Coronavirus: il piano di Conte in caso di seconda ondata in Italia

In un’intervista alla stampa francese il premier Conte si è detto molto fiducioso del piano di intervento del governo nel caso di una seconda ondata di Covid-19 in Italia.

Coronavirus: il piano di Conte in caso di seconda ondata in Italia

La paura di una seconda ondata di contagi in Italia prima del previsto è dietro l’angolo. L’aumento di nuovi casi e la scoperta di focolai da Nord a Sud spaventano, tanto che il Governo, dopo aver vietato gli ingressi a 13 Paesi, sarebbe pronto a emanare un nuovo DPCM il 14 luglio con cui ribadirà e inasprirà le misure anti-contagio relative all’uso di mascherina, assembramenti nei luoghi pubblici, discoteche e stabilimenti balneari.

Il timore è che il comportamento eccessivamente rilassato rispetto alle norme igienico sanitarie imposte, che sta causando un boom di contagi tra i giovanissimi, possa portate il virus a circolare prepotentemente anche prima dell’arrivo dell’autunno e della stagione influenzale.

Ma cosa succederà in Italia nel caso di una seconda ondata? Torneranno le misure di lockdown con cui abbiamo convissuto per 3 mesi e si fermerà tutto di nuovo? Le notizie che giungono dal mondo ci portano a chiederci quali sarebbero le ripercussioni di una nuova ondata di casi nel nostro Paese. Ad anticiparlo è stato proprio Giuseppe Conte.

Conte: ecco cosa faremo in caso di seconda ondata

In un’intervista esclusiva rilasciata qualche settimana fa all’agenzia francese AFP, il premier Giuseppe Conte ha parlato di come interverrà l’Italia nel caso di una seconda ondata di infezioni.

“Noi abbiamo potuto allentare le restrizioni e superare il lockdown perché abbiamo elaborato un piano nazionale che in questo momento, sulla base di una ventina di parametri, ci consente di monitorare la curva epidemiologica su singoli territori. Mi sento molto fiducioso di poter reggere una eventuale seconda ondata senza dover ricorrere alle misure radicali adottate in passato. Interverremo in modo circoscritto”.

Nel corso dell’intervista Conte ha ripercorso le prime fasi dell’epidemia in Italia, quei primi giorni da bollettini disastrosi, ma non solo: la conversazione ha toccato anche altri temi di grande interesse nazionale e internazionale, dal movimento Black Lives Matter e il razzismo che, ha detto, “deve essere assolutamente condannato e bisogna agire con politiche inclusive per evitare persone ai margini e forme di discriminazione”, fino alla Brexit.

Coronavirus Italia: tra nuovo DPCM e proroga stato emergenza

Le norme anti-contagio emanate con l’avvio della Fase 3 in Italian scadono martedì 14 luglio. Stando alle indiscrezioni il Governo sarebbe pronto a prorogarle oltre quella data e ad apportate alcuni ritocchi. Cosa cambia dal 14 luglio? Resterà in vigore l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi e nelle circostanze in cui non si può garantire il distanziamento sociale; i locali dovranno mantenere un registro dei clienti per 15 giorni; le discoteche potrebbero rimanere ancora chiuse (la decisione ultima spetterà alle singole Regioni); vietati gli assembramenti con maggiori controlli nei luoghi della movida e sulle spiagge. Qui gli stabilimenti saranno chiamati a rispettare - laddove non lo abbiano già fatto - le distanze di sicurezza tra ombrelloni e lettini. Infine dal 14 luglio l’Italia estenderà il divieto di ingresso per chi viene da 13 Paesi a rischio con possibilità di includere nella lista altri 3 Stati. Chi viene dagli Stati Uniti ha obbligo di quarantena per 14 giorni.

Quanto alla proroga dello stato d’emergenza, la data sarebbe anticipata rispetto a quanto precedentemente annunciato. Le nuove ipotesi parlano del 31 ottobre anziché del 31 dicembre, ma il Governo non ha preso ancora nessuna decisione.

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