Come impugnare un testamento: casi e prescrizione

Come si impugna un testamento e quando è possibile? Qui tutto quello che c’è da sapere per impugnare un testamento e i tempi da rispettare per non cadere in prescrizione.

Come impugnare un testamento: casi e prescrizione

Si può impugnare un testamento? A questa domanda diamo una risposta affermativa, infatti quando il testamento del defunto presenta vizi di forma o di contenuto, gli eredi possono impugnarlo e chiedere l’intervento del giudice.

L’impugnazione del testamento può essere dovuta anche ad un vizio di volontà del testatore, ovvero quando si ritiene che il defunto sia stato costretto, fisicamente o psicologicamente ad alterare la successione, oppure se si dimostra che al momento della redazione delle volontà non era capace di intendere e volere.

Per riassumere, i vizi che possono portare all’impugnazione del testamento sono:

  • di forma, cioè l’autenticità della firma e la presenza dei testimoni nel testamento pubblico;
  • il contenuto difforme alle disposizioni di legge;
  • difetto di capacità, ad esempio se il testamento è redatto da un minore o da persona incapace di intendere e volere;
  • violenza, errore e dolo nella redazione del contenuto.

In questo articolo vedremo chi è legittimato ad impugnare, quando è possibile e quali sono i termini da rispettare per non cadere in prescrizione.

Impugnare un testamento: chi e quando può farlo

Chiunque abbia un interesse concreto e diretto può impugnare un testamento, ovvero promuovere l’intervento del giudice sul contenuto dell’atto testamentario, citando tutti gli eredi o coeredi e anche i legatari, cioè coloro che acquisiscono specifici diritti ereditari, beni o quote di patrimonio.

L’impugnazione del testamento può essere di due tipologie: per chiedere la nullità oppure l’annullabilità del testamento. La nullità si ha solamente quando il contenuto del testamento presenta gravi difetti di forma (per esempio manca la firma) o è contrario alla legge.

L’annullabilità, invece, è l’azione che viene portata avanti quando si ritiene che il testatore al momento della sottoscrizione non fosse capace di intendere e volere, ad esempio perché affetto da malattia grave o sotto effetto di droghe, o non avesse la capacità di agire per testare, come nel caso dei minori.

La tipologia di azione influisce sulle tempistiche della prescrizione. Per la precisione se si procede con l’azione di nullità, cioè quando sono presenti vizi così gravi da rendere il testamento assolutamente nullo, non ci sono termini di prescrizione; questa può essere chiesta in ogni momento da chi risulta danneggiato dalla successione. L’azione di annullabilità del testamento, invece, si prescrive dopo 5 anni dalla lettura del testamento da parte del notaio.

Attenzione però: l’azione di nullità non può essere chiesta da chi, seppur conoscendo la causa di nullità, quindi la contrarietà di legge e la mancanza di un elemento essenziale, ha dato comunque esecuzione al testamento o lo abbia confermato.

Si può impugnare un testamento dopo l’accettazione?

Su questo dubbio rincuoriamo i lettori, il testamento può essere impugnato anche dopo la formale accettazione dello stesso dinanzi al notaio.

Impugnazione testamento per lesione della quota legittima

Che succede se il testatore lede la quota legittima, ovvero la parte di eredità che spetta per legge agli eredi legittimi?

In questo caso bisogna far riferimento all’articolo 533 del Codice civile sull’azione di riduzione delle disposizioni testamentarie. Questa azione può essere promossa dal coniuge, dai figli e dagli ascendenti e serve a stabilire le quote di eredità nel rispetto delle ripartizioni di legge.

Non esistono norme specifiche sulla prescrizione dell’azione di riduzione ma, secondo giurisprudenza costante, la stessa è soggetta alla prescrizione ordinaria di dieci anni. Il termine decorre dalla data di accettazione dell’eredità del chiamato in base alle disposizioni testamentarie che ledono la sua quota di legittima.

Per saperne di più sull’azione di riduzione, si consiglia di leggere anche
Successioni ed eredità: azione di riduzione, cos’è?

Quanto costa impugnare un testamento?

Determinare a priori quanto costa impugnare un testamento non è semplice, poiché i motivi che portano all’impugnazione sono molto differenti tra loro. Oltre al tipo di vizio che si vuole impugnare, i costi variano anche a seconda della complessità del procedimento.

Per questo tipo di azione, la legge prescrive l’obbligo di esperire preventivamente il tentativo di mediazione con gli altri coeredi. Naturalmente se la questione viene risolta in fase di mediazione i costi saranno notevolmente ridotti, se invece è necessario proseguire l’azione civile, l’impugnazione può costare può arrivare a costare anche 3.600 euro, nei casi più controversi anche importi superiori.

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