Conte avanti con un governo di minoranza: cosa significa e come funziona

Alessandro Cipolla

20/01/2021

20/01/2021 - 07:45

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Dopo il voto di fiducia alla Camera e al Senato aseguito della crisi aperta da Italia Viva, per Giuseppe Conte si spiana adesso la strada per un governo di minoranza: ecco che tipo di esecutivo potrebbe essere.

Conte avanti con un governo di minoranza: cosa significa e come funziona

Resta sempre caotica la situazione politica in Italia, con Giuseppe Conte che ha superato lo scoglio del voto di fiducia prima alla Camera e poi al Senato grazie al soccorso dei costruttori.

Se alla Camera però i giallorossi hanno ottenuto una maggioranza assoluta anche senza i voti di Italia Viva, al Senato il pallottoliere si è fermato a quota 156 buono solo per la maggioranza relativa: il conto arriva a 157 considerando anche il 5 Stelle Castiello che causa Covid non ha potuto votare.

Considerando che a Palazzo Madama la maggioranza assoluta è di 161 senatori, Giuseppe Conte adesso dovrebbe salire al Colle per chiedere al Presidente Sergio Mattarella di poter andare avanti inizialmente con un governo di minoranza.

La speranza del Presidente del Consiglio è quella di rinfoltire le proprie fila nei prossimi giorni, con un nuovo gruppo parlamentare che possa accogliere altri responsabili per puntellare numericamente la sua maggioranza. Inizialmente però la strada da intraprendere sarà quello del governo di minoranza.

Cos’è un governo di minoranza?

Nelle democrazie parlamentari un governo di minoranza è un esecutivo che non può contare su una maggioranza numerica. Viene nominato un Presidente, spesso il leader del partito che ha ottenuto più voti, che a sua volta suggerisce la lista dei ministri.

Per potere ottenere la fiducia da parte del Parlamento, le opposizioni si astengono oppure escono dall’Aula al momento del voto. Il problema maggiore comunque riguarda poi quello che sarà il prosieguo della legislatura.

Per poter svolgere la propria attività di governo, l’esecutivo avrà comunque bisogno di una maggioranza sia nelle commissioni parlamentari che poi nelle Aule durante le votazioni, condizione questa che al momento Giuseppe Conte non avrebbe. Indispensabile quindi è che le opposizioni non siano ostruzioniste ma “responsabili”.

In Francia i governi di minoranza sono spesso stati una prassi. In Italia non ci sarebbero impedimenti dal punto di vista della Costituzione, visto che oltre alla fiducia al momento dell’insediamento non è richiesta poi l’esistenza di una effettiva maggioranza.

In passato nel nostro paese ci sono stati alcuni esempi di governi di minoranza, che videro come Presidenti del Consiglio Giovanni Leone prima e Giulio Andreotti poi. Altri tempi però, con lo scenario politico attuale che sarebbe molto differente.

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