Come aprire un negozio? Requisiti, costi, normativa, licenza e idee

Laura Pellegrini

30 Dicembre 2020 - 18:40

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Per aprire un negozio si deve conoscere la normativa vigente, oltre a sapere quali sono i requisiti necessari, la licenza e i costi. Ecco una semplice guida per orientarsi prima di aprire un negozio.

Come aprire un negozio? Requisiti, costi, normativa, licenza e idee

Aprire un negozio non è sempre facile perché sono molti gli aspetti da considerare dal momento in cui si è deciso di dedicarsi all’attività imprenditoriale. Se volete aprire un negozio e non sapete da che parte cominciare, questa guida vi spiegherà per filo e per segno le modalità, la procedura e i costi legati a questa scelta.

La prima cosa da sapere è che aprire un negozio oggi è molto più semplice rispetto a qualche anno fa: grazie al cosiddetto Decreto Bersani, infatti, le procedure burocratiche relativo alle attività commerciali si sono nettamente snellite e abbreviate. Aprire un negozio, dunque, non è più complicato come un tempo, ma ci sono comunque delle regole ben precise da rispettare e anche determinati requisiti che si devono possedere.

Come aprire un negozio? Quali sono i requisiti necessari per aprire un negozio? È necessaria la licenza? Qual è la normativa da rispettare e quanto costa effettuare un investimento? Facciamo chiarezza in questa breve guida.

Come fare per aprire un negozio

Sicuramente per aprire un negozio servono delle idee valide e, data la potenza e l’incidenza di Internet nella vita di ogni giorno, potreste essere interessati anche ad aprire un negozio online.

Come detto, la procedura di apertura di un nuovo negozio è stata nettamente semplificata e snellita grazie al Decreto Bersani - numero 114 del 31 marzo 1998 - che ha modificato anche le normative sul possesso della licenza. Vediamo ne dettaglio di cosa stiamo parlando.

Normativa e licenza

Prima di aprire un negozio è necessario domandarsi che tipo di attività commerciale si voglia intraprendere, anche facendo un’analisi di mercato relative alla zona in cui si vuole iniziare la propria attività imprenditoriale, oltre che di competitor e opportunità. Ci sono alcune attività che sono più redditizie di altre e se non avete idee, potete informavi su quali siano quelle più remunerative.

Stabilito ciò, dobbiamo considerare che fino a non molti anni fa aprire un negozio era molto più complicato di oggi perché prevedeva il rilascio della licenza da parte del Comune e non era scontato che venisse concessa.
Il rilascio della licenza, infatti, avveniva con parsimonia, soprattutto per evitare un numero troppo elevato di negozi.

Oggi, invece, non è più così difficile aprire un negozio, in quanto il Decreto Legislativo n. 114 del 31 marzo 1998 - il cosiddetto Decreto Bersani - ha determinato una riforma del settore del commercio, stabilendo nuove regole e cercando di favorire la libertà di intraprendere un’attività commerciale.

Dal 2006, dunque, non è più necessario richiedere la licenza per quelle attività svolte all’interno di una struttura la cui superficie di vendita non superi i 250 metri quadrati nei Comuni con una popolazione superiore ai 10 mila abitanti, e i 150 metri quadrati nei Comuni con meno di 10 mila abitanti.
Rimane, invece, l’obbligo di richiedere la licenza per le tabaccherie perché sono destinate alla vendita di prodotti soggetti al monopolio statale.

Qualora, infine, si intenda aprire un negozio con una superficie maggiore a quelle indicate, ossia fino a 1.500 metri quadrati per i Comuni più piccoli e 2.500 metri quadrati per quelli più grandi, è necessaria un’autorizzazione del Comune. In questo caso è in vigore la regola del silenzio-assenso, ossia se non si ottiene risposta entro i 90 giorni, l’autorizzazione si intende concessa.

Cos’è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)?

Per aprire un negozio, dunque, non occorre sempre chiedere la licenza al Comune, ma è sufficiente (nei casi sopra elencati) inviare una comunicazione al sindaco del proprio Comune in cui si dichiari di rispettare la normativa vigente. La comunicazione deve essere inviata almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività.

Questa dichiarazione di inizio attività prende il nome di SCIA - Segnalazione Certificata di Inizio Attività - e deve essere inoltrata allo SUAP, lo Sportello Unico delle Attività Produttive, istituito presso il proprio Comune.

Questo tipo di procedure sono le stesse utilizzate anche per aprire un B&B, ad esempio, e derivano da una volontà di snellire l’aspetto burocratico relativo alle attività commerciali.

Quali sono i tipi di attività commerciale?

Le attività commerciali si possono suddividere in tre tipi:

  • esercizi di vicinato, con superficie di vendita non superiore ai 250 metri quadrati;
  • medie strutture di vendita, con superficie di vendita non superiore ai 2500 metri quadrati;
  • grandi strutture di vendita, con superficie di vendita al di sopra dei 2500 metri quadrati.

    Le regole da seguire, come abbiamo visto, possono variare sulla base della superficie di vendita, ma anche a livello regionale e comunale e dunque è sempre bene informarsi.

Quali sono i requisiti necessari?

Sempre in ottemperanza al Decreto Bersani, non esistono più le tabelle merceologiche e le attività vengono classificate solo in alimentari e non alimentari.

Per le attività non alimentari, dunque, decade l’obbligo di iscrizione al REC (Registro Esercenti di Commercio), che era previsto per ogni tipo di attività dopo aver seguito un corso di formazione.

Se la vostra intenzione, invece, è di aprire un’attività che si occupi di ristorazione (bar, ristorante, albergo) dovete ancora provvedere ad effettuare l’iscrizione al REC, oltre a frequentare il corso SAB (Corso per somministrazione Alimenti e Bevande) organizzato dalla Camera di Commercio oppure aver lavorato per almeno due anni, negli ultimi cinque, presso un’attività di vendita o produzione alimentare.

A tal proposito, bisogna sempre ricordare che la normativa cambia anche in base alla Regione di appartenenza e, a volte, anche relativamente al Comune quindi è sempre bene informarsi perché alcune di queste potrebbero prevedere l’obbligo di frequentare un corso anche per attività non alimentari.

In ogni caso, però, per aprire un negozio sono necessari dei requisiti ben precisi, tra i quali:

  • non essere mai stati dichiarati falliti e nemmeno delinquenti abituali,
  • non aver subito condanne che prevedono un periodo detentivo superiore ai tre anni,
  • ottenere il benestare da parte della ASL per ciò che concerne l’agibilità dei locali.

    Nonostante il Decreto Bersani abbia eliminato le distanze minime tra attività commerciali concorrenti, alcuni comuni continuano a farle rispettare, oltre ad altri vincoli relativi all’area in cui si ha intenzione di aprirli. Inoltre, si deve prestare attenzione alla destinazione d’uso del locale ed eventualmente vedere se è necessario cambiarla.

Per aprire un negozio sarà poi necessario:

  • aprire la partita IVA;
  • iscriversi alla CCIAA;
  • iscriversi all’INPS;
  • iscriversi all’Inail.

Una volta che si è dato avvio all’attività, è necessario dare comunicazione a tutti gli enti. Dal 2010, però, è in vigore una procedura semplificata che permette di ricorrere alla Comunicazione Unica: basterà, dunque, inviare la comunicazione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio che provvederà, poi, a divulgare la comunicazione a tutti gli altri enti.

Per ottenere maggiori informazioni su come aprire un negozio si può consultare il sito della Confcommercio o recarsi presso gli sportelli SUAP del Comune in cui si intende aprire l’attività commerciale.

Costi

I casti di apertura di un nuovo negozio possono variare al variare di diversi fattori: ad esempio in base alla città o alla tipologia di attività che si intende avviare, o ancora in base alla metratura del negozio che si è scelto di acquistare. La consapevolezza deve essere quella che inizialmente la spesa sarà nettamente superiore all’incasso, ma l’investimento potrebbe fruttare con gli anni a venire.

Ulteriori costi legati all’apertura di un negozio riguardano l’apertura di una partita IVA (che di per sé non ha un costo), che prevede il fatto di dover consultare un commercialista, per il quale si dovrà considerare di spendere tra i 600 e i 1.000 euro annui. Inoltre, se non si possiede un locale di proprietà, sarà necessario affittarlo e prevedere anche dei costi per la ristrutturazione e l’allestimento del negozio. Volendo fare una stima approssimativa, possiamo pensare che andremo a spendere tra i 3.500 e i 5 mila euro complessivi.

Considerando, poi, i costi relativi all’acquisto della merce, allacciare le utenze, il POS (per i pagamenti con bancomat o carta di credito) il costo stimato si dovrebbe aggirare tra i 15 mila e i 20 mila euro per le piccole attività e non meno di 50 mila per quelle più grandi.

Ogni situazione è a sé, però in linea di massima aprire un’attività comporta una spesa iniziale e prima di avviarla è bene tenerne conto.

Idee per aprire un negozio

Ora che sapete quali sono i passi da seguire per aprire un negozio, vi serviranno anche alcune buone idee per il tipo di attività da realizzare.

Il primo consiglio, come detto, è fare una veloce analisi di mercato della zona in cui avete deciso di aprire un negozio per capire bene quali attività ci sono e quali mancano. Colmare i vuoti di mercato può essere una buona idea per aprire un’attività remunerativa e per avere successo nell’attività imprenditoriale. In ogni caso, ci sono alcune idee per aprire un negozio che possono sfociare in attività redditizie.

Uno degli strumenti che può essere usato a vostro favore per decretare il successo della vostra attività commerciale è Internet, non solo perché vi permette di promuovere la vostra attività, ma anche perché un’ottima possibilità di guadagno è aprire un negozio online.

Un negozio online, infatti, vi permette di ridurre i costi relativi alle strutture (niente affitto, niente costi di ristrutturazione, nessuna utenza) e di lavorare comodamente da casa, oltre a fornirvi un bacino di clienti potenzialmente infinito.

Se, però, la vostra idea di negozio è quella tradizionale di luogo in cui incontrare i clienti faccia a faccia, abbiamo per voi qualche buona idea anche in questo senso. Tra le idee per aprire un negozio, una di quella che potrebbe essere fonte di successo per voi è quella del negozio di animali.
Sono sempre di più, infatti, le persone che decidono di godere della compagnia di un animale e che se ne vogliono prendere cura nel migliore dei modi.

Una possibile alternativa è quella di aprire un negozio di accessori per animali. Gli accessori per animali, infatti, sono sempre più ricercati dai padroni che spesso sono disposti anche a spendere un po’ di più per coccolare i loro amici animali.

Infine, anche aprire un negozio di abiti sostenibili potrebbe essere un’idea originale. Nella società di oggi, infatti, si presta sempre più attenzione al riuso, a evitare sprechi e alla cura dell’ambiente. Se siete persone molto creative e particolarmente abili nei lavori manuali, potreste pensare di raccogliere vecchi abiti usati e di creare con essi nuovi capi di abbigliamento da rivendere.

Come aprire un negozio di animali

Come vi abbiamo detto, aprire un negozio di animali può essere un’attività molto redditizia, soprattutto per il gran numero di persone che negli ultimi anni decide di godere della compagnia di un animale. In questo senso, sono diverse le vie che si possono prendere: si può decidere di intraprendere l’attività di vendita di animali vivi oppure di dedicarsi alla vendita di accessori e alimenti per animali.

Queste due opzioni sono percorribili anche contemporaneamente, ma per ognuna di essi c’è un iter ben preciso da seguire:

  • se decidete di dedicarvi alla vendita di animali, dovrete avere la disponibilità economica adeguata per garantire l’agibilità del locale, ma anche l’acquisto degli animali e di tutto ciò che hanno bisogno. La somma di cui avrete bisogno si aggira intorno ai 5 mila euro e sarà anche necessario rivolgersi ad un commercialista che vi dia dei consigli su come avviarvi alla professione. La vendita di animali necessita di una documentazione apposita che stabilirà la vostra idoneità e dovrete comunque iscriversi al registro delle imprese, mentre avrete bisogno della SCIA solo se la vostra scelta è di vendere accessori per animali. Se si vogliono vendere animali vivi, inoltre, sarà necessario richiedere l’apposita autorizzazione sanitaria ai servizi veterinari della Asl competente, fornendo planimetria del locale e lista degli animali contenuti in esso. Infine, si dovrà provvedere al pagamento di una tassa che può andare dai 50 ai 500 euro sulla base della grandezza del locale commerciale.
  • per quanto riguarda la vendita di accessori ed alimenti per animali, invece, si deve seguire l’iter che si seguirebbe per ogni altra attività commerciale, mentre per i mangimi servono delle apposite autorizzazioni sanitarie.

Tutti i documenti, compresa la richiesta di autorizzazione, vanno presentati allo sportello delle attività produttive del Comune che inoltrerà la richiesta alla Asl, la quale confermerà l’autorizzazione entro 30 giorni dall’approvazione.

Come aprire un negozio online

Aprire un negozio online potrebbe essere una buona soluzione per guadagnare attraverso la rete. Dopo aver visto la procedura, i requisiti e i costi dell’apertura di un negozio fisico, ecco una breve guida per aprire una realtà commerciale online.

Partiamo dal presupposto che gran parte degli step che vi abbiamo spiegato fino ad ora sono necessari anche per aprire un negozio online.
Tuttavia, esistono diversi metodi di procedere che possono ricondursi ud un unico step iniziale importante: decidere cosa si vuole vendere.

Un buon consiglio in questo senso potrebbe essere scegliere una nicchia di mercato, ossia di vendere dei prodotti che vengono comprati da una tipologia ben precisa di persone, in modo da assicurarvi un numero di clienti sicuro. Internet, infatti, permette di raggiungere chiunque e in qualunque parte del mondo e rende possibile rivolgersi a persone che sono alla ricerca di un prodotto ben preciso che magari non trovano negli altri negozi.

Una volta effettuata la scelta della merce da vendere, potete proseguire in diversi modi. Uno di questo è affidarsi a delle piattaforme che permettono in modo facile e veloce di aprire un proprio negozio online, a volte anche in maniera gratuita. Se però volete agire in modo autonomo, dovete prima di tutto comprare un dominio online, ossia l’indirizzo (url) del vostro sito web, che a quel punto diventerà solo vostro. Anche in questo caso ci sono diverse piattaforme specializzate che vi permettono di farlo.

In seguito, dovrete creare un account hosting, che è un canone mensile che si paga per assicurarsi la proprietà del dominio, e un Autoresponder. L’Autoresponder è uno strumento essenziale per un business online perché è uno strumento che vi consente di tenere la lista dei vostri possibili acquirenti ed inviare automaticamente delle e-mail promozionali a questi.
In questo modo, infatti, potrete sfruttare la cosiddetta newsletter per mostrare i vostri prodotti a potenziali acquirenti che altrimenti non avrebbero potuto conoscere la vostra offerta.

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