Contributi lavoratori autonomi: guida alla sospensione

I lavoratori autonomi possono sospendere i contributi in alcuni casi prestabiliti dalla legge. Ecco la guida completa.

Contributi lavoratori autonomi: guida alla sospensione

Sospensione dei contributi di lavoratori autonomi: quando è ammessa? E quali sono le aliquote previste? - Come noto, i lavoratori autonomi, a differenza dei lavoratori subordinati, devono versare per proprio conto i contributi alla cassa previdenziale di appartenenza.

Ciò rappresenta una problematica di non poco conto quando il lavoratore autonomo è impossibilitato a lavorare perché in malattia o infortunato. Infatti, se il lavoratore subordinato è tutelato in caso di evento morboso che non permetta di prestare temporaneamente la propria attività lavorativa, o viene colpito da un evento di infortunio, lo stesso non può dirsi per il lavoratore autonomo.

Quest’ultimo, quindi, a prescindere se è in malattia o infortunato deve comunque versare i contributi. Tuttavia, di recente, il legislatore è venuto in aiuto agli autonomi che si trovino nelle predette situazioni.

Grazie al cd. “Jobs act dei lavoratori autonomi” (L. n. 81/2017) è possibile “congelare” temporaneamente i contributi dovuti per poi riprenderli in una fase successiva.

Ma quando è possibile farlo? Vediamo nel dettaglio cosa dice la legge in merito ai contributi dei lavoratori autonomi, aliquote e possibilità di sospensione.

Contributi lavoratori autonomi: le aliquote

I lavoratori autonomi pagano i contributi in base alle aliquote, che è un numero percentuale, da applicare sul reddito conseguito.

Le aliquote si differenziano in base alla categoria di lavoratore autonomo. Ad esempio, i lavoratori autonomi senza partita IVA iscritti alla Gestione separata INPS (i cd. “senza cassa”) scontano un’aliquota del 25,72%. Gli artigiani, diversamente, sono soggetti a un’aliquota del 24% sul minimale contributivo INPS, pari a 15.878 euro per l’anno 2019. Quindi, sono tenuti a pagare sempre un contributo annuo minimo a prescindere dai ricavi.

Contributi lavoratori autonomi: ambito applicativo

La legge, come detto, che prevede la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali è il cd. “Jobs act dei lavoratori autonomi”. L’art. 14 della Legge n. 81/2017 definisce innanzitutto l’ambito applicativo, ossia i professionisti ed i co.co.co.

Con il termine “professionisti” s’intendono:

  • le prestazioni lavorative da lavoro autonomo, ossia le opere rese ai sensi dell’art. 2222 cod. civ;
  • le professioni intellettuali (art. 2229 cod. civ.);
  • il contratto che ha per oggetto una prestazione d’opera intellettuale (art. 2230 cod. civ.);
  • i rapporti destinatari di disciplina speciale.

Pertanto, rimangono esclusi dalla possibilità di sospensione dei contributi: gli “imprenditori” ed i “piccoli imprenditori”.

Contributi lavoratori autonomi: quando possono essere sospesi

Per poter temporaneamente sospendere i contributi è necessario tenere conto innanzitutto della durata della malattia o infortunio. Se è di una gravità tale da comportare l’allontanamento dal lavoro per più di 60 giorni, si applica una sospensione per l’intera durata della malattia o dell’infortunio. In ogni caso, la sospensione opera fino ad un massimo di due anni.

Come avviene la ripresa dei versamenti contributivi dopo la sospensione? Bisogna pagare tutti i contributi una tantum? Sul punto, la legge stabilisce che il lavoratore autonomo può versare i contributi e premi sospesi in un numero di rate ben preciso, che corrisponde ai mesi di sospensione per tre. Quindi, considerato che la durata massima è di 2 anni, la dilazione può arrivare fino ad un massimo di 6 anni.

Contributi lavoratori autonomi: come richiedere la sospensione

Come richiedere la sospensione dei contributi? Nel caso del professionista bisogna in primo luogo indicare nel quadro RR, sez. II, l’importo della contribuzione sospesa, successivamente sospendere il versamento della contribuzione dovuta (saldo e/o acconto dovuto nel periodo di sospensione) e poi presentare all’Istituto Previdenziale una richiesta di sospensione tramite il “Cassetto previdenziale liberi professionisti”.

A questo punto è possibile effettuare il versamento in unica soluzione o richiedere la rateazione degli importi (con aggravio degli interessi legali) al termine del periodo di sospensione e comunque trascorsi 2 anni dall’inizio dell’evento.

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