Cosa sta succedendo a Matteo Renzi: i punti chiave della vicenda Open

Andrea Pastore

7 Novembre 2021 - 18:08

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Matteo Renzi è al centro del mirino: indagini e conti correnti pubblicati online. Cosa sta accadendo all’ex Presidente del Consiglio?

Cosa sta succedendo a Matteo Renzi: i punti chiave della vicenda Open

Matteo Renzi torna sotto i riflettori. Dopo le conferenze in Arabia Saudita, i presunti finanziamenti illeciti all’associazione Open e la pubblicazione online degli estratti conto dell’ex Premier, le grane per la giovane promessa di Rignano sono sempre di più.

Cosa sta accadendo all’ex segretario del Partito Democratico ora leader di Italia Viva? Cerchiamo di andare con ordine.

L’indagine con Lucio Presta

Verso luglio, Matteo Renzi e Lucio Presta sono stati indagati dalla procura di Roma per delle presunte violazioni della legge di finanziamento ai partiti.

L’indagine su Matteo Renzi parte dai 650mila euro versati da Presta a Renzi nel periodo compreso tra il 2018 e il 2019. Una grossa parte di questo denaro è stata utilizzata per girare il documentario “Firenze secondo me”.

Sempre a luglio, gli inquirenti hanno inviato perquisizioni verso Arcobaleno Tre, società di Lucio Presta.

L’ipotesi di finanziamento illecito

Durante le perquisizioni sono iniziati i controlli sui computer e telefonini dei diretti interessati.

L’indagine nasce dopo che Renzi lascia il Pd nel 2018 a seguito della sconfitta elettorale che porterà alla formazione del governo giallo-verde. Il Corriere riporta che il 28 luglio dello stesso anno, Renzi apre una partita IVA e dopo tre giorni firma i contratti con la società di Lucio Presta Arcobaleno Tre.

Tra questi contratti c’è quello per la realizzazione del documentario su Firenze di cui sopra, con cui Renzi ha percepito 400mila euro: la trasmissione è poi andata in onda tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 su Discovery Network.

Nel decreto di perquisizione viene scritto che:

Si ritiene che i reati ipotizzati siano stati realizzati mediante rapporti contrattuali fittizi, con l’emissione e l’annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell’utilizzazione quali costi deducibili inerenti all’attività d’impresa, costi occulti del finanziamento della politica.

In pratica, secondo gli inquirenti, quei soldi erano in realtà contributi mascherati per pagare meno tasse e girare soldi sulla politica. Ovviamente queste sono solo indagini, bisognerà aspettare che la Procura chieda il rinvio a giudizio e che il Giudice competente emetta la sentenza.

L’inchiesta su Open

Oltre alla questione del documentario, un altro grattacapo colpisce Matteo Renzi. Il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto procuratore Antonio Nastasi, hanno firmato verso metà ottobre degli avvisi di chiusura indagini notificati a circa undici persone, alle quali sono stati contestati reati a vario titolo: finanziamento illecito ai partiti, corruzione, riciclaggio, traffico d’influenze.

Tra gli indagati, il leader di Italia Viva Mattero Renzi, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Alberto Banchi e Marco Carrai: il c.d. “Giglio Magico”. L’inchiesta riguarda il presunto finanziamento illecito effettuato tramite la fondazione Open, più vari reati di corruzione e traffico di influenze.

All’avvocato Bianchi, che ai tempi era il presidente della fondazione Open, è stata sequestrata la lista dei presunti finanziatori, molti dei quali poi risultati estranei all’inchiesta.

Oltre alle spese per le convention annuali della Leopolda, la fondazione Open raccolse finanziamenti per due campagne di primarie del Pd, quella del 2012 e del 2013: la seconda portò all’elezione a segretario del Partito democratico Matteo Renzi. Inoltre, sempre la fondazione raccolse finanziamenti per la campagna referendaria del 2016.

A detta degli inquirenti, la fondazione fungeva come articolazione politico-organizzativa del Partito democratico per la corrente renziana. Essa riceveva, in violazione della normativa contributi, del denaro per un totale di circa 3,5 milioni di euro tra il 2014 e il 2018: non sappiamo se questi sono degli effettivi finanziamenti illeciti, saranno i Giudici a emettere la sentenza.

I conti correnti online

Oltre alle inchieste in capo a Matteo Renzi, anche i giornali fanno al loro parte: Il Fatto Quotidiano ha pubblicato il suo estratto conto comprendente tutte le entrate percepite da giugno 2018 al marzo 2020 presso la filiale della sua banca in Senato.

Tra gli incassi, anche quelli percepiti nei suoi interventi durante le conferenze internazionali e la somma ricevuta da Lucio Presta per il documentario su Firenze.

Insomma, Matteo Renzi è nel centro del mirino: qualcuno in particolare sta puntando il fucile o sono solo inchieste giornalistiche e giudiziarie che convergono?

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