Covid e imprese italiane: quante pronte a fallire?

Violetta Silvestri

9 Marzo 2021 - 10:16

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Le imprese in crisi a causa del Covid sono una delle emergenze dell’economia italiana. Ma quante aziende possono farcela e quante, invece, sono pronte a fallire? Alcuni dati lo rivelano.

Covid e imprese italiane: quante pronte a fallire?

Le imprese italiane restano sotto osservazione mentre la crisi Covid si attenua, ma non si allontana del tutto ancora.

Se è vero, infatti, che le misure di sostegno messe in campo dal Governo dall’inizio della pandemia hanno evitato il tracollo del tessuto produttivo, altrettanto realistico è lo scenario di fallimento per molte attività.

Uno studio approfondito sul tema rivela numeri importanti: quante imprese in Italia riusciranno a salvarsi e quante, invece, sono sull’orlo del fallimento (nonostante i prestiti statali)?

Imprese zombie in Italia: 81.000 in default?

L’analisi è stata condotta dal’economista Guido Romano, di Cerved Group e dal professore alla LUISS Fabiano Schivardi sulla base di un incrocio di dati pre e post-pandemia riguardanti le imprese italiane.

Nello specifico, il report di valutazione, come riporta da Milano Finanza, ha messo in relazione i crediti richiesti dalle società prima e dopo l’emergenza, per capire quante hanno le potenzialità di rimanere sul mercato con o senza aiuti pubblici.

Il punto di partenza è il dato seguente: fino a tutto il mese di gennaio 2021, più di 1 milione di imprese italiane ha ricevuto finanziamenti, per un ammontare di 98,3 miliardi di importo garantito e di 115 miliardi di euro di importo finanziato.

Facendo una valutazione ad hoc, Cerved ha tentato di mettere insieme gli effetti Covid su più di 300 settori di attività economica e le informazioni su ogni impresa.

Il risultato ottenuto è una sorta di indicatore di rischio, con queste valutazioni: 500.00 imprese sono considerate sicure prima della pandemia e di queste 308.000 restano tali anche dopo, con aziende affidate per 46 miliardi di euro.

Le cosiddette imprese zombie, invece, ammontano a 81.000 e rappresentano il 7,8% degli affidati al Fondo centrale di garanzia. Ad esse sono andati 8,7 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato.

Quale sarà il loro destino? Il report indica c’è un alto rischio default: 25.000 potrebbero fallire, con un valore stimato dei crediti deteriorati pari a 2,5 miliardi di euro.

La sfida, secondo gli analisti, è proprio questa: “distinguere imprese in crisi per deficienze strutturali indipendenti dalla pandemia da quelle in crisi perché operano in attività che invece ne sono state duramente colpite”

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