Come votano i ciechi? Guida al voto

Anche ciechi, amputati delle mani e persone con gravi impedimenti fisici, possono votare grazie al voto assistito. Per farlo occorrono tessera elettorale, documento di riconoscimento e il certificato dell’Asl. Guida la voto assistito.

Come votano i ciechi? Guida al voto

Si avvicinano le elezioni regionali per l’Emilia Romagna e la Calabria, si andrà alle urne domenica 26 gennaio. Non tutti i cittadini però possono recarsi al seggio e indicare la propria preferenza in autonomia, ma devono essere accompagnati.

Come votano i ciechi e le altre persone affette da disabilità? La risposta è nel voto assistito. Gli elettori non vedenti , infatti, possono votare grazie all’assistenza di un altro elettore. Solitamente si tratta di un membro della famiglia o, in mancanza, di un altro accompagnatore prescelto, purché iscritto nelle liste elettorali.

Oltre ai ciechi, la disciplina sul voto assistito si estende anche agli elettori con altre disabilità, come amputati delle mani, affetti da paralisi e con gravi impedimenti.

Per votare con l’assistenza di un’altra persona, gli elettori disabili devono mostrare la documentazione sanitaria che certifica l’impossibilità di votare autonomamente.

Voto assistito: come votano ciechi e affetti da altre disabilità

Le persone non vedenti e chi è affetto da altri impedimenti fisici acquisiscono il diritto di voto al compimento del 18° anno di età, come tutti gli altri cittadini italiani. Per queste persone la legge prevede delle misure che rendono possibile esprimere un voto consapevolmente e liberamente: il voto assistito.

Con il voto assistito chi è impossibilitato a causa di una disabilità fisica può votare grazie all’assistenza di una persona di fiducia. Solitamente l’accompagnatore viene scelto tra i membri della famiglia, ma nulla toglie che si possa scegliere anche una persona che non appartiene al nucleo familiare. L’importante è che l’accompagnatore sia un cittadino italiano regolarmente iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune italiano.

L’accompagnatore entra nella cabina elettorale insieme alla persona assistita e lo aiuta a mettere la X sulla persona/lista prescelta, oppure scrive di suo pugno rispettando la volontà della persona disabile.

Il voto assistito è previsto per:

  • i ciechi;
  • gli amputati delle mani;
  • gli affetti da paralisi;
  • chi ha gravi impedimenti fisici.

Invece chi è ricoverato in ospedale, casa di riposo o altri istituti può votare direttamente nei seggi ospedalieri.

Al momento del voto, la persona disabile deve mostrare un documento di identità valido, la tessera elettorale e la documentazione sanitaria, rilasciata dalla ASL, dove si attesta l’impossibilità di esercitare in voto in autonomia.

Per evitare di doversi rivolgere alla ASL in occasione di ogni elezione, l’elettore disabile può chiedere al Comune di residenza di mettere il timbro AVD sulla propria tessera elettorale; in questo modo verrà apposta l’annotazione permanente del diritto al voto assistito.

Per ottenere l’annotazione del timbro, l’interessato deve recarsi presso l’ufficio elettorale del Comune dove risiede con la documentazione seguente:

  • il modulo di richiesta con data e firma;
  • un documento di identità;
  • la tessera elettorale;
  • il certificato medico dell’ASL che attesta l’impossibilità ad esprimere il diritto di voto.

Invece, per gli elettori non vedenti basta esibire il libretto nominativo rilasciato dall’Inps.

Voto assistito: quali sono gli obblighi per l’accompagnatore?

La persona designata come accompagnatore deve rispettare degli obblighi precisi.

Innanzitutto, il requisito necessario per essere accompagnatore è l’iscrizione nelle liste elettorali. Inizialmente la legge imponeva che l’accompagnatore dovesse essere iscritto nella stessa lista elettorale della persona assistita; con la legge n. 17 del 2003 questa limitazione è venuta meno, dunque basta che sia iscritto nelle liste elettorali di qualsiasi Comune italiano. Resta invece il limite che nessun accompagnatore può assistere al voto più di un disabile.

Al momento del voto, l’accompagnatore deve mostrare la propria tessera elettorale e sarà cura del Presidente del seggio annotare sulla scheda la dicitura di “accompagnatore”, senza apporre il bollo della sezione.
Il Presidente deve accertarsi che la persona disabile abbia scelto liberamente e consapevolmente il proprio accompagnatore e che ne conosca nome e cognome.

Invece come vota chi è ricoverato in ospedale?

Come vota chi è affetto da disabilità intellettiva?

Chi è affetto da disabilità intellettiva ha il pieno godimento del diritto di voto, come previsto dall’articolo 48 della Costituzione che recita:

«Non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile oppure nei casi di indegnità morale indicati dalla legge».

Dunque le persone con handicap mentale, dopo il compimento del 18° anno di età, possono votare come tutte le altre e non hanno bisogno dell’accompagnatore. Per questa categoria di elettori la legge esclude il voto assistito.

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