COVID-19: un altro lockdown è possibile, ecco perché

COVID-19: in caso di peggioramento dei contagi il Governo potrebbe disporre un nuovo lockdown. Ma in questo caso sarebbe circoscritto nei territori più colpiti dalla pandemia.

COVID-19: un altro lockdown è possibile, ecco perché

Emergenza COVID-19: c’è il rischio di un secondo lockdown in autunno? La situazione relativa all’andamento della pandemia in Italia al momento sembra essere sotto controllo anche se la risalita dei contagi preoccupa in quanto potrebbe trattarsi dell’innesco per la seconda ondata.

La chiusura delle discoteche e l’obbligo di indossare la mascherina nelle ore serali dimostrano che il Governo intende prestare la massima attenzione ed evitare con ogni mezzo che ci possa essere una nuova emergenza sanitaria. Per questo motivo tra la gente si comincia a discutere della possibilità che, con la risalita dei contagi attesa già verso la fine dell’estate, ci possa essere un nuovo lockdown generalizzato.

Va detto che al momento dal Governo escludono categoricamente questa ipotesi, anche perché una nuova chiusura totale avrebbe ripercussioni molto gravi per l’economia del Paese già messa a dura prova nei mesi scorsi.

Tuttavia, non è escluso che ci possano essere dei lockdown territoriali, che andranno ad interessare solamente le zone più colpite e con il maggior numero di focolai.

Nuovo lockdown in Italia? È una possibilità, ma sarà territoriale

Il Governo vuole assolutamente evitare un secondo lockdown generalizzato, una chiusura che interesserebbe tutta Italia a prescindere dal numero dei contagiati in ogni zona. Una misura del genere sarà presa solamente come extrema ratio, ossia qualora la pandemia dovesse riprendere a correre con i ritmi di marzo scorso.

Tuttavia, il Governo - pur non volendo creare allarmismi - non esclude che possano essere istituite delle zone rosse circoscritte ai territori con il maggior numero di focolai. In questo modo il lockdown sarebbe solo per le zone più colpite dal coronavirus, salvaguardando quei territori dove l’andamento dei contagi è sotto controllo. Un lockdown generalizzato che a seconda della gravità della situazione potrebbe essere circoscritto a territori più o meno grandi.

E non è escluso che il lockdown potrebbe essere disposto per un’intera Regione, anche contro il parere dei singoli governatori.

D’altronde, il fatto che sia stato istituito il monitoraggio settimanale per ogni Regione dimostra che il Governo vuole essere aggiornato costantemente su cosa succede su ogni singolo territorio, così da poter prendere prontamente delle decisioni in caso di peggioramento della situazione. La chiusura “a macchia di leopardo”, quindi, sarebbe una soluzione di pronto impiego semmai ce ne fosse bisogno.

Nuovo lockdown in Italia: sarà il Governo a decidere sui singoli territori

Sembra che il Governo abbia intenzione di utilizzare il pugno duro contro i Governatori regionali. Lo Stato, infatti, sembra intenzionato a far valere la sua preminenza, senza farsi troppo condizionare dal protagonismo e dagli interessi dei Presidenti di Regione.

Qualora in una Regione il rischio contagi dovesse salire improvvisamente allora verranno prese decisioni, anche impopolari, per salvaguardare la salute dei cittadini: una chiusura - totale o parziale - che però sarà circoscritta al territorio della zona rossa.

Nuovi lockdown in Italia: c’è davvero il rischio?

L’ultimo bollettino ci dice che nella giornata di ieri in Italia ci sono stati 320 nuovi casi, con 14.867 persone attualmente positive. Di queste, 810 sono ricoverate con sintomi negli ospedali, di cui 58 in terapia intensiva.

Al momento la situazione appare sotto controllo, ma gli esperti ritengono che già per la fine di agosto i contagi potrebbero salire di 1.000 unità al giorno, per poi arrivare a 1.500 giornalieri a fine settembre con la riapertura delle scuole.

La situazione è ancora sotto controllo ma potrebbe comunque essere da innesco per la seconda ondata: è per questo motivo che nel caso in cui la situazione dovesse precipitare in singoli territori il Governo non si tirerà indietro dal disporre dei nuovi lockdown, questa volta circoscritti al territorio più colpito dalla pandemia.

Un lockdown che - è bene sottolineare - potrebbe coinvolgere anche le scuole presenti nelle zone rosse.

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