Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha annunciato poco fa a Bruxelles il piano «Rearm Europe», un progetto ambizioso per stanziare fino a 800 miliardi di euro nei prossimi anni al fine di rafforzare la spesa militare dell’Unione Europea e sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia.
Il piano include un nuovo strumento finanziario con prestiti fino a 150 miliardi di euro per sviluppare capacità difensive come artiglieria, missili, droni e sistemi antidroni, con l’obiettivo di sostenere l’Ucraina contro la Russia dopo il disimpegno di Donald Trump.
Von der Leyen ha anche proposto l’attivazione di una “clausola di fuga” per escludere le spese militari dai vincoli di bilancio UE, utilizzando tra l’altro 93 miliardi di euro di fondi post-Covid inutilizzati. C’è un problema di fondo, di cui la presidente della Commisione europea non parla: senza gli Stati Uniti, l’Ue non può sostenere l’impegno bellico in Ucraina.
Cosa non dice Von der Leyen
Innanzitutto, l’Ucraina e l’Europa non possono andare avanti senza il sostegno degli Stati Uniti, un “backstop” indispensabile per la loro sicurezza. Con il 66% della spesa difesa complessiva della NATO a carico di Washington, gli Usa sono fondamentali per lo sforzo bellico di Kiev. Lo hanno di recente riconosciuto anche i leader europei - come confermano anche i recenti viaggi del presidente francese Emmanuel Macron e del premier britannico Keir Starmer negli Stati Uniti - e lo ha detto anche lo stesso Zelensky in più occasioni.
In un’intervista al Guardian dell’11 febbraio scorso, il leader ucraino ha infatti sottolineato che senza il supporto militare degli Stati Uniti, cruciale per la sicurezza ucraina grazie a sistemi come i Patriot, l’Ucraina non potrebbe resistere a lungo, poiché il peso dell’Europa non è equiparabile a quello americano.
Uno sforzo economicamente insostenibile
Oltre alla realtà dettata dal campo di battaglia, c’è anche l’aspetto economico. Come nota Wolfgang Munchau, infatti, nonostante i roboanti annunci di von der Leyen, l’Ue manca di una strategia concreta – finanziaria e militare – e non ha mai avviato un’espansione credibile della propria capacità industriale o un aumento strutturale della spesa difensiva (con diversi Paesi fermi all’1,6% del PIL contro il 3,5% degli USA), preferendo welfare e transizione energetica a «sacrifici» per la sicurezza.
Con Germania, Francia e Regno Unito prive di margini fiscali e l’UE strutturalmente incapace di unirsi su difesa e politica estera, Munchau sottolinea che senza gli Stati Uniti l’Europa non potrà che adeguarsi: Putin lo sa, e senza un accordo di pace – l’Europa rischia di implodere finanziariamente prima ancora di combattere. Senza contare che molti Paesi - come la Polonia - non permetteranno mai che la loro sicurezza venga gestita da Von der Leyen.