Nell’articolo di ieri “Commodity: Oro e Argento, ancora prospettive rialziste”avevamo ipotizzato il proseguimento del trend rialzista ormai secolare dell’oro, ma anche quello dell’argento. In effetti, da un punto di vista macroeconomico non ci sono poi così tanti dubbi: la crisi del debito sovrano in Europa, gli alti e bassi dell’economia, le aspettative di aumento dell’inflazione nel medio-lungo periodo, la crisi delle valute a corso forzoso e ora anche un possibile clamoroso crack finanziario degli Stati Uniti. Insomma, un mix eslosivo potenzialmente in grado di innescare movimenti di fly-to-quality, con gli investitori sempre più convinti nel trasferire risorse per l’acquisto di beni rifugio tra i quali l’oro resta la prima scelta. Da un punto di vista tecnico, abbiamo visto ieri come sia l’oro che l’argento fossero inseriti in una fase accumulativa di breve periodo dopo la realizzazione di importanti massimi di periodo. L’oro ha effettuato il breakout di area 1.615$ spingendosi fino ai precedenti top storici che sono stati ancora aggiornati poco sopra la soglia dei 1.625$ l’oncia. Balzo anche per l’argento che, dopo il breakout deciso di 40.5$, ritorna sopra 41$. Ora è probabile attendersi una correzione nel brevissimo periodo, ma occhio ad eventuali bad news sulla questione del debito USA che potrebbe creare di nuovo i presupposti per eccezionali strappi al rialzo dei due metalli preziosi.
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