Cos’è il PropTech, la nuova frontiera dell’immobiliare

Il settore immobiliare è molto conservatore, soprattutto in Italia. Ma qualcosa grazie all’innovazione tecnologica sta cambiando anche da noi...

Cos'è il PropTech, la nuova frontiera dell'immobiliare

Il Proptech? È il nuovo Fintech. Stiamo parlando della disruption tecnologica che sta cambiando un settore iperconservatore come quello dell’immobiliare, proposta dalle startup sotto forma di prodotti innovativi, tecnologici o nuovi modelli di trasformazione del mercato.

I prodromi di questo fenomeno si possono collocare intorno al 2000, quando negli Usa e nel Regno Unito nascono i primi siti di ricerca/annunci come Trulia e Rightmove, poi nel tempo si sono sviluppate startup che, lavorando al fianco delle agenzie, hanno reso sempre più moderno il concetto di real estate, come Opendoor negli Stati Uniti, Nested nel Regno Unito e Sellable in Australia.

È proprio l’area Asia-Pacifico al momento il campo di prova più importante del mondo per la tecnologia applicata al settore immobiliare. In questa zona si trovano attualmente circa 180 startup Proptech che hanno raccolto circa 4,8 miliardi di dollari di finanziamento dal 2013, secondo il recente rapporto “Clicks and Mortar: The Growing Influence of Proptech” di Jones Lang LaSalle (JLL). E sono innumerevoli i campi in cui la tecnologia potrà rappresentare un vero e proprio booster del settore, dalla blockchain in grado di mantenere un registro delle transazioni vincolante e completamente indistruttibile, che elimina del tutto le terze parti, all’utilizzo di criptovalute per i pagamenti (per accelerare i trasferimenti di risorse), fino all’uso massiccio di IoT, geolocalizzazione e realtà aumentata, senza dimenticare ovviamente la capacità di sfruttare i Big data.

E in Italia? Il nostro mercato immobiliare è molto tradizionalista e l’impatto delle nuove tecnologie è agli albori, come evidenziato dal “PropTech Monitor Italia”, Osservatorio del Politecnico di Milano dedicato al settore. Nell’ultima edizione, di pochi mesi fa, sono state recensite infatti nel nostro Paese soltanto 35 startup, la maggior parte con sede nel Nord del Paese (88%, per lo più a Milano), 11 di esse create nel 2016 come effetto del decreto 23/2/2016. Si tratta di 17 piattaforme attive nel Real Estate Fintech, società che si occupano della gestione di edifici commerciali, delle ricerche a lungo e breve termine di vendita o affitto, nonché di assicurazioni residenziali e crowdfunding. Mentre sono 15 le piattaforme che si occupano di Smart Real Estate, ovvero Facility management, home service, IoT home e construction management e, infine, 3 le realtà impegnate nella Shared Economy (co-working, temporary market place).

Crowdfunding immobiliare

Qualche esempio pratico di Proptech? Partiamo dal Real Estate Crowdinvesting, ovvero una modalità di finanziamento partecipativo online per il settore immobiliare. L’idea è quella di impiegare una somma per contribuire alla realizzazione di un’opera immobiliare, da casa e senza particolari capitali: una realtà già consolidata in UK e USA che sta crescendo in modo esponenziale anche in Germania e Francia e che è sbarcata in Italia grazie a portali dedicati come Housers, creato e lanciato nel 2015 in Spagna che a oggi conta oltre 90mila utenti e dà la possibilità di investire su uno o più asset partendo da un capitale di 50 euro, e Walliance, startup trentina del Gruppo Bertoldi, che garantisce investimenti trasparenti e semplici, abbattendo le tipiche barriere d’ingresso degli investimenti immobiliari (si parte da 500 euro).

Da metà 2018 si è aggiunto un altro player, Crowdestate, piattaforma nata in Estonia che dopo 5 anni di proficua attività all’estero è giunta sul mercato italiano, dove ha già concluso con successo diverse attività di investimento.

Con l’agenzia Proptech la compravendita è facilitata

Se il settore è quello della compravendita tra privati, la tecnologia può venire in aiuto per effettuare una contrattazione assistita e per offrire facilitazioni, come succede con HomePal, piattaforma online che consente di agire senza intermediari immobiliari ma al tempo stesso senza rinunciare ai servizi di più alto livello che i grandi network sono in grado di offrire. Ci si registra se si è interessati a vendere o ad affittare, e allo stesso modo a comprare o prendere in affitto. Si pubblica il proprio annuncio (in base agli standard definiti dal sito stesso) pagando 49 euro per un anno di pubblicazione e nessun altro tipo di provvigione o costo. I potenziali acquirenti (anch’essi registrati) manifestano il proprio interesse tramite il sito e gli Esperti HomePal “assistono” l’interessato in tutte le fasi, fino a giungere alla visita fisica dell’immobile, che viene condotta dallo stesso proprietario (o da una persona scelta dallo stesso).

HomePal si occupa eventualmente anche delle fasi successive, per esempio fornire le misurazioni esatte, la documentazione necessaria e rispondere a eventuali domande e dubbi dell’acquirente, ricevere e trasmettere l’offerta al proprietario. Se la transazione va in porto, l’unico costo a carico dell’acquirente è pari a 690 euro in caso di acquisto o 190 euro in caso di locazione, indipendentemente dal valore dell’immobile, un risparmio di certo notevole rispetto all’intermediazione immobiliare classica.

Punta invece sulla garanzia di vendita in 30 giorni e a un prezzo garantito Casavo. Grazie alla propria piattaforma tecnologica alimentata da una grande mole di dati e da algoritmi intelligenti, riesce a fornire valutazioni precisissime del prezzo di mercato degli immobili in sole 24 ore e acquista entro 30 giorni a un prezzo garantito. Il concetto è davvero semplice: Casavo non agisce come intermediario ma come acquirente. È l’azienda stessa, infatti, che acquista l’immobile versando la cifra concordata che sarà offerta in maniera totalmente innovativa, poiché il prezzo verrà calcolato da speciali algoritmi dando una valutazione precisissima dell’immobile. Se si arriva alla vendita, Casavo viene remunerata per il suo servizio attraverso un 8% di sconto rispetto al valore di mercato dell’immobile (che peraltro non è negoziabile).

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