Coronavirus Italia: è boom contagi tra under 18. Cosa aspettarsi?

In Italia focus sull’età media dei contagiati. Crescono, infatti, gli under 18 positivi al coronavirus. In questo scenario, cosa aspettarsi per la sicurezza sanitaria del Paese?

Coronavirus Italia: è boom contagi tra under 18. Cosa aspettarsi?

Il coronavirus in Italia entra in una nuova fase e colpisce soprattutto i giovani.

A dirlo sono le nuove statistiche dell’Istituto Superiore della Sanità, che ha registrato un vero e proprio boom di positivi tra gli under 18. Il loro numero è addirittura quintuplicato se messo in confronto con l’inizio dell’epidemia.

Colpa di movida, assembramenti facili o di una campagna di tamponi più diffusa? Qualunque sia l’origine della statistica, il quadro epidemiologico sta cambiando nel nostro Paese.

Con più under 18 positivi al coronavirus, cosa aspettarsi nelle prossime settimane?

Allarme contagi tra gli under 18: i dati

L’aggiornamento sulla situazione anagrafica dei contagi in Italia è arrivato dall’Istituto Superiore della Sanità, con dati chiari: stanno aumentando i giovani affetti da coronavirus.

I numeri generali sull’età media dei positivi registrati finora nel nostro Paese continua a essere sbilanciato verso gli “anziani”, con 61 anni di media. Se però, vengono estrapolate le cifre dell’ultimo mese c’è la sorpresa: l’età media diventa, infatti, 47 anni.

Questo significa che almeno da metà giugno si è verificata un’impennata di casi tra persone molto più giovani, che hanno di fatto permesso il tracollo dell’età media. Nello specifico, sono stati contagiati molti più ventenni e trentenni.

Non solo, con un certo stupore - e allerta - l’ISS ha evidenziato il rialzo evidente di positivi tra gli under 18. Gli adolescenti infettati dal coronavirus nell’ultimo mese sono il 9,48% del totale, contro la percentuale pari al 2% dell’intero periodo di epidemia.

C’è stato, quindi, un boom, con numeri quintuplicati tra i giovanissimi positivi con meno di 18 anni. Da sottolineare, inoltre, che dall’inizio della pandemia in Italia fino a oggi i contagiati con meno di 50 anni rappresentano il 30%. La percentuale balza al 55,5% se si considera soltanto l’ultimo mese.

Esiste, quindi, un nuovo allarme sulla diffusione del coronavirus in Italia?

Più giovani contagiati in Italia: cosa aspettarsi?

La novità sull’andamento epidemiologico in Italia, con una maggiore percentuale di giovani contagiati, non stupisce poi molto e, per certi versi, non è un fatto in sè così grave.

Questo perché i dati continuano a evidenziare pochi casi davvero critici e rari decessi tra i positivi con età bassa. Tra le morti per coronavirus, fino a giugno solo 20 hanno riguardato persone con meno di 29 anni.

Lo scenario è stato riassunto nel Messaggero da Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani:

“L’abbassamento dell’età media dei nuovi positivi è evidente. Questo da una parte ci preserva da un incremento dei casi gravi, dall’altra deve invitare tutti ad atteggiamenti prudenti”

L’allerta comunque deve esserci. Come spiegato dall’esperto, infatti, più persone giovani contagiate significa mettere lo stesso a rischio anche la popolazione fragile.

Il coronavirus, infatti, circola con grande facilità e potrebbe arrivare a infettare anziani e malati se gli under 18 non rispettano le regole. Inoltre, la preoccupazione c’è per l’inverno, “quando torneremo nei locali chiusi.”

Di nuovo, l’invito alla responsabilità sull’espansione del coronavirus è rivolto ai giovani.

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1 commento

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gps01 • 2 mesi fa

Prima di dire che il virus ha cambiato target, che ora è aggressivo anche sui giovani (perché rispettano meno le regole), qualche numero si potrebbe condividere? Quanti di questi giovani sono «sintomatici»? Quanti giovani sono ora sottoposti a tampone? Quanto è la % di under 18 positivi rispetto a quelli sottoposto a tampone? E quanto era a marzo-aprile la medesima percentuale? La % di giovani positivi sul totale dei positivi è ovvio che non va bene; per dare credito alle considerazioni si deve confrontare la % dei giovani positivi sul totale dei giovani indagati, e confrontare la percentuale di giugno-luglio. con quella di marzo-aprile e di maggio

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