Coronavirus, bambini più infettivi degli adulti: preoccupa il nuovo studio

I bambini trasportano una carica virale molto più alta rispetto agli adulti: ecco cosa hanno scoperto i ricercatori mentre nel mondo si assiste a nuovi picchi di contagi.

Coronavirus, bambini più infettivi degli adulti: preoccupa il nuovo studio

Mentre tiene banco la discussione sulla riapertura delle scuole dal 14 settembre, un nuovo studio mette in allarme: bambini e ragazzi sono più contagiosi degli adulti.

Si tratta di un ulteriore tassello a sostegno del fatto che i più piccoli non solo possono contrarre il virus anche in forme gravi, ma sono più infettivi di quanto si pensasse all’inizio della pandemia, quando i più colpiti erano gli anziani.

Bambini diffondono coronavirus più rapidamente

Secondo un recente studio condotto su 192 soggetti di età compresa tra 0 e 22 anni pubblicato sul Journal of Pediatrics, 49 bambini sono risultati positivi al Covid-19 e altri 18 sono stati inclusi nello studio dopo la diagnosi di sindrome infiammatoria multisistemica, una grave malattia correlata al virus che può svilupparsi settimane dopo.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini infetti avevano un livello significativamente più alto di virus nelle vie aeree rispetto agli adulti ricoverati in terapia intensiva per Covid-19. Lo studio suggerisce che i bambini possono trasportare un’alta carica virale ed essere quindi molto più contagiosi, indipendentemente dalla loro suscettibilità a sviluppare l’infezione.

“Contrariamente a quanto credevamo, sulla base dei dati epidemiologici, i bambini non sono risparmiati da questa pandemia”, ha detto il dottor Alessio Fasano, direttore del Mucosal Immunology and Biology Research Center del Massachussetts General Hospital e tra gli autori della ricerca. “Se nelle prime fasi della pandemia i bambini sono stati in gran parte trascurati è perché presentavano sintomi molto lievi”, ha spiegato.

L’American Academy of Pediatrics ha aggiornato le sue linee guida e sostiene che i bambini sotto i 10 anni potrebbero avere meno probabilità di contrarre e diffondere l’infezione, mentre quelli di età pari o superiore ai 10 anni potrebbero diffonderla esattamente come gli adulti.

Di recente sono state sollevate preoccupazioni su un aumento inspiegabile di casi di diabete di tipo 1 nei bambini con coronavirus: uno studio inglese ha rilevato che il tasso di diabete è quasi raddoppiato durante il picco della pandemia, facendo presumere che il virus possa attaccare le cellule del pancreas, importanti per la produzione di insulina. Risultati, questi, che dovranno essere sottoposti a ulteriori indagini.

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