Coronavirus: ecco come ucciderà davvero

Dopo settimane con migliaia di positivi e ospedali vuoti il Coronavirus è ormai pericoloso quanto una comune influenza. Nonostante questo ha già creato i presupposti per produrre migliaia di morti nei prossimi mesi, ecco come.

Coronavirus: ecco come ucciderà davvero

Nei giorni scorsi Money.it ha intervistato in diretta video (la registrazione è disponibile qui) il dott. Davide Croce, Direttore del Centro sull’Economia e il Management in Sanità e nel Sociale della LIUC Business School ed il dott. Carlo Palermo segretario nazionale Anaao Assomed, il tema: l’impatto del Covid-19 sui pazienti affetti da altre patologie.

Il quadro generale uscito dall’intervista è decisamente cupo e riassumibile in due punti principali:

  1. La mancata erogazione di prestazioni mediche sta avendo e continuerà ad avere un forte impatto sulla popolazione generale con altri problemi medici, con inevitabili morti da mancato trattamento e/o mancata diagnosi.
  2. L’inadeguatezza delle risorse economiche nella sanità pubblica che si trasforma in carenza di personale e quindi in mancata capacità di risposta a situazioni emergenziali come quella venutasi a creare quest’anno.

I due fattori sono ovviamente collegati e, secondo le dichiarazioni del dott. Palermo, hanno radici già negli anni passati quando «la sanità è stata usata come bancomat per trovare le risorse necessarie a gestire gli equilibri di bilancio che la Comunità Europea ci richiedeva», una decisione politica che ci ha portati ad avere posti letto pro capite decisamente inferiori ad altri Paesi come, ad esempio, la Germania.
Ai posti letto sono ovviamente accompagnate le carenze in termini di organico: dal 2010 ad oggi la sanità pubblica ha persone 6.000 unità su un totale di 42.000.

Sempre secondo il dott. Palermo le cifre delle prestazioni «perdute» in questi mesi di lockdown e riorganizzazione ospedaliera attorno all’emergenza Covid: 13 milioni di visite specialistiche accumulate, 310.000 ricoveri ordinari rimandati, tra 500.000 e 600.000 interventi chirurgici di elezione rinviati, 4 milioni di screening (particolarmente importanti in campo oncologico) non eseguiti e che porteranno per forza di cose a mancate diagnosi precoci con relativo aumento della mortalità per tali malattie.

Secondo il dott. Croce le liste di attesa si sono allungate di mesi, in alcuni casi oltre l’anno, e sarà impossibile recuperare dato che ancora oggi si viaggia al 50% della capacità pre-covid a causa della maggiore complessità delle procedure dovuta alle precauzioni relative al Coronavirus. Questo però si traduce in un ulteriore accumulo delle prestazioni da erogare tanto che il Dott. Palermo invoca l’utilizzo del MES proprio per procedere a un immediato potenziamento del sistema sanitario.

Nei prossimi mesi il Covid continuerà a produrre danni ingenti alla capacità di intervento del sistema sanitario anche continuando a non portare le terapie intensive all’intasamento: secondo il dott. Croce «non sarà possibile distinguere a priori il paziente Covid da un paziente con una normale influenza, questo significa che tutta una serie di casi che fino allo scorso anno si sarebbero presentati spontaneamente in pronto soccorso quest’anno dovranno essere raggiunti da un’autoambulanza con personale adeguatamente attrezzato, togliendone la disponibilità o comunque ritardando l’intervento per eventuali pazienti che nello stesso momento dovessero avere, per esempio, un infarto».

Insomma il Covid è più pericoloso per gli effetti che ha avuto e avrà sul sistema sanitario e sociale (non dimentichiamo che l’enorme impatto sul PIL provocherà per forza di cose più disoccupazione, quindi meno redditi, quindi minor capacità economica di curarsi anche attraverso il sistema privato).

E’ importante sottolineare come in questo il Coronavirus sia solo un agente passivo: i veri danni li stiamo facendo noi esseri umani con una gestione del tutto inadeguata dell’intera vicenda sia da quando è esplosa che negli anni precedenti quando decisioni politiche scellerate hanno gettato le basi per la crisi del sistema sanitario alla prima sollecitazione importante. Non fa ben sperare in questo senso la nomina di Mario Monti come consulente per l’OMS per la gestione dei sistemi sanitari post-pandemia trattandosi della stessa persona a capo del governo italiano quando queste decisioni furono prese.

Nel frattempo le esigue risorse disponibili vengono spese in misure di contenimento discutibili come i famosi «banchi a rotelle» del ministro Azzolina che, a quanto pare, il commissario Arcuri sta acquistando con commesse dirette fuori bando “per evitare polemiche politiche”. Nonostante questo i banchi, posto che possano mai essere utili per la lotta contro un virus, non arriveranno prima di fine ottobre.
Tutte risorse che si sarebbero potute e dovute spendere per il potenziamento del sistema sanitario al fine di garantire tutte le prestazioni necessarie alla salute della popolazione nel suo complesso. L’unica cosa certa ad oggi relativamente al Coronavirus è che ci lascerà con una sanità peggiore di quando è arrivato e produrrà di conseguenza negli anni centinaia di migliaia di decessi causati dalla nostra risposta inadeguata e insistita nel tempo piuttosto che dall’azione diretta del virus.

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