Comuni a contagio zero: ecco le città d’Italia in cui il coronavirus non c’è

In alcuni Comuni d’Italia il coronavirus non ha contagiato nessuna persona. Quali sono le città a contagi zero e perché il virus non si è diffuso?

Comuni a contagio zero: ecco le città d'Italia in cui il coronavirus non c'è

In alcuni Comuni d’Italia il coronavirus non è riuscito a contagiare nessun cittadino, creando non poco stupore tra i vari ricercatori e studiosi soprattutto perché alcuni di questi si trovano all’interno delle Regioni più colpite dal virus, e nello specifico in Lombardia e in Emilia Romagna.

I casi dei Comuni di Ferrera Erbognone, Nemi e della provincia di Ferrara hanno dato il via ad alcune ricerche per cercare di capire come mai in queste città così vicine ai principali focolai del Paese si siano registrati zero contagi. Sono state avanzate diverse ipotesi sul perché questi comuni a contagi-zero non abbiano ancora nessun infetto e un loro studio potrebbe fornire importanti informazioni per trovare una possibile cura alla COVID-19.

Quali sono i Comuni “immuni” al coronavirus?

Nonostante il virus continui a diffondersi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, tre Comuni d’Italia sono rimasti immuni al virus e non hanno ancora accertato nessuna persona infetta, le tre “isole felici” sono:

  • Nemi, un piccolo Comune nel Lazio che è riuscito a resistere all’avanzata del virus. È un piccolo borgo medioevale di circa 2.000 abitanti, dove non si registra nessun infezione da coronavirus. L’unico caso è quello di un paziente arrivato da un Comune poco distante, quello di Palestrina, che adesso si trova ricoverato in una clinica;
  • Ferrera Erbognone è un Comune di poco più di 1.000 abitanti in provincia di Pavia, e il suo caso ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e soprattutto dell’istituto Neurologico Mondino di Pavia, che ha avviato uno studio sugli abitanti. Attraverso un prelievo di sangue è stato fatto uno screening sulla formazione degli anticorpi da coronavirus dal momento che questa città si trova in Lombardia, nel Pavese, una delle zone più colpite d’Italia;
  • la provincia di Ferrara, anche questa situata in una delle prime aree ad essere definite zona rossa, l’Emilia Romagna. In tutta la Regione sono state infettate più di 14.000 mila persone, mentre a Ferrara si riscontrano “solamente” 320 casi, in proporzione un numero decisamente basso rispetto alle altre province della Regione. Questo dato ha lasciato senza parole anche Sergio Venturi, il commissario straordinario regionale per l’epidemia, che afferma: “I contagi non sono mai cresciuti, evidentemente qualche ragione ci sarà”. Questi si concentrano “prevalentemente sul confine con la provincia di Bologna” mentre la restante parte della provincia è come se fosse preservata dal virus.

Perché il virus non si è diffuso in queste aree

Le motivazioni per cui il virus non si sia diffuso in queste zone resta ancora un mistero, sono state avanzate diverse opzioni dagli esperti e dalle autorità. Un motivo potrebbe essere il fatto che i cittadini abbiano sviluppato un’immunità nei confronti del virus.

Un altro fattore potrebbe essere la particolare posizione geografica in cui sorgono questi Comuni, che garantiscono un maggior isolamento dei centri urbani rispetto a tutte le altre città del Paese.

Per quanto riguarda Ferrara, Sergio Venturi ha ipotizzato che un ruolo cruciale lo abbia avuto anche “la talassemia o il tema della malaria mantenendo quelle zone quasi intatte rispetto a un attacco così forte e feroce come quello del virus che abbiamo in queste settimane”.

Infine arriva anche il merito dei cittadini, che come sottolineato dai sindaci dei vari comuni, stanno rispettando con estremo rigore le misure restrittive e di sicurezza previste dal decreto del Governo.

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