Coronavirus: Conte e altri 8 leader chiedono i Coronabond

L’Italia e altri 8 Paesi hanno elaborato una lettera per chiedere a gran voce l’adozione dei Coronabond. La Germania è contraria, la BCE è favorevole (ma ad alcune condizioni).

Coronavirus: Conte e altri 8 leader chiedono i Coronabond

Nove leader europei, tra i quali il Premier italiano Giuseppe Conte, hanno firmato una lettera congiunta per chiedere la creazione dei “Coronabond”.

In vista del vertice europeo di domani, giovedì 26 marzo, i rappresentanti di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo hanno scritto una lettera per sostenere la creazione di obbligazioni comuni ai Paesi europei i cui proventi serviranno a coprire le enormi spese necessarie a fronteggiare il Coronavirus.

La lettera giunge il giorno dopo che l’Eurogruppo ha bocciato la proposta di istituire i Coronabond a causa della contrarietà espressa dalla Germania e da altri Paesi del Nord Europa.

Coronabond: il testo della lettera

“Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di un’ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. […] In particolare dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da un’istituzione europea per raccogliere fondi sul mercato”, riporta la lettera relativa la richiesta di istituzione dei Coronabond.

“Questo strumento di debito comune (il Coronabond, ndr) dovrebbe avere dimensioni sufficienti e una lunga scadenza per essere pienamente efficiente ed evitare rischi di roll-over”, riporta la lettera indirizzata al presidente dei leader Ue e presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

“Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poiché stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti”.

Coronabond: l’ostacolo è rappresentato dalla Germania

L’opposizione all’istituzione di titoli di debito comune ai Paesi europei, i Coronabond, è rappresentata dalla Germania. Recentemente, il Ministro dell’economia tedesco, Peter Altmaier, ha definito la questione «un dibattito fantasma».

“È meglio andarci cauti–ha detto Altmaier nel corso di un’intervista concessa alla testata Handesblatt - quando vengono presentati concetti che in apparenza sembrano geniali, ma che in realtà sono solo una riedizione di concetti vecchi già respinti".

Coronabond: la BCE è favorevole

A favore dell’emissione di Coronabond è anche Christine Lagarde. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il n.1 della Banca Centrale Europea nella videoconferenza di ieri avrebbe espresso parere favorevole a questo tipo di misura.

Il via libera della BCE ai Coronabond è però condizionato al fatto che si tratti di una misura “una tantum”.

Anche i sindacati chiedono i Coronabond

Un appello affinché i Paesi europei adottino i Coronabond è arrivato anche dalla ETUC, la Confederazione Europea dei Sindacati (European Trade Union Confederation).

In una nota, il Segretario generale dell’ETUC, Luca Visentini, ha rilevato che “è arrivato il momento di lanciare i Coronabond” poiché l’Europa “rischia una recessione anche maggiore di quella che ha seguìto la crisi finanziaria 2008-9 e quindi ha bisogno di investire nella promozione dei posti di lavoro e dell’economia”.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Coronabond

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.