Confindustria Nord, pressing su Conte: “Riaprire ora”

Le imprese del Nord chiedono a Conte di riaprire subito, perché ogni giorno che passa «diventa più difficile ripartire». Ma l’OMS dice che è ancora troppo presto

Riaprire al più presto o il motore del Paese rischia di spegnersi per sempre. Questo è l’appello rivolto al Governo dalle confindustrie di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le Regioni più colpite dall’emergenza COVID-19 che rappresentano il 42% del PIL italiano. La mossa è destinata a generare ulteriori frizioni con Giuseppe Conte, il quale ha di recente posticipato l’allentamento delle misure di contenimento.

Pressione di Confindustria su Governo

In queste ore, le diverse propaggini di Confindustria hanno avviato una vera e propria campagna mediatica per spingere il Governo a riaprire al più presto. La mossa più istituzionale è quella di un documento, pubblicato sui siti internet delle quattro confindustrie regionali, in cui si evidenziano i rischi che la crisi economica “si trasformi in depressione”.

Se non si riparte nel breve periodo, si legge nel testo, si “rischia di spegnere definitivamente” il motore e “ogni giorno che passa rappresenta un rischio in più di non riuscire più a rimetterlo in marcia”. Nel momento di maggior tensione fra il Governo italiano e l’Europa, Confindustria apre quindi un nuovo fronte di dibattito interno.

“Prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali, non fatturare”, affermano le imprese del Nord. “Chiediamo quindi di definire una roadmap per una riapertura ordinata e in piena sicurezza del cuore del sistema economico del Paese. È ora necessario concretizzare la Fase 2”.

Confindustria vuole Draghi premier

Il tempismo con cui il documento è stato pubblicato non è casuale, perché proprio in questi giorni l’esecutivo è impegnato in una dura battaglia con l’Ue per ottenere consenso da Olanda e Germania sugli eurobond. La pressione di Confindustria potrebbe senz’altro riflettersi sul dibattito a livello comunitario.

Senza contare che, in un editoriale apparso anche sul sito del Sole24Ore (il giornale di Confindustria) i giornalisti Becchi e Zibordi hanno chiesto un passo indietro di Conte in favore di Mario Draghi.

Confindustria Udine si è spinta ancora più in là, aprendo il sito internet Draghiperlitalia.it che invita a firmare una petizione per Draghi presidente del Consiglio. “Mario Draghi può salvare l’Italia. L’Italia, l’Europa e i mercati internazionali hanno fiducia in lui, perché ha già dimostrato di essere all’altezza di ruoli complessi. Assumiamoci la responsabilità di pretendere che sia lui a rappresentarci”, si legge nell’appello.

L’Italia è il sorvegliato speciale d’Europa, sia perché è il Paese più colpito nel continente sia perché l’alto debito pubblico limita il suo raggio d’azione. Una riapertura può forse rincuorare i mercati, ma a patto che questa non comporti un’ondata di contagi di ritorno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità al momento continua a dire che è troppo presto per allentare le misure di contenimento.

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