Coronavirus: cosa si può e non si può fare

Cosa si può fare durante l’emergenza coronavirus e cosa, invece, è vietato? In questa guida le attività consentite e quelle proibite dopo l’ultimo decreto.

Tutta Italia è coinvolta nell’emergenza coronavirus, e da Nord a Sud valgono le stesse misure restrittive: vietato uscire se non per comprovati motivi di salute, lavoro o necessità. Correre, passeggiare e portare a spasso il cane è permesso ma solo in prossimità della propria abitazione, senza poter uscire dal quartiere. Anzi, in alcune Regioni l’attività sportiva all’aperto è vietata in modo assoluto (ad esempio in Campania).

Da quando la COVID-19 è arrivata anche da noi, sono state prese molte misure di prevenzione e contenimento e quindi è facile fare confusione su cosa si può e cosa non si può fare. Lo spieghiamo in questo articolo in maniera dettagliata, rispondendo alle domande più comuni. Ecco cosa si può fare e cosa, invece, no dopo le ultime ordinanze.

Coronavirus: cosa non si può fare

La domanda che in questi giorni attanaglia tutti gli Italiani, da Nord a Sud, giovani e anziani, è una: cosa si può fare e cosa è vietato? Non è facile dare una risposta esaustiva perché i decreti con le misure di prevenzione contro il virus sono spesso vaghi e imprecisi. Cerchiamo allora di rispondere ai dubbi più comuni. Ecco cosa NON si può assolutamente fare:

  • vietato uscire di casa per chi è sottoposto a misura di quarantena in quanto positivo al test del coronavirus. Il periodo di isolamento viene stabilito dal medico curante;
  • chi ha sintomi influenzali - anche diversi da quelli della COVID-19 deve comunque restare in casa e aspettare la completa guarigione;
  • in caso di febbre o altri sintomi che possono far sospettare un contagio da coronavirus, non si può andare personalmente in Pronto soccorso, poiché c’è il rischio di contagiare altre persone. Piuttosto bisogna chiamare il medico curante e chiedere la visita a domicilio. In tutti gli altri casi in cui è necessario recarsi in Pronto soccorso (ad esempio una frattura), gli accompagnatori dell’infortunato non possono sostare nella sala d’aspetto;
  • vietato andare a trovare in Ospedale parenti e amici immunodepressi ed è fortemente consigliato evitare le visite, anche in casa, alle persone anziane (i nonni sono i soggetti più esposti al rischio);
  • vietati gli assembramenti nei luoghi pubblici, quindi in strada e nei parchi cittadini;
  • vietato andare in ristoranti, pub e bar che sono chiusi;
  • vietato andare in palestra e in piscina (chiuse fino al 3 aprile), fare allenamenti sportivi e ogni attività che implica contatti ravvicinati;
  • vietato recarsi a mostre e musei, anche loro chiusi fino al 3 aprile 2020;
  • vietato andare a messa e ogni altro evento aggregativo di tipo religioso;
  • vietato correre e fare sport nei parchi e nelle ville comunali. Si può correre e passeggiare solo nei pressi della propria abitazione. Stessa cosa vale per chi porta a spasso il cane;
  • vietato spostarsi in un altro Comune se non per motivi di salute, lavoro, necessità e assoluta urgenza.

Come previsto nell’ultimo decreto contro il coronavirus, gli spostamenti sono consentiti solo per tre motivazioni:

  • comprovate ragioni di lavoro;
  • motivi di salute;
  • casi di necessità;
  • assoluta urgenza.

Chi si sposta nel territorio deve compilare e firmare un’apposita autocertificazione dove indica le proprie generalità e i motivi dello spostamento.

Prendere i mezzi pubblici: si può fare o non si può fare?

In molti si chiedono se le direttive del Governo prevedono anche il divieto di prende metropolitane, treni, autobus, tram e aerei. Precisiamo che prendere i mezzi pubblici si può fare, ma sempre rispettando le distanze di sicurezza ed evitando il contatto con gli altri passeggeri. I mezzi pubblici, infatti, sono necessari a garantire il trasporto dei lavoratori che non possono beneficiare dello smart working. Per quanto riguarda il traffico aereo, questo è consentito se i motivi dello spostamento sono tra quelli indicati dal Governo (lavoro, salute e necessità). In ogni caso, prima di partire per l’Estero è caldamente consigliato verificare le condizioni del Paese di destinazione. Anche se i mezzi pubblici sono in funzione, l’invito delle Autorità è farne uso solo per motivi urgenti e se non è possibile raggiungere il luogo in altro modo. Ogni città, inoltre, potrebbe aver ridotto o modificato discrezionalmente le fasce orarie di metropolitane, tram e autobus.

Fare una passeggiata: si può fare o non si può fare?

Posto che è vietato andare in un altro Comune senza che ci sia un valido motivo, si può fare una passeggiata nel quartiere, in riva al mare, in montagna o al parco? Su questo punto c’è sempre stata molta incertezza, adesso però il quadro è chiaro: sono ammesse brevi passeggiate e corse all’aperto, ma solo se avvengono nelle vicinanze della propria abitazione e da soli. Vietato allontanarsi dal quartiere. regole più severe per Lombardia, Campania e Veneto dove le passeggiate e lo sport all’aperto o sono completamente vietati oppure devono rispettare il limite dei 200-300 metri da casa.

Coronavirus, “Io resto a casa”: cosa si può fare?

Ora che abbiamo visto cosa è vietato, vediamo cosa si può fare fino al 3 aprile 2020. Sempre nel rispetto delle misure di prevenzione indicate, si può:

  • uscire per fare la spesa o andare in farmacia, evitando il contatto e facendo la fila ad un metro di distanza dagli altri;
  • andare al lavoro, a meno che l’azienda non abbia concordato lo smart working;
  • prendere i mezzi pubblici se indispensabile;
  • svolgere commissioni ordinarie se necessarie, ad esempio andare alle Poste e in banca, ma preferire le operazioni online, dove possibile;
  • recarsi dal medico o al Pronto soccorso se ci sono comprovati motivi di salute (diversi dai sintomi del coronavirus).

L’invito è di stare in casa il più possibile. Questa può essere l’occasione per riscoprire la passione della lettura, vedere film sulle piattaforme streaming o spolverare i giochi da tavolo e divertirsi in famiglia.

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