Coronavirus: ddl di una regione italiana in deroga all’orario di chiusura di bar e ristoranti previsto dal DPCM

Sono tanti i governatori che hanno contestato le misure anti COVID-19 previste dal DPCM del 24 ottobre 2020. Uno di essi, in particolare, sta preparando un disegno di legge in deroga, come risponderà il Governo?

Coronavirus: ddl di una regione italiana in deroga all'orario di chiusura di bar e ristoranti previsto dal DPCM

L’ultimo DPCM del 24 ottobre 2020 firmato dal governo Conte per contrastare la diffusione del coronavirus, tra le altre cose, ha imposto la chiusura di bar, ristoranti e attività similari per le ore 18:00, domenica compresa. Proteste e manifestazioni da parte dei commercianti particolarmente colpiti non sono mancati in Italia, ma l’esecutivo sembra non voler fare nessun passo indietro.

Disegno di legge in deroga al DPCM

Ma c’è anche un presidente di regione che si oppone concretamente alle suddette misure restrittive, si tratta di Nello Musumeci, governatore della Sicilia che tramite un disegno di legge, ha intenzione di spostare l’orario di chiusura di bar, ristoranti, pizzerie e similari, dalle ore 18:00 alle 22:00 o più probabilmente alle 23:00.

Il ddl sarà pronto in giornata, così afferma Musumeci a Tgcom24, poi toccherà al Parlamento della Sicilia decidere se approvarlo o rimandarlo al mittente. Ma è possibile applicare misure di natura estensiva, rispetto alle norme anti COVID-19 definite dal DPCM del 24/10/2020? Musumeci auspica che in caso di approvazione del disegno di legge, il governo Conte conceda una deroga per la Regione Sicilia.

Il governatore fa presente che a differenza che in altri luoghi d’Italia, in Sicilia le persone sono abituate a cenare intorno alle 21:00, tanto che i ristoranti restano aperti anche dopo mezzanotte. Musumeci trova contraddittorio concedere l’asporto fino a tarda sera, persone che fanno la fila in piedi costituiscono un pericolo di contagio maggiore rispetto alle stesse sedute al tavolo che rispettano le misure anti COVID-19.

Il Presidente della Sicilia chiede a Conte anche di fare dietrofront sulla chiusura di cinema e teatri, ma anche delle palestre, tutti luoghi dove i posti sono assegnati e permettono di rispettare le misure contro la diffusione del coronavirus.

Il Governo terrà conto delle prerogative della Regione Sicilia? Se dovesse farlo, si creerebbe un precedente che potrebbe portare anche altre regioni a chiedere la stessa o altre deroghe, sminuendo di fatto, il potere del governo nazionale.

Altri governatori contro il DPCM del 24 ottobre 2020

Nello Musumeci non è l’unico a contrastare le misure restrittive previste dall’ultimo DPCM. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, sostiene che la popolazione deve imparare a convivere con il virus, e che soprattutto la chiusura dei ristoranti alle ore 18:00 è troppo penalizzante.

Il governatore della Toscana Eugenio Giani, sostiene che i ristoranti dovrebbero restare aperti, almeno fino alle 22:00. Molto critico sul DPCM anche il presidente del Veneto Luca Zaia, che non capisce perché un museo debba restare aperto e un ristorante no.

Mai come in questa occasione, un DPCM del governo è stato così contestato dalle regioni, ma anche dalle categorie colpite e in seno alla maggioranza, con protagonista Matteo Renzi che ha aspramente contestato il Premier, difeso poi da Zingaretti. Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore e giorni.

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