Consiglio superiore della magistratura (Csm): cos’è, cosa fa e come funziona

Cos’è il Consiglio superiore della magistratura? Il Csm è l’organo di autogoverno dei magistrati ordinaria. Serve a garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’ordine.

Consiglio superiore della magistratura (Csm): cos'è, cosa fa e come funziona

Cos’è il Consiglio superiore della magistratura? A cosa serve e da chi è composto?

Il Consiglio superiore della magistratura (in breve Csm) è un organo di rilievo costituzionale che regola, in totale autonomia, la magistratura ordinaria italiana.

In sostanza, il Csm amministra la giurisdizione e garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sia in funzione giudicante che requirente.

Il Consiglio superiore della magistratura adotta tutti i provvedimenti sullo status dei magistrati (assunzioni, trasferimenti, promozioni, ecc.), provvede al reclutamento dei magistrati ordinari, e, soprattutto, ne giudica la condotta ed applica le sanzioni disciplinari.

Consiglio superiore della magistratura: le funzioni

Come abbiamo anticipato, il Csm è l’organo di autogoverno della magistratura e, come tale, si occupa di tutte le questioni giurisdizionali, assicurando l’indipendenza e l’autonomia della categoria.

La funzione del Consiglio superiore della magistratura (previsto dagli articoli 101 e 110 della Costituzione) è in sostanza quella di governare la magistratura ordinaria nella sua interezza, sia penale che civile. Invece i magistrati amministrativi, contabili e militari hanno distinti organi di governo.

Il Csm controlla, gestisce e predispone le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti e le promozioni dei magistrati e provvede anche ad applicare le sanzioni disciplinari, ove necessario.

Per sintetizzare, le funzioni di autogoverno del Csm sono:

  • gestire il piano di assunzioni, sempre attraverso il concorso pubblico;
  • assegnare gli incarichi e le promozioni;
  • decidere sulle domande di trasferimento;
  • attribuire sussidi ai magistrati e alle loro famiglie;
  • comminare i procedimenti disciplinari;
  • nominare i magistrati della Corte di Cassazione;
  • nominare e revocare i magistrati ordinari.

I provvedimenti di autogoverno del Consiglio sono ricorribili al Tar Lazio in primo grado ed in secondo grado al Consiglio di Stato. Tuttavia si applica un’eccezione in caso di provvedimenti disciplinari: questi ultimi, infatti, possono essere impugnati solo con ricorso per Cassazione.

Consiglio superiore della magistratura: la composizione

Il Csm si compone di 27 membri, di cui 24 elettivi e 3 di diritto, che sono il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente della Corte di Cassazione ed il Procuratore generale della Cassazione.

I membri elettivi sono selezionati nel modo seguente:

  • viene eletto dal Parlamento in seduta comune (i c.d. membri laici);
  • viene eletto dagli stessi magistrati ordinari (i c.d. membri togati).

Ai sensi della legge n. 44 del 2002, nei ⅔ dei membri togati devono essere riservati 2 seggi ai magistrati della Corte di Cassazione, 4 seggi ai magistrati in funzione di Pubblico ministero e 10 ai giudici. Invece i membri eleggibili dal Parlamento devono essere scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di esperienza nella professione.

Una volta eletti, i membri del Csm restano in carica per 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili. La votazione avviene a maggioranza qualificata di ⅗ dei componenti nei primi due scrutini e di 3/5 dei votanti a partire dal terzo.

Il Csm, una volta insediato, elegge tra i membri laici il proprio Vice Presidente che ha la funzione di presiedere alle decisioni quando non è richiesta la partecipazione del Presidente della Repubblica (che la presiede solo in circostanze particolari).

Consiglio superiore della magistratura: come lavora?

Il Consiglio Superiore della Magistratura si articola in Commissioni (che attualmente sono 8) che hanno funzioni istruttorie e di proposta.

Il Csm si avvale anche di un’Adunanza Plenaria, detta plenum, alla quale competono poteri deliberativi. L’Adunanza è presieduta dal Vice Presidente oppure dal Presidente/Capo dello Stato e vi partecipano tutti i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, quindi sia i componenti laici che quelli togati, il Primo Presidente ed il Procuratore generale della Corte di Cassazione.

Esiste anche una Sezione Disciplinare che si occupa delle questioni di natura giurisdizionale, le cui decisioni sono ricorribili per Cassazione. La Sezione Disciplinare delibera con la partecipazione di tutti e 6 i componenti: 4 togati e 2 laici, di cui uno è il Vice Presidente del Csm.

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