A settembre in Italia 1.500 nuovi contagi al giorno: la previsione del modello matematico

L’Italia rischia una nuova ondata di casi, con una media di 1.500 contagi al giorno a fine settembre. Ecco la previsione di un modello matematico dell’Università di Genova.

A settembre in Italia 1.500 nuovi contagi al giorno: la previsione del modello matematico

Coronavirus: l’Italia rischia a settembre una media di 1.500 casi al giorno e di 1.000 già a fine agosto. A rivelarlo è il modello matematico messo a punto da Flavio Tonelli, Andrea De Maria e Agostino Banchi, tre accademici dell’Università di Genova.

Secondo tale previsione si potrebbe quindi andare incontro a un nuovo lockdown che, però, a differenza di quello di marzo e aprile, sarebbe circoscritto ai territori più colpiti dal contagio.

Un quadro che conferma le parole di Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, dei giorni scorsi, il quale prospettava entro qualche settimana la possibilità di un aumento proprio fino a 1.000 nuovi positivi al giorno.

In Italia 1.500 nuovi casi al giorno, prevede il modello matematico

Proprio per evitare un simile boom di nuovi contagi, il governo sta correndo ai ripari con diverse misure che hanno fatto discutere nelle ultime ore.

Tra queste la chiusura delle discoteche e l’obbligo delle mascherine all’aperto dalle 18.00 alle 6.00 del mattino.

Norme che, nonostante le polemiche politiche, sembrano invece trovare l’approvazione della comunità scientifica e accademica italiana, cui diversi componenti prefigurano uno scenario più complicato e difficile da gestire già nel prossimo futuro.

Il prof. Enrico Bucci, biologo e ricercatore della Temple University di Philadelphia, in un’intervista rilasciata a La Repubblica sostiene che “La situazione attuale non è ancora fuori controllo” e che “probabilmente è analoga a quella di dicembre, quando il virus, senza che ce ne accorgessimo, si stava diffondendo tra la popolazione, soprattutto quella giovane che viaggiava per lavoro”.

L’obiettivo di evitare un nuovo lockdown

Come afferma il prof. Tonelli: “Il vantaggio rispetto a febbraio è che sono stati fatti molti progressi. Dai modelli previsionali, alle tecniche di tracciamento dei contagi, fino alle cure che permettono di gestire la maggior parte dei casi a domicilio anziché in ospedale”.

L’obiettivo dichiarato, secondo invece De Maria, è di “evitare che l’esplosione di focolai multipli ci riporti al lockdown” che porterebbe a dover “rincorrere ogni singolo focolaio ed evitare di mettere chi è stato esposto al virus ai domiciliari, in attesa dell’esito del tampone”.

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