identificato.

Secondo gli scienziati che hanno realizzato lo studio, a dicembre 2019 il virus aveva già provocato in Cina delle infezioni 6-8 settimane prima dei casi riscontrati in quel mese. Gli eventi di Wuhan hanno semplicemente rappresentato il primo evento di “superdiffusione” di un virus che aveva tutti le caratteristiche necessarie per sviluppare una pandemia su scala mondiale.

Quella di Wuhan è stata, in un certo senso, la manifestazione visibile ad occhio umano di un virus sotterraneo che già circolava da tempo a livello globale.

Covid-19: la mappatura effettuata dagli scienziati di Philadelphia

L’animale che per primo ha trasmesso il virus del Covid-19 rimane un mistero.

Nonostante questo, gli scienziati del gruppo di ricerca della Temple University di Philadelphia, guidati da Sudhir Kumar, sono riusciti a risalire alle origini del virus seguendo le mutazioni a ritroso, percorrendo la storia andando indietro nel tempo. In questo modo, è stato possibile tracciare un albero genealogico del Covid-19 e capire se Wuhan fosse realmente l’origine della pandemia mondiale.

Analizzando la sequenza genetica del virus nel tempo, i ricercatori hanno tracciato anche una mappatura geografica di diffusione, della quale Wuhan sarebbe solo uno dei possibili luoghi di arrivo di un virus progenitore che già era comparso nel mondo.

Sars-CoV-2: come è stata svolta la ricerca per trovare il progenitore del Covid-19

Secondo il genetista Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata, per identificare il genoma progenitore è stata utilizzata una tecnica che spesso si utilizza nella ricerca sul cancro chiamata “analisi dell’ordine di mutazione” e che si basa sull’analisi dei ceppi mutanti. Egli asserisce che tale tipo di ricerca funziona osservando la frequenza con cui le coppie di mutazioni appaiono insieme per trovare la radice del genoma e, in questo caso, del virus.

In questo senso, con un po’ di approssimazione, si può anche riuscire a datare l’origine della pandemia mondiale. Il gruppo di ricerca dell’università di Philadelphia stima che il virus abbia un tasso di mutazioni di circa due al mese e che abbia avuto origine circa 6-8 settimane prima del genoma rilevato in Cina noto col nome di Wuhan-1.

Questo potrebbe apportare una spiegazione alla diffusione precoce nel mondo e specialmente in alcuni Paesi come l’Italia, dove il virus era arrivato già a dicembre 2019. Tuttavia, il progenitore del virus Sars-CoV-2 sembra essere nato comunque in Cina, dove poi si sono sviluppate mutazioni che si sarebbero diffuse nel mondo.

Ad ogni modo, gli scienziati che hanno portato avanti lo studio sull’origine continuano ancora ad indagare per avere un quadro sempre più chiaro del passato in modo da poter prevedere sempre meglio il futuro del Covid-19 e della pandemia.

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