Commodity e U.S Futures in ripresa. La moneta comunitaria si consolida mentre cresce la paura per il «fantasma greco».

Nadia Fusar Poli

09/05/2011

Commodity e U.S Futures in ripresa. La moneta comunitaria si consolida mentre cresce la paura per il «fantasma greco».

Materie prime in ripresa dopo il più ripido crollo settimanale dal 2008. Negli Stati Uniti i futures sugli indici di borsa sono avanzati. Le obbligazioni greche sono cadute, mentre l’euro si è rafforzato sulla speculazione che la crisi del debito della regione non mancherà di indurre la Banca Centrale Europea ad aumentare i tassi di interesse.

Lo Standard & Poor’s GSCI Index di 24 materie prime è salito del 2% (6:25, New York) dopo lo scivolone della settimana scorsa, che aveva fatto registrare un crollo dell’11%. L’argento ha guadagnato il 5,4%, il petrolio il 2,9% e il frumento è avanzato dell’1,9%. L’euro si è apprezzato dello 0,6% nello scambio col «biglietto verde». Il rendimento a due anni in Grecia è aumentato di 20 punti base così come il credit default swap è salito al 68% I rendimenti dei Trasuries a 10 anni degli Stati Uniti sono saliti di tre punti base. S & P 500 Index (SPX) futures ha guadagnato lo 0,4 per cento e l’indice Stoxx Europe 600 è diminuito dello 0,5%.

La «disfatta» delle commodities della settimana scorsa, ha «fatto fuori» 99 miliardi dollari di valore di mercato, cacciando gli speculatori e incoraggiando Goldman Sachs Group Inc. a profetizzare un possibile recupero. L’Ufficio federale di statistica ha reso noto oggi che le esportazioni tedesche sono salite a marzo per un valore record mensile mentre la scorsa settimana, i dati sui libri paga degli Stati
hanno illustrato un aumento superiore alle previsioni degli economisti.

Il greggio è salito a 100,02 dollari al barile a New York, dopo aver perso il 15 per cento la scorsa settimana. Il Grano è aumentato a causa delle avversità atmosferiche nel Nord America, mentre Europa e Asia hanno minacciato di ridurne la produzione globale.

Secondo le previsioni del mercato toro delle Commodity l’economia globale in espansione, guidata da Cina, India e Brasile, dovrebbe stimolare la domanda in un momento in cui i produttori - da BHP Billiton Ltd., la più grande compagnia mineraria, a BP Plc, secondo maggior produttore di petrolio in Europa - non riescono a farlo.

Debito Greco

Nel pomeriggio di venerdì 6 maggio, un lancio dello Spiegel Online ha causato il panico sui mercati finanziari, europei e non solo, già reduci da una settimana di forti ribassi delle materie prime. Il giornale segnalava la convocazione di un meeting straordinario tra ministri delle Finanze della zona euro per affrontare la minaccia della Grecia di uscire dall’euro.
Forse solo un «rumor» - che fa seguito alla notizia della scorsa settimana sulla conclusione dell’accordo tra Portogallo,Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale per la definizione delle condizioni dell’assistenza finanziaria necessaria a fare uscire il paese dalla una profonda crisi di debito sovrano , che tuttavia potrebbe sottendere una minaccia ben più temibile e credibile: il default sovrano della Grecia.
L’Ue potrebbe fornire alla Grecia nuovi fondi di emergenza, magari attraverso lo European Financial Stabilisation Facility (EFSF), che acquisterebbe titoli di stato greci all’emissione, sostituendosi al mercato. Questa operazione potrebbe avvenire previa costituzione di garanzie reali da parte di Atene, anche se non necessariamente l’oro, come suggerito nei giorni scorsi da parte tedesca. Ma una cosa è soprattutto chiara, a Bruxelles: i termini dei finanziamenti devono essere ammorbiditi, i tempi di rientro devono essere allungati.

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