Coronavirus Italia: quanto sono aumentati i contagi in un mese? I numeri

Aumentano i positivi al coronavirus in Italia: ecco quanto sono saliti i nuovi contagi da COVID 19 da fine luglio a inizio settembre e come leggere i dati del bollettino.

Coronavirus Italia: quanto sono aumentati i contagi in un mese? I numeri

Il coronavirus in Italia torna a crescere: ma di quanto sono aumentati in un mese il numero dei contagi? La differenza tra fine luglio e inizio settembre evidenzia una curva dei nuovi contagiati e degli attualmente positivi in salita, complice anche l’alto numero di controlli e tamponi effettuati.

La fine delle vacanze ha infatti coinciso con il rientro dalle principali località di mare, come il caso della Sardegna, che ha portato alla scoperta di nuovi positivi (molti asintomatici) e alle procedure di controllo al fine di prevenire nuovi focolai e spezzare le catene di contagio.

Ma di quanto sono aumentati i contagi di COVID-19 in Italia e cosa significano i numeri di oggi? Ecco il punto della situazione sull’attuale numero di nuovi contagiati, ricoveri e sull’afflusso di pazienti in terapia intensiva.

Coronavirus: ecco di quanto è aumentato il numero di nuovi contagi in Italia

Prendiamo in esame l’ultimo periodo estivo e in particolare l’arco di tempo che ha coinciso con il nuovo boom dei contagi, confrontando il periodo che va dal 31 luglio al 1 settembre 2020.

Prendendo in esame i bollettini coronavirus del Ministero della Salute, rispetto alla fine di luglio e i primi di settembre abbiamo la seguente differenza:

31 luglio 2020

  • attualmente positivi: 12422
  • ricoveri in ospedale: 716
  • terapia intensiva: 41

1 settembre 2020

  • attualmente positivi 26754 (+115%)
  • ricoveri in ospedale: 1380 (+93%)
  • terapia intensiva: 107 (+161%).

Siamo di fronte a una crescita esponenziale, diretta conseguenza forse di un allentamento generale delle misure e dei molti spostamenti fatti tra Nord e Sud: non dimentichiamo infatti come la Lombardia risulti ancora tra le regioni con il più alto numero di pazienti positivi, a cui è seguita la crescita del Lazio che sale sul podio delle regioni con più alto numero di contagi.

Coronavirus: i contagi tornano a crescere? Come leggere i dati

È vero: i contagi sono aumentati ed è un dato innegabile. Ma sono aumentati anche i controlli, ovvero i tamponi effettuati.

Questo ha permesso un’attività di screening più capillare e quindi una maggiore rilevazione dei nuovi casi: rispetto al fine luglio, il cui ultimo giorno si riportano 68 mila tamponi, ne vengono ora effettuati quasi 100 mila al giorno. Più tamponi vengono fatti più aumenta la possibilità di scovare nuovi positivi, specialmente asintomatici (che spesso fungono da vettori inconsapevoli del virus, contagiando altri involontariamente).

Il dato da tenere conto è l’aumento dei ricoverati in ospedale, che necessitano di reparti specializzati, e in terapia intensiva: un loro aumento potrebbe riportare l’Italia a misure draconiane rivolte a evitare il collasso delle strutture ospedaliere (anche se rispetto a inizio marzo la situazione è differente, il Paese è più preparato e un nuovo lockdown è da escludersi).

In proporzione al numero dei tamponi effettuati il numero dei contagi permette di stare relativamente tranquilli, per il momento (la scorsa primavera infatti i tamponi scarseggiavano e il numero dei contagiati/ricoverati/morti era spaventosamente più alto per il numero esiguo dei test applicati).

Certo, non è da sottovalutare l’effetto domino: un numero di contagi alto indica che il virus non si è ancora arreso e resta quindi fondamentale la parte del singolo cittadino che deve continuare a rispettare le regole e il distanziamento sociale. Solo in questo modo la curva dei contagi potrà arrestarsi ulteriormente e smettere di spaventare.

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