Come curare il Covid-19 a casa: farmaci e cosa fare

Laura Pellegrini

27 Aprile 2021 - 13:02

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Le nuove linee guida del Ministero della Salute per la cura dei pazienti Covid a casa prevedono l’utilizzo di Paracetamolo, Fans e anticorpi monoclonali. Sconsigliata la telemedicina per soggetti fragili. Come si curano i bambini?

Come curare il Covid-19 a casa: farmaci e cosa fare

Le linee guida per le terapie domiciliari dei casi non gravi di Covid-19 - emanate lo scorso novembre 2020 - sono state aggiornate dalla circolare del Ministero della Salute “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2”, firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero Gianni Rezza e dal direttore della Programmazione sanitaria Andrea Urbani.

Un apposito gruppo di lavoro costituito da rappresentati istituzionali e del mondo scientifico ha stilato il documento che chiarisce come curare i casa i pazienti Covid asintomatici o pauci-sintomatici.

Tra i punti chiave della circolare c’è anche la telemedicina (quando e come va utilizzata), e alcuni chiarimenti importanti sui farmaci da prendere o meno in caso di infezione lieve. Importante anche il capitolo sull’idrossiclorochina, quello sugli anticorpi monoclonali e le cure per i bambini.

Come si cura il Covid-19 a casa?

Prima di capire se un paziente positivo al Covid-19 possa curarsi a casa o no bisogna vedere se ha sintomi lievi o gravi.

Nella circolare del Ministero viene definito “caso lieve” il paziente affetto da “sintomi come febbre (più di 37.5° C), malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza”. In linea generale, si legge nel testo, per i soggetti con queste caratteristiche cliniche “non è indicata alcuna terapia al di fuori di una eventuale terapia sintomatica di supporto ”.

Si chiarisce poi il concetto di vigile attesa nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, ovvero una sorveglianza attiva che prevede il costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente.

Nei casi lievi, oltre a controllare la saturazione dell’ossigeno (con il saturimetro) che non deve mai scendere sotto il 92%, vengono indicati i seguenti trattamenti farmaceutici: paracetamolo o Fans in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso.

Importante sottolineare come la cura con corticosteroidi si sia “rivelata inutile se non dannosa in quanto in grado di inficiare lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria”, si legge ancora nella circolare.

I farmaci da non usare

Per quanto riguarda i farmaci da non utilizzare in caso di paziente Covid-19 con sintomi lievi in cura a casa, il Ministero raccomanda quanto segue:

  • evitare corticosteroidi;
  • non usare eparina, il cui utilizzo è indicato solo per i soggetti immobilizzati dall’infezione in atto;
  • evitare l’uso empirico di antibiotici;
  • non utilizzare idrossiclorochina, la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti.

Si segnala, inoltre, che “non esistono evidenze solide e incontrovertibili di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari, ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina - si legge nella circolare -, il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato ”.

Le cure con anticorpi monoclonali

Il trattamento di un paziente Covid con gli anticorpi monoclonali deve essere affidato, in conformità con le indicazioni dell’AIFA, “ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai medici delle USCA(R) e, in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati”.

Nei seguenti casi, il paziente deve essere indirizzato presso i centri regionali abilitati alla prescrizione. Ma il trattamento con i monoclonali, secondo la letteratura scientifica, va riservato soltanto - specifica la circolare - “a pazienti con Covid di recente insorgenza (al meglio entro 72 ore dalla diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2 e comunque sintomatici da non oltre 10 giorni) con infezione confermata da SARS-CoV-2”.

Come curare a casa i bambini con Covid

La circolare del Ministero della Salute chiarisce anche quali sono i sintomi che possono manifestarsi nei bambini: febbre, tosse, rinite e diarrea. “I ragazzi più grandi, in età adolescenziale e preadolescenziale, possono accusare, invece, sintomi simili a quelli dell’adulto: alterazioni del gusto e dell’olfatto, vomito, mal di testa e dolore toracico ”, spiega la circolare.

Ai bambini e ragazzi che contraggono il Covid in forma asintomatica non occorre somministrare alcun farmaco, mentre nel caso di insorgenza di sintomi simil-influenzali, per esempio febbre maggiore di 38,5° C, mal di gola, cefalea, dolori articolari, è consigliabile, se necessario e su indicazione del Pediatra/Medico curante, “somministrare terapia sintomatica con Paracetamolo (10 – 15 mg/kg/dose ogni 5-6 ore) o Ibuprofene (da 20 mg a 30 mg per kg di peso corporeo al giorno, sempre a stomaco pieno, divisi in tre dosi)”.

In casi molto rari vanno somministrati antibiotici, mentre non bisogna mai assumere cortisonici. Importante, nel corso dell’infezione, restare a riposo e assumere molti liquidi.

Telemedicina: quando e come si utilizza

Un capitolo a parte è dedicato alla telemedicina, ovvero l’insieme dei trattamenti medici che permettono la cura di un paziente a distanza.

Si sconsiglia la pratica delle telemedicina dei seguenti casi:

  • nei pazienti in cui si presentano sintomi come stato di coscienza alterato, dispnea a riposo, pressione sistolica minore o uguale 100;
  • nei pazienti con patologie acute, croniche o con disabilità.

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