Coprifuoco: rischia di tornare anche in Italia?

Andrea Pastore

12 Novembre 2021 - 20:00

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I contagi aumentano in tutta Europa. L’Olanda vara un mini-lockdown, l’Italia tiene grazie ai vaccini: si rischia il coprifuoco?

Coprifuoco: rischia di tornare anche in Italia?

Il numero dei contagi da Coronavirus in Italia è in continuo aumento, anche se il tasso di positività in base ai tamponi effettuati rimane comunque basso.

Molti Paesi dell’Unione Europea stanno varando nuove restrizioni per mitigare la diffusione del virus - caso emblematico l’Olanda-; l’Italia rischia il lockdown, oppure il coprifuoco?

In realtà, la situazione sembra essere ancora sotto controllo, specie se comparata con quella dell’autunno scorso, quando il 6 novembre 2020 è entrato in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

La campagna vaccinale sembra aver dato i suoi frutti. Inoltre, dalla politica non arriva nessun segnale che faccia pensare ad una stretta imminente: anche se la situazione si aggrava ogni giorno che passa.

I dati della settimana

In base ai bollettini giornalieri pubblicati dal Ministero della Salute questa settimana, il tasso di positività calcolato dal rapporto tra nuovi casi giornalieri e numero di tamponi effettuati si aggira dall’1 all’1,7 %.

Alla data di ieri 11 novembre 2021, i ricoverati in terapia intensiva erano 423, mentre gli ingressi del giorno sono stati 34. I decessi registrati nella giornata di ieri sono 67. Il tasso di positività si è attestato intorno all’1,4 %: 8.569 casi su circa 600.000 tamponi.

Oggi i contagi sono 8.516 a fronte di circa 500.000 tamponi, il tasso di positività è cresciuto all’1,7 %. Le terapie intensive rimangono stabili: 445 i ricoverati e 47 gli ingressi del giorno.

Se si compie un paragone con i dati di novembre dell’anno scorso si nota come ci sia stato un netto miglioramento tra i due periodi presi in considerazione.

I nuovi contagi dell’11 novembre 2020 erano 32.961 a fronte di 225.640 tamponi effettuati: il tasso di positività era del 14%. Mentre le persone ricoverate in terapia intensive erano circa 3.000.

Considerando che il coprifuoco nazionale è entrato in vigore il 6 novembre 2020, dovremmo ancora avere un margine di tolleranza abbastanza alto. Inoltre, le zone gialle, ossia quelle con un gradino di rischio in più delle bianche, non prevedono il coprifuoco: dovrebbe essere imposto tramite atto avente forza di legge o Dpcm.

Il confronto con gli altri paesi

Anche rispetto ai nostri vicini europei siamo messi abbastanza bene.

In Olanda, ci sono stati 16.364 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore. Negli ultimi sette giorni 86.384 persone sono risultate positive, con una media di 12.341 al giorno.

In Germania, ieri si sono registrati 48.834 nuovi casi di Coronavirus, i decessi sono stati 191.

Anche il Regno Unito preoccupa: i casi registrati nella giornata di ieri erano 43.511, 200 i decessi riconducibili al Coronavirus.

La Francia ha registrato 12.643 nuovi contagi all’11 novembre 2021, 18 invece i decessi.

Rischiamo il lockdown o il coprifuoco?

Comparando le diverse situazioni dei paesi europei e del Regno Unito con l’Italia, nonché i dati di quest’anno con quelli dell’anno passato, possiamo affermare che, almeno per la prossima settimana, non dovrebbe esserci il rischio di passare in zona gialla; figuriamoci se verrà varato il coprifuoco.

Un dato incoraggiante è la larghissima adesione alla campagna vaccinale da parte dei cittadini italiani, circa l’83% ha completato il ciclo vaccinale. Anche grazie a questo, il rischio di restrizioni potrebbe non essere alle porte: visto che uno dei parametri che pesano di più è il tasso di occupazione delle terapie intensive.

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