La forte incertezza sui mercati finanziari legata alla crisi dei debiti sovrani in Europa e alle difficoltà dell’economia americana, che potrebbe a breve ricevere nuovi stimoli monetari con un nuovo QE da parte della FED, ha spalancato le porte verso il fly-to-quality e di conseguenza su tutti i principali beni rifugio, compresi i metalli preziosi. L’oro ha aggiornato anche oggi i nuovi record storici toccando un top assoluto a 1.594$ l’oncia, a una manciata di dollari dalla soglia psicologica dei 1.600$ che comunque ormai sembra a portata di mano. Dai top intraday i prezzi hanno ripiegato di una decina di dollari, quasi certamente per una concomitanza di prese di beneficio. In effetti c’è anche da considerare che quella odierna, salvo sorprese, dovrebbe essere la nona seduta consecutiva chiusa in positivo per cui una correzione nel breve è più che probabile. Magari può esserci il ri-test di 1.576 – 1.570 dollari, ex area di resistenza ora supporto, o forse una correzione più pronunciata fino a 1.5560-50$ l’oncia. Tuttavia, il trend rialzista sembra ancora molto solido per cui è possibile ipotizzare i prossimi target a 1.600$ prima e 1.625$ poi.
Ottimo movimento rialzista di breve periodo anche per l’argento, che ha rotto al rialzo un triangolo di compressione daily che durava da ben due mesi. I prezzi si sono così portati a ridosso della fondamentale resistenza di 39.5$ l’oncia che, se superata con decisione, dovrebbe provocare una nuova esplosione di volatilità fino a 41$ prima e 43$ poi.
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